Designated Person Ashore nel Safety Management System
Obiettivo del moduloComprendere la funzione del DPA nel disegno dell'ISM Code e distinguere collegamento nave–terra, accesso diretto al vertice, monitoraggio e supporto.
Il Designated Person Ashore nasce da una lezione imparata a caro prezzo: il disastro del traghetto Herald of Free Enterprise (1987) mostrò come una gestione della sicurezza lasciata alla sola iniziativa di bordo, senza un collegamento efficace fra bordo e vertice aziendale, potesse fallire sistematicamente. L'ISM Code, adottato con la Risoluzione IMO A.741(18) del 4 novembre 1993, è diventato obbligatorio il 1° luglio 1998 con l'entrata in vigore del Capitolo IX della SOLAS, e impone a ogni compagnia di designare una o più persone con questo ruolo.
Vale la pena leggere il §4 nella sua interezza, perché la parte che si cita meno è proprio quella che definisce il ruolo.
«Per assicurare l'esercizio sicuro di ogni nave e per fornire un collegamento fra la compagnia e chi si trova a bordo, ogni compagnia dovrebbe designare, secondo il caso, una o più persone a terra che abbiano accesso diretto al più alto livello dirigenziale. La responsabilità e l'autorità della persona o delle persone designate dovrebbero comprendere il monitoraggio degli aspetti di sicurezza e di prevenzione dell'inquinamento dell'esercizio di ciascuna nave e l'assicurare che siano applicati risorse e supporto da terra adeguati, secondo necessità.»ISM Code, §4 — Designated person(s)
La prima finalità — fornire un collegamento fra la compagnia e chi si trova a bordo — è quella che si perde più spesso nelle sintesi, ed è invece quella da cui discende tutto il resto: il rapporto con il comandante, il canale di segnalazione dell'equipaggio, la reperibilità in emergenza. Il monitoraggio viene dopo, non prima.
Il §4 crea un dovere anche in capo alla compagnia, non solo al DPA. Il §3.3 lo dice esplicitamente: la compagnia è responsabile di assicurare che risorse e supporto da terra adeguati siano forniti per consentire alla persona o alle persone designate di svolgere le proprie funzioni. Un DPA senza tempo, budget e autorità non è un DPA debole: è una non conformità della compagnia.
Il testo in vigore non è quello del 1993: cinque serie di emendamenti lo hanno modificato, e le ultime due toccano direttamente il lavoro quotidiano del DPA.
| Risoluzione | In vigore dal | Che cosa cambia |
|---|---|---|
| MSC.104(73) — 2000 | 1 luglio 2002 | Introduce le definizioni di evidenza oggettiva, osservazione, non conformità, non conformità maggiore e anniversary date; riscrive la certificazione (§13) e aggiunge la certificazione provvisoria (§14) |
| MSC.179(79) — 2004 | 1 luglio 2006 | Modifica i modelli di DOC e SMC, aggiungendo la data di completamento della verifica su cui il certificato si basa |
| MSC.195(80) — 2005 | 1 gennaio 2009 | Aggiunge il numero identificativo della compagnia sui quattro modelli di certificato, compresi i provvisori |
| MSC.273(85) — 2008 | 1 luglio 2010 | Fissa a dodici mesi l'intervallo massimo fra gli audit interni (§12.1); rende alternative le due ipotesi di non conformità maggiore; introduce al §1.2.2.2 la valutazione di tutti i rischi identificati |
| MSC.353(92) — 2013 | 1 gennaio 2015 | Introduce il §12.2 sulla verifica di chi svolge compiti ISM delegati; riscrive il §6.2 sul manning; aggiunge al titolo del §4 la nota che rinvia alla guida IMO sulle qualifiche del DPA |
Tabella 1.1 — Gli emendamenti all'ISM Code e i loro effetti.
L'ultima riga merita attenzione: dal 1° gennaio 2015 è il Codice stesso, in nota al titolo del §4, a rinviare alla MSC-MEPC.7/Circ.6 per le qualifiche, la formazione e l'esperienza del designated person. Non è più una raccomandazione trovata altrove: è agganciata al testo.
Il DPA è deliberatamente una figura di terra: la sua utilità sta proprio nel non essere soggetta alle stesse pressioni operative, commerciali e gerarchiche che agiscono sulla nave in un dato momento. È un contrappeso strutturale, non un doppione del Master.
Il Codice consente di designare una o più persone. La compagnia deve documentarne responsabilità, autorità e coordinamento; flotte numerose o eterogenee possono adottare un DPA principale affiancato da sostituti o altre persone formalmente designate per area geografica o tipo di nave (si veda il Modulo 11).
Obiettivo del moduloValutare se accesso, autorità, risorse e controlli dei conflitti rendono il ruolo effettivo nella struttura concreta della compagnia.
L'elemento distintivo del ruolo non è un'indipendenza organizzativa definita in astratto, ma la capacità effettiva di raggiungere direttamente il più alto livello dirigenziale e di segnalare non conformità e osservazioni senza che altre funzioni possano impedire o neutralizzare il processo. La struttura gerarchica può variare fra compagnie; ciò che deve essere dimostrabile è che accesso, autorità, responsabilità e risorse previsti dall'SMS funzionino nella pratica.

Una prassi diffusa, specialmente in compagnie di dimensioni ridotte, è affidare il ruolo di DPA a chi ricopre già un incarico operativo (per esempio il Fleet Manager). Questo non è vietato dal Codice, ma introduce un rischio strutturale: la stessa persona che deve rispondere di scadenze commerciali e costi potrebbe trovarsi a dover decidere, indossando il «cappello» del DPA, contro l'interesse immediato di quelle stesse scadenze.
Il funzionamento del ruolo non si misura nei momenti tranquilli, ma in quelli in cui la decisione corretta per la sicurezza confligge con una scadenza commerciale imminente. Un DPA che non ha mai bloccato o rallentato un'operazione per ragioni di sicurezza dovrebbe verificare se accesso, autorità e risorse funzionano davvero, o se il controllo dei conflitti previsto dall'SMS ha smesso di reggere.
Obiettivo del moduloApplicare la Circ.8 per tradurre il mandato sintetico del §4 in processi di monitoraggio e risorse verificabili.

Il §4 del Codice è volutamente sintetico. L'elenco operativo di ciò che il DPA deve verificare e monitorare non sta nel Codice ma nella guida IMO che il Codice stesso richiama: la MSC-MEPC.7/Circ.8, «Revised guidelines for the operational implementation of the ISM Code by Companies». Al §4.2 elenca come minimo sei processi interni.
| # | Processo interno | Che cosa significa nella pratica |
|---|---|---|
| 1 | Comunicazione e attuazione della politica di sicurezza e di protezione ambientale | Verificare che la politica sia conosciuta e agita a bordo, non affissa in plancia |
| 2 | Valutazione e riesame dell'efficacia dell'SMS | Non se l'SMS esiste, ma se funziona: alimenta il riesame della direzione |
| 3 | Segnalazione e analisi di non conformità, incidenti e hazardous occurrences | Presidiare la qualità dell'analisi delle cause, non solo il conteggio degli eventi |
| 4 | Organizzazione e monitoraggio degli audit interni, inclusa la verifica dell'indipendenza e della formazione degli auditor | È la responsabilità più spesso trascurata: il DPA risponde anche di chi conduce gli audit e di come è stato formato |
| 5 | Revisioni appropriate dell'SMS | Chiudere il ciclo: se l'analisi trova una debolezza, la procedura cambia |
| 6 | Garanzia che la compagnia fornisca risorse e supporto da terra adeguati | Segnalare al vertice quando le risorse non ci sono, con evidenza documentata |
Tabella 3.1 — I processi interni che il DPA deve verificare e monitorare (MSC-MEPC.7/Circ.8, §4.2).
La stessa guida, al §4.3, elenca ciò che la compagnia deve mettere a disposizione perché il DPA possa svolgere il ruolo. È l'elenco da usare quando si negozia il proprio mandato, o quando lo si contesta.
L'ultimo punto è il più importante e il più facile da svuotare: non basta che il DPA possa parlare con il vertice, deve poter mettere a verbale non conformità e osservazioni a quel livello.
Il DPA non certifica che tutto sia in regola: monitora, verifica, solleva bandiere rosse e assicura risorse. La responsabilità operativa della sicurezza resta del Master e della linea di comando; il DPA è il presidio di sistema che si accerta che quella responsabilità sia messa nelle condizioni di essere esercitata.
Obiettivo del moduloVerificare l'idoneità documentata di ogni persona formalmente designata rispetto ai criteri della Circ.6.
Il §4 del Codice dice che cosa il DPA deve fare, non chi può farlo. La lacuna è colmata da una guida IMO dedicata, la MSC-MEPC.7/Circ.6, che dal 1° gennaio 2015 non è più un documento da cercare altrove: la MSC.353(92) ha aggiunto in nota al titolo del §4 il rinvio esplicito a quella circolare. È il riferimento con cui un ispettore di bandiera, un auditor esterno o un noleggiatore valuta se la persona designata è all'altezza del ruolo.
La circolare non impone un titolo unico. Ne indica tre, alternative fra loro: basta soddisfarne una.
| Via | Requisito |
|---|---|
| Accademica | Titolo di un'istituzione terziaria riconosciuta dall'Amministrazione o dall'organismo riconosciuto, in un ambito pertinente di management, ingegneria o scienze fisiche |
| Professionale marittima | Qualifica e brevetto di ufficiale di nave ai sensi della Convenzione STCW 1978, come emendata |
| Esperienziale | Altra formazione formale, combinata con non meno di tre anni di esperienza pratica a livello senior nella gestione operativa della nave |
Tabella 4.1 — Le tre vie di qualifica alternative (MSC-MEPC.7/Circ.6, §2.1).
La formulazione «altra formazione formale combinata con non meno di tre anni di esperienza pratica a livello senior» è spesso letta come se bastasse l'esperienza. Non è così: servono entrambe, e l'esperienza deve essere a livello senior e nella gestione operativa della nave — non genericamente nel settore marittimo. È il punto su cui un audit di bandiera chiede evidenza documentale.
Il §3.1 della circolare elenca gli ambiti che la formazione del designated person deve coprire. È l'ossatura di un piano formativo difendibile.
Il penultimo punto è quello che distingue una formazione reale da un attestato: la circolare non chiede di aver studiato l'auditing, ma di aver partecipato ad almeno un audit di un sistema di gestione marittimo. È un requisito verificabile, e va documentato.
Il §4.1 sposta il piano dalla carta alla dimostrazione: il designated person deve essere in grado di fare sei cose.
Delle sei, cinque sono tecniche e si acquisiscono con la pratica. La prima — presentare la sicurezza al vertice e mantenerne il sostegno nel tempo — è politica, ed è quella che decide se le altre cinque serviranno a qualcosa. Un DPA tecnicamente ineccepibile ma incapace di ottenere risorse è un DPA che documenta accuratamente il proprio fallimento.
Il Codice consente di designare una o più persone. Quando più persone sono formalmente designate, la compagnia deve poter dimostrare per ciascuna l'idoneità richiesta per le funzioni che le sono attribuite: la Circ.8 §4.4 rinvia alle qualifiche, alla formazione e all'esperienza della Circ.6 per le «Designated Person(s)». Competenze complementari possono rafforzare il team, ma non sostituiscono l'evidenza individuale necessaria per chi assume formalmente il ruolo. Il Modulo 11 tratta i modelli organizzativi che ne derivano.
La Circ.6 è una guida IMO richiamata in nota dal Codice. Il rinvio ne rafforza la rilevanza nelle verifiche, ma non trasforma automaticamente ogni frase formulata con «should» in un requisito prescrittivo identico al testo obbligatorio del Codice.
Obiettivo del moduloDefinire un assetto di risposta che sostenga il Master, attivi le risorse di terra e assicuri continuità senza confondere prassi aziendale e testo del Codice.
In emergenza il DPA può costituire il collegamento principale fra nave, vertice e supporto da terra, secondo le responsabilità definite dall'SMS. Il Codice non impone una singola catena di attivazione né prescrive espressamente la reperibilità personale H24 del DPA: richiede invece che la compagnia predisponga procedure, risorse e supporto adeguati. Per molte operazioni ciò comporta un contatto sempre presidiato, sostituti competenti e passaggi di consegne verificati.

Se l'analisi della compagnia richiede copertura H24, l'SMS deve indicare chi presidia il contatto, chi sostituisce il DPA, quali informazioni vengono trasferite e come la disponibilità viene testata — per esempio con test di chiamata periodici. È una scelta organizzativa solida, e spesso necessaria: non va però confusa con una frase testuale del §4.
Obiettivo del moduloIntegrare fonti operative e indicatori per individuare segnali sistemici senza affidarsi a un singolo dato o a un cruscotto formalmente verde.
Fuori dall'emergenza, il lavoro quotidiano più importante del DPA è il monitoraggio continuo: leggere i segnali che la flotta produce prima che diventino un problema serio.
| Fonte | Cosa rivela |
|---|---|
| Audit interni ed esterni | Aderenza reale dell'SMS alla pratica di bordo |
| Esiti PSC e vetting | Pattern di carenze e osservazioni per nave e per flotta |
| Report di near-miss e incidenti | Segnali precoci di rischio prima dell'evento grave |
| Indicatori di manutenzione (PMS) | Backlog e disponibilità di ricambi critici |
| Segnalazioni dirette dell'equipaggio | Problemi che la linea gerarchica potrebbe filtrare o minimizzare |
Tabella 6.1 — Fonti informative principali per il monitoraggio del DPA.
Il valore del DPA non sta nel raccogliere dati, ma nel saperli leggere insieme: una nave con osservazioni vetting ricorrenti su fattori umani, un backlog di manutenzione crescente e un basso tasso di segnalazione di near-miss raccontano, insieme, una storia più preoccupante di quanto ciascun dato faccia singolarmente.
Un cruscotto tutto verde può significare due cose opposte: che la nave va davvero bene, oppure che nessuno sta segnalando i problemi. Il DPA esperto integra sempre i dati con il contatto diretto (visite a bordo, colloqui con l'equipaggio) per distinguere le due situazioni.
Obiettivo del moduloDistinguere le categorie ISM e verificare che segnalazione, analisi, azione correttiva e prevenzione della ricorrenza formino un processo efficace.
La compagnia deve disporre di procedure per segnalare, investigare e analizzare non conformità, incidenti e situazioni pericolose e per attuare azioni correttive. Il DPA verifica e monitora l'efficacia di questi processi; può parteciparvi o coordinarli secondo l'SMS, ma il Codice non rende ogni indagine personalmente non delegabile al DPA.
Il Codice dedica alla materia due paragrafi brevissimi, che però contengono tutto.
«L'SMS dovrebbe includere procedure che assicurino che non conformità, incidenti e situazioni pericolose siano segnalati alla compagnia, investigati e analizzati, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza e la prevenzione dell'inquinamento.»ISM Code, §9.1
«La compagnia dovrebbe stabilire procedure per l'attuazione di azioni correttive, comprese misure destinate a prevenire il ripetersi.»ISM Code, §9.2, come modificato dalla MSC.273(85)
Le due parole aggiunte nel 2010 al §9.2 — prevenire il ripetersi — spostano il baricentro: non basta chiudere il caso, occorre dimostrare di aver agito perché non si ripresenti. È esattamente la differenza fra correzione e azione correttiva, ed è il punto su cui un audit ben condotto insiste.

Queste quattro nozioni non sono terminologia di settore: sono definite nel Codice ai §§1.1.7-1.1.10, introdotte dalla MSC.104(73). Usarle con precisione è ciò che distingue un rapporto di audit difendibile da uno contestabile.
| Termine | Definizione del Codice | Conseguenza operativa |
|---|---|---|
| Evidenza oggettiva §1.1.7 | Informazioni quantitative o qualitative, registrazioni o dichiarazioni di fatto pertinenti alla sicurezza o all'esistenza e attuazione di un elemento dell'SMS, basate su osservazione, misura o prova, e verificabili | Senza evidenza oggettiva non esiste né osservazione né non conformità: esiste un'opinione |
| Osservazione §1.1.8 | Una dichiarazione di fatto resa durante un audit di gestione della sicurezza e sostanziata da evidenza oggettiva | Non richiede azione correttiva formale, ma va registrata e considerata nel riesame della direzione |
| Non conformità §1.1.9 | Una situazione osservata in cui l'evidenza oggettiva indica il mancato soddisfacimento di un requisito specificato | Richiede analisi delle cause e azione correttiva con responsabile e scadenza |
| Non conformità maggiore §1.1.10 | Una deviazione identificabile che pone una grave minaccia alla sicurezza del personale o della nave, o un grave rischio per l'ambiente, tale da richiedere azione correttiva immediata; oppure la mancanza di un'attuazione efficace e sistematica di un requisito del Codice | Richiede azione correttiva immediata e l'applicazione delle procedure previste per le major non-conformities; può influire sulla validità di DOC e SMC. In ambito PSC, un grave fallimento o una grave inefficacia dell'ISM può costituire motivo di detention |
Tabella 7.1 — Le definizioni dell'ISM Code, §§1.1.7-1.1.10.
Fino al 2010 la definizione di non conformità maggiore diceva «and includes»: le due ipotesi dovevano ricorrere insieme. La MSC.273(85), in vigore dal 1° luglio 2010, ha sostituito quella formula con «or». Da allora la mancanza di un'attuazione efficace e sistematica di un requisito del Codice è, da sola, una non conformità maggiore, anche senza una minaccia grave e immediata. È la base normativa dell'intera logica delle carenze ISM «di sistema».
Le procedure per il trattamento delle non conformità maggiori osservate sono nella MSC/Circ.1059-MEPC/Circ.401, richiamata in nota al §1.1.10 del Codice.
Il DPA verifica che il processo di analisi delle cause e chiusura delle azioni correttive sia rigoroso, ma non deve necessariamente condurlo lui stesso in ogni caso: il suo valore aggiunto è garantire che il processo non venga «addomesticato» per chiudere in fretta un caso scomodo.
Obiettivo del moduloCostruire una relazione DPA–Master che protegga overriding authority, richiesta di assistenza e flusso tempestivo delle informazioni.
Una delle relazioni più delicate e più spesso fraintese nell'organizzazione marittima è quella tra DPA e comandante. Il Codice non lascia margini: al §5.2 impone alla compagnia di inserire nell'SMS una dichiarazione esplicita che il comandante ha l'overriding authority — l'autorità prevalente — e la responsabilità di decidere in materia di sicurezza e prevenzione dell'inquinamento, e di richiedere l'assistenza della compagnia quando necessario. Il DPA non comanda la nave.
Quella seconda metà della frase è la cerniera fra le due figure, e viene citata molto meno della prima. L'overriding authority non è soltanto il potere del comandante di dire «no» a un'operazione: è anche il suo diritto di chiedere aiuto — e quindi il corrispondente dovere della compagnia di rispondere a quella richiesta. L'SMS deve definire come la richiesta viene ricevuta e soddisfatta: il DPA è spesso il canale centrale, ma l'obbligo di fornire supporto resta della compagnia e l'assetto concreto dipende dalle responsabilità documentate. Un SMS che afferma l'autorità del comandante ma non definisce come e a chi chiedere assistenza ha implementato metà del §5.2.
La qualità della relazione tra DPA e Master si costruisce nel tempo, con visite a bordo regolari (non solo in occasione di problemi), comunicazione onesta anche su questioni delicate, e una reputazione di equità nel trattare le segnalazioni. Un DPA visto solo nei momenti di crisi difficilmente riceverà segnalazioni tempestive nei momenti di normalità.
Se il primo contatto reale tra un nuovo Master e il DPA avviene durante un incidente, la fiducia necessaria a una comunicazione onesta e tempestiva parte già in salita. Le visite regolari, programmate anche in assenza di problemi, sono l'investimento più economico che un DPA possa fare nella qualità del sistema.
Obiettivo del moduloGovernare audit, riesami, certificazione e follow-up mantenendo indipendenza degli auditor, scadenze corrette ed evidenza dell'efficacia dell'SMS.
Il DPA ha un ruolo di supervisione, e talvolta di conduzione diretta, sugli audit che verificano l'aderenza dell'SMS alla pratica reale: audit interni di compagnia, audit esterni di classe/bandiera (verifica DOC/SMC), e verifiche indotte da vetting o PSC.
| Tipo di audit | Chi lo conduce | Ruolo tipico del DPA |
|---|---|---|
| Audit interno di compagnia | Auditor interni qualificati, indipendenti dall'area auditata | Supervisione, revisione degli esiti, garanzia di indipendenza |
| Verifica esterna DOC/SMC | Società di classificazione (RO) per conto della bandiera | Interfaccia principale, gestione delle non conformità rilevate |
| Ispezioni PSC / vetting | Autorità portuale / ispettore commerciale | Analisi degli esiti in ottica di sistema, non solo di nave singola |
Tabella 9.1 — Tipologie di audit rilevanti per il DPA.
La sezione 12 del Codice è il mandato operativo del DPA in materia di verifica. Vale la pena conoscerne la struttura attuale, perché due dei sette paragrafi sono più recenti di quanto molti SMS riflettano.
| § | Obbligo | Che cosa comporta per il DPA |
|---|---|---|
| 12.1 | Audit interni di sicurezza a bordo e a terra, a intervalli non superiori a dodici mesi; in circostanze eccezionali l'intervallo può essere superato di non più di tre mesi | È il numero da tenere sul cruscotto: la scadenza si calcola per singola nave e per singolo ufficio, non a livello di flotta |
| 12.2 | Verifica periodica che chi svolge compiti ISM delegati agisca in conformità alle responsabilità della compagnia previste dal Codice | Ship manager terzi, agenzie di crewing, fornitori di servizi tecnici: se un compito ISM è delegato, la responsabilità resta della compagnia e la verifica è del DPA |
| 12.3 | Valutazione periodica dell'efficacia dell'SMS, secondo procedure stabilite dalla compagnia | È il riesame della direzione |
| 12.4 | Audit ed eventuali azioni correttive condotti secondo procedure documentate | Il programma di audit è esso stesso una procedura dell'SMS |
| 12.5 | Il personale che conduce gli audit deve essere indipendente dalle aree auditate, salvo che ciò sia impraticabile per dimensione e natura della compagnia | Nessuno verifica il proprio lavoro: un superintendent non audita la nave che gestisce |
| 12.6 | I risultati di audit e riesami sono portati all'attenzione di tutto il personale responsabile dell'area coinvolta | Un esito che resta in una cartella non soddisfa il §12.6 |
| 12.7 | Il personale dirigente responsabile dell'area adotta tempestivamente azioni correttive sulle carenze rilevate | La responsabilità della chiusura è della linea, non del DPA: il DPA verifica che avvenga |
Tabella 9.2 — La sezione 12 dell'ISM Code nella numerazione in vigore.
L'intervallo massimo di dodici mesi del §12.1 non c'era nel testo del 1993: è stato introdotto dalla MSC.273(85) ed è in vigore dal 1° luglio 2010. Il §12.2 sulla verifica dei compiti ISM delegati è ancora più recente — MSC.353(92), in vigore dal 1° gennaio 2015 — e ha rinumerato i paragrafi successivi. Un SMS che cita ancora «§12.2 — valutazione dell'efficacia» sta usando la numerazione precedente al 2015.
Il §12.3 impone il riesame ma non ne definisce il contenuto. Lo fa la MSC-MEPC.7/Circ.8 al §5.2, che elenca ciò che il riesame deve considerare come minimo: gli esiti degli audit interni; le non conformità segnalate dal personale; i riesami del comandante; l'analisi di non conformità, incidenti e hazardous occurrences; e ogni altra evidenza di possibile fallimento dell'SMS, comprese le non conformità rilevate da parti esterne e i rapporti di ispezione PSC.
La stessa guida precisa che il riesame va condotto periodicamente secondo quanto definito dalla compagnia o quando serve — per esempio in caso di gravi fallimenti di sistema — e che i suoi risultati vanno portati formalmente all'attenzione di tutto il personale coinvolto.
Il DPA è l'interfaccia principale delle verifiche di certificazione, e quindi il custode di un calendario che non ammette scivolamenti. Le regole sono ai §§13 e 14 del Codice, nella versione introdotta dalla MSC.104(73).
| Documento | Validità | Verifiche |
|---|---|---|
| Document of Compliance (compagnia) | fino a 5 anni | verifica annuale entro tre mesi prima o dopo l'anniversary date |
| Safety Management Certificate (nave) | fino a 5 anni | almeno una verifica intermedia fra il secondo e il terzo anniversario |
| DOC provvisorio | fino a 12 mesi | per compagnie di nuova costituzione o che aggiungono un nuovo tipo di nave |
| SMC provvisorio | fino a 6 mesi, prorogabili di altri 6 | per nave di nuova consegna, cambio di compagnia o cambio di bandiera |
Tabella 9.3 — Validità e verifiche dei certificati ISM (§§13-14).
Per le verifiche e la certificazione da parte delle Amministrazioni il riferimento corrente è la Risoluzione A.1188(33), adottata nel 2023, che ha revocato la A.1118(30). La Circ.8 resta la guida operativa rivolta alle compagnie: i due documenti hanno destinatari e funzioni differenti.
Due dettagli che cadono spesso: una copia del DOC deve essere a bordo, perché il comandante possa esibirla su richiesta (§13.3); e se la verifica di rinnovo è completata dopo la scadenza del certificato esistente, il nuovo certificato vale dalla data di completamento fino a non oltre cinque anni dalla scadenza del precedente — non dalla data di rilascio.
Una carenza ISM rilevata da un ispettore di Port State Control non resta sulla nave: risale alla compagnia, e il DPA ne è il destinatario operativo. Nel regime Paris MoU le carenze ISM hanno un unico defective item code, il 15150, e due esiti possibili.
È la differenza che conta, e sfugge con regolarità: una lampada rotta si rettifica a bordo, una carenza 15150 si chiude a terra. Il termine di tre mesi non è un promemoria amministrativo ma un innesco automatico che riporta la nave nel mirino del targeting — e la responsabilità di rispettarlo è, in pratica, del DPA. Il corso Port State Control tratta il meccanismo dal lato dell'ispezione.
Il principio del §12.5 ha un limite dichiarato: l'indipendenza è richiesta salvo che sia impraticabile per la dimensione e la natura della compagnia. È una deroga reale per le realtà piccole, ma non è un'esenzione: quando si ricorre a un auditor non pienamente indipendente, la scelta va motivata e compensata — per esempio facendo rivedere gli esiti da un secondo soggetto, o alternando gli auditor fra le navi. Il DPA presidia questo equilibrio a livello di programma di audit dell'intera compagnia, e — lo ricorda la Circ.8 §4.2 — risponde anche della formazione degli auditor interni, non solo della loro indipendenza. In sintesi: il DPA organizza e monitora il programma di audit e verifica indipendenza e formazione degli auditor, e può condurre personalmente un audit soltanto quando resta indipendente dall'area auditata, secondo il §12.5 e le procedure della compagnia.
Un programma di audit interno che non trova mai nulla da migliorare non è un segno di eccellenza: è quasi sempre un segno che l'audit non è condotto con sufficiente rigore. Il DPA che rivede gli esiti degli audit dovrebbe preoccuparsi di più di un rapporto «tutto a posto» ripetuto nel tempo, che di uno con alcune criticità onestamente riportate.
Obiettivo del moduloProgettare un sistema di near-miss reporting coerente con la Circ.7, capace di generare apprendimento senza promesse indiscriminate di impunità.
Il successo del ruolo DPA dipende in larga misura dalla cultura di reporting che riesce a costruire nella compagnia: un sistema in cui i quasi-incidenti minori restano nascosti priva il DPA proprio dei segnali più preziosi per prevenire gli eventi gravi.
L'idea che gli eventi gravi poggino su una base ampia di eventi minori e di comportamenti a rischio risale agli studi di Heinrich (1931, rapporto 300:29:1) e di Bird (1969, rapporto 600:30:10:1). I rapporti numerici sono contestati nella letteratura più recente e non vanno usati come previsione: il valore della piramide è illustrare un principio — la base è l'unica parte su cui si può agire prima che accada qualcosa — non fornire un modello quantitativo.

L'indagine sui near-miss non è una buona pratica volontaria: è un obbligo che discende dalla parte «hazardous occurrences» del §9 del Codice. L'IMO vi ha dedicato una guida specifica, la MSC-MEPC.7/Circ.7, che ne dà anche la definizione operativa.
«Una sequenza di eventi e/o condizioni che avrebbe potuto risultare in una perdita. Quella perdita è stata evitata soltanto da un'interruzione fortuita della catena di eventi e/o condizioni. La perdita potenziale può essere una lesione a persone, un danno ambientale o un impatto negativo sul business — costi di riparazione o sostituzione, ritardi di programma, violazioni contrattuali, danno reputazionale.»MSC-MEPC.7/Circ.7, Annex §2.1
Due elementi di questa definizione vengono regolarmente persi nella pratica di bordo. Il primo è che la perdita deve essere stata evitata da un'interruzione della catena degli eventi o delle condizioni: la stessa guida include però fra gli esempi l'attivazione di una procedura o risposta d'emergenza che evita la perdita. Non è quindi corretto escludere automaticamente un evento soltanto perché una barriera prevista ha funzionato — occorre valutare la sequenza, il potenziale di perdita e la classificazione stabilita nell'SMS, mantenendola coerente nel tempo. Il secondo è l'impatto sul business: un evento che non ha sfiorato nessuno ma che avrebbe potuto costare un fermo o una penale contrattuale rientra a pieno titolo nella definizione, e va segnalato.
La circolare porta tre esempi di categoria, utili per tarare la formazione dell'equipaggio: un evento che innesca una procedura di emergenza e proprio per questo evita la perdita; un evento in cui una condizione inattesa avrebbe potuto produrre una conseguenza avversa che però non si verifica; e una situazione pericolosa scoperta solo dopo che il pericolo è passato — per esempio una nave che, ore dopo la partenza, si accorge che la radio non era sintonizzata sulla frequenza dell'autorità portuale.
La stessa guida è esplicita sul perché i near-miss non si segnalano: timore di essere incolpati, sanzionati, messi in imbarazzo o ritenuti legalmente responsabili. A queste si aggiungono barriere che dipendono direttamente dalla direzione: la compiacenza verso carenze note, l'insincerità nell'affrontare i problemi di sicurezza, e lo scoraggiamento implicito che si produce chiedendo ai marittimi di condurre le indagini nel proprio tempo libero.
La Circ.7 definisce la just culture come «un'atmosfera di comportamento responsabile e di fiducia in cui le persone sono incoraggiate a fornire informazioni essenziali di sicurezza senza timore di ritorsione», ma aggiunge subito la distinzione fra comportamento accettabile e inaccettabile: il secondo non riceve necessariamente la garanzia di assenza di conseguenze. E soprattutto — §1.4 — è requisito cruciale che la compagnia definisca chiaramente le circostanze in cui garantisce un esito non punitivo e la riservatezza, e che ne formi tutte le persone coinvolte. Una politica che promette genericamente «nessuna punizione» senza dirne il perimetro non regge alla prima segnalazione scomoda.
La Circ.7 fissa cinque domande come contenuto minimo di ogni segnalazione.
Le risposte alle ultime due domande decidono il livello di approfondimento: un'indagine completa è richiesta per i near-miss che è probabile si ripetano e/o che avrebbero potuto avere conseguenze gravi. Per gli altri è sufficiente un rapporto sintetico. È un criterio semplice e difendibile, e va scritto nell'SMS: senza di esso, il rischio è indagare tutto male anziché poco e bene.
Chiusa l'indagine, la circolare chiede due cose: un rapporto proporzionato alla profondità dell'analisi, e la conservazione dei dati in una forma che consenta l'analisi di tendenza a lungo termine. È il punto in cui il lavoro del DPA smette di essere reattivo e diventa monitoraggio.
Se il numero di near-miss segnalati scende improvvisamente, la prima ipotesi da verificare non è che la nave sia diventata più sicura, ma che qualcosa nella cultura di reporting si sia deteriorato: un cambio di Master, un evento di ritorsione percepita, un carico di lavoro che scoraggia la segnalazione.
Obiettivo del moduloConfigurare e testare un modello di continuità coerente con dimensione, flotta, rischi e responsabilità documentate della compagnia.
Il ruolo del DPA non può avere vuoti di copertura: malattia, ferie, o semplicemente il volume di una flotta numerosa rendono necessaria una struttura di continuità, tipicamente attraverso uno o più Deputy DPA.
Il Deputy DPA non è una figura definita dal Codice: il §4 parla di «una o più persone» designate e lascia alla compagnia la scelta del modello, in funzione della propria dimensione, della composizione della flotta e dei rischi che ne derivano. Ne discende che l'assetto va reso esplicito nell'SMS — chi sostituisce chi, con quali responsabilità e quale autorità, con quali competenze e con quale passaggio di consegne — e che, se più persone sono formalmente designate, l'idoneità di ciascuna rispetto alle funzioni attribuite deve essere dimostrabile secondo i criteri della Circ.6 (Modulo 04).
| Modello | Quando si usa |
|---|---|
| DPA unico con Deputy di backup | Flotte piccole/medie omogenee |
| DPA principale + Deputy per area geografica | Flotte che operano su più bandiere/regioni con esigenze normative diverse |
| DPA principale + Deputy per tipo di nave | Flotte eterogenee (es. tanker e dry bulk) con competenze tecniche differenziate |
Tabella 11.1 — Modelli organizzativi per la continuità del ruolo DPA.
Un piano di continuità che esiste solo su carta rischia di fallire proprio quando serve. Prove periodiche di reperibilità e di passaggio di consegne (per esempio simulando l'assenza del DPA principale durante un'esercitazione di emergenza) verificano che il sistema funzioni davvero, non solo che sia documentato.
Obiettivo del moduloGovernare requisiti aggiuntivi e interfacce differenti mantenendo un SMS coerente, fonti datate e responsabilità chiare.
Le compagnie che gestiscono navi sotto bandiere diverse, con classi diverse, affrontano una complessità aggiuntiva: requisiti nazionali che si sommano al quadro IMO comune, e interlocutori di classe differenti per ogni nave.
Le compagnie più strutturate tengono un registro aggiornato dei requisiti specifici per ciascuna bandiera gestita, assegnano competenze di area ai Deputy DPA, e mantengono un dialogo continuo con i rappresentanti locali delle società di classificazione per anticipare le differenze procedurali. Perché il registro sia verificabile, ogni voce dovrebbe portare la fonte applicabile, le navi a cui si applica, il responsabile e la data dell'ultima verifica: un elenco generico di possibili requisiti, non associato a una specifica Amministrazione e a una data, non regge a un audit.
Un Safety Management System unico e coerente per tutta la flotta resta l'obiettivo giusto, ma il DPA deve conoscere e gestire le eccezioni nazionali senza che queste frammentino la cultura di sicurezza comune dell'azienda.
Obiettivo del moduloDistinguere obblighi ISM della compagnia, funzioni del DPA ed eventuale responsabilità individuale, integrando correttamente cyber e nuovi rischi nell'SMS.
L'ISM Code attribuisce i doveri del sistema alla Company e definisce il ruolo della persona designata all'interno di tale organizzazione. Non stabilisce però in modo esaustivo la responsabilità civile, penale, amministrativa o contrattuale del singolo DPA: l'eventuale esposizione personale dipende dalla legge applicabile, dall'incarico effettivo, dalle deleghe, dai fatti e dalla condotta concreta, e richiede, quando necessario, consulenza giuridica qualificata. Il ruolo sta intanto evolvendo sotto la spinta della digitalizzazione e di un'attenzione crescente ai fattori umani nella cultura della sicurezza.
L'ISM Code opera a livello di compagnia: il §1.1.2 definisce la Company come l'armatore o chiunque altro — gestore, noleggiatore a scafo nudo — abbia assunto la responsabilità dell'esercizio della nave accettando di farsi carico di tutti i doveri e le responsabilità imposti dal Codice. Il DPA non è un soggetto autonomo di quegli obblighi: è la persona attraverso cui la compagnia li esercita.
Questo non rende la posizione del DPA indifferente. Dopo un evento grave, ciò che viene esaminato è la catena documentale: che cosa era stato segnalato, a chi, quando, con quale evidenza, e che seguito aveva avuto. Il DPA che ha chiesto risorse per iscritto e ha registrato la risposta si trova in una posizione strutturalmente diversa da quello che ha sollevato la stessa questione a voce in una riunione. Non è prudenza difensiva: decisioni, segnalazioni, richieste di risorse e risposte registrate in modo accurato e rintracciabile sostengono il monitoraggio, il riesame e la verifica dell'efficacia dell'SMS. Il §12.6 richiede specificamente che i risultati di audit e riesami siano portati all'attenzione del personale responsabile: non è una regola generale sulla responsabilità personale del DPA.
Bandiere, organismi riconosciuti e ordinamenti nazionali possono introdurre requisiti o procedure ulteriori — per esempio residenza, lingua, notifica del nominativo o approvazione preventiva della persona designata. Per ogni nave la compagnia dovrebbe mantenere una matrice verificata delle fonti applicabili, evitando elenchi generici di possibili requisiti non associati a una specifica Amministrazione e a una data di riferimento. È il registro di cui parla il Modulo 12.
È il punto che più spesso viene trattato come un tema informatico e non come un tema ISM. La Risoluzione MSC.428(98) stabilisce che i rischi cyber devono essere gestiti all'interno del sistema di gestione della sicurezza, con verifica a partire dalla prima verifica annuale del Document of Compliance successiva al 1° gennaio 2021. La guida IMO corrente è la MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4.
La conseguenza pratica è netta: una debolezza nella gestione del rischio cyber non è una questione del reparto IT, è una potenziale non conformità dell'SMS. Il DPA ne verifica e monitora l'integrazione secondo le responsabilità documentate, mentre la responsabilità di sviluppare, attuare e mantenere il sistema resta della compagnia. Per le navi contrattate per la costruzione dal 1° luglio 2024 si aggiungono i requisiti unificati IACS UR E26 ed E27, trattati nel corso Cyber Security.
Più i dati diventano abbondanti, più il valore distintivo del DPA si sposta dalla raccolta all'interpretazione critica e al contatto umano diretto con equipaggi e Master. Nessun cruscotto sostituisce la capacità di percepire, in una conversazione, che qualcosa non va.
Dalla Mistake Library di SuperbaKnowledge, filtrata sugli argomenti trattati in questo corso. Questa vista seleziona e ordina contenuti pubblicati in SuperbaKnowledge; non li modifica né li sostituisce. La scheda collegata resta la versione di riferimento e i testi ufficiali restano autorevoli.
| Argomento | Errore | Conseguenza tipica | Scheda |
|---|---|---|---|
| Audit Interno del SMS | Auditor che verifica la propria stessa area di responsabilità | Perdita di indipendenza, NC in audit esterno | Vedi scheda |
| Autorità del Comandante | Autorità prevalente del Comandante documentata nel SMS ma non sostenuta concretamente quando comporta un costo commerciale | Erosione della fiducia del Comandante nel sistema | Vedi scheda |
| Corrective and Preventive Action (CAPA) | Azione correttiva che affronta il sintomo, non la causa radice | La NC si ripresenta in forma simile | Vedi scheda |
| Designated Person Ashore (DPA) | DPA nominato solo formalmente, senza accesso reale al top management | NC in audit di certificazione, sistema di escalation inefficace in emergenza | Vedi scheda |
| Document of Compliance (DOC) e Safety Management Certificate (SMC) | Verifiche periodiche di DOC e SMC trattate come se avessero la stessa cadenza, applicando al DOC la finestra intermedia dell'SMC | Il Codice non dice che il certificato decade da solo: il §13.5 prevede il ritiro del DOC quando la verifica annuale non viene richiesta, il §13.9 il ritiro dell'SMC quando non viene richiesta quella intermedia. Entrambe le omissioni sono detainable deficiencies (A.1206(34), App. 2, §5 «Areas under the ISM Code»): voce .8 «Evidence of the DOC annual verification is not available on board» e voce .4 «The SMC intermediate verification is overdue» | Vedi scheda |
| Fatica dell'Equipaggio | Registrazione delle ore di riposo gestita come mero adempimento documentale, senza riflettere la reale gestione della fatica a bordo | Conformità formale che non previene l'accumulo di fatica cronica nell'equipaggio | Vedi scheda |
| Near Miss | Cultura punitiva verso chi segnala un quasi-incidente | Il tasso di segnalazione crolla, l'informazione utile si perde | Vedi scheda |
| Familiarizzazione e Formazione dell'Equipaggio | Familiarizzazione trattata come formalità da firmare, senza reale trasferimento di conoscenza | Equipaggio nominalmente 'familiarizzato' ma impreparato in un'emergenza reale | Vedi scheda |
| Navi a Guida Autonoma (MASS): la Responsabilità della Compagnia nell'SMS | Operazioni MASS/remote introdotte senza un Management of Change formale nell'SMS | Assenza di valutazione dei rischi documentata specifica per il nuovo modello operativo | Vedi scheda |
| Cyber Risk Management nella SMS (MSC.428(98)) | Rischio cyber gestito come argomento IT separato, non integrato nella valutazione dei rischi generale dell'SMS | Assenza di evidenza documentale integrata in caso di audit, nonostante l'esistenza di misure IT tecniche | Vedi scheda |
Dalla PSC Knowledge Base di SuperbaKnowledge. Questa vista seleziona e ordina contenuti pubblicati in SuperbaKnowledge; non li modifica né li sostituisce. La scheda collegata resta la versione di riferimento e i testi ufficiali restano autorevoli.
| Deficiency | Normativa | Frequenza indicativa | Possibile conseguenza | Scheda |
|---|---|---|---|---|
| Audit interno non condotto su una o più navi entro 12 mesi | ISM Code, par. 12 | Media-Alta | NC in audit esterno di rinnovo DOC/SMC | Vedi scheda |
| Sigla | Definizione |
|---|---|
| CAPA | Corrective and Preventive Action |
| CSO | Company Security Officer |
| DOC | Document of Compliance (ISM) |
| DPA | Designated Person Ashore |
| ERT | Emergency Response Team |
| ISM | International Safety Management Code |
| STCW | Standards of Training, Certification and Watchkeeping, 1978 come emendata |
| MLC | Maritime Labour Convention 2006 |
| NC | Non conformità (ISM §1.1.9); NC maggiore: §1.1.10 |
| PSC | Port State Control |
| RO | Recognized Organization |
| SMC | Safety Management Certificate (ISM) |
| SMS | Safety Management System |
| hazardous occurrence | Situazione pericolosa da segnalare ai sensi del §9 dell'ISM Code |
Elenco consolidato delle fonti citate. Aggiornato ad agosto 2026; consultare sempre il testo ufficiale in vigore.
| Fonte | Ambito |
|---|---|
| IMO Risoluzione A.741(18), 4 novembre 1993 | Testo originario dell'ISM Code |
| MSC.104(73), MSC.179(79), MSC.195(80), MSC.273(85), MSC.353(92) | I cinque emendamenti al Codice, in vigore rispettivamente dal 2002, 2006, 2009, 2010 e 2015 |
| MSC-MEPC.7/Circ.8 | Attuazione operativa dell'ISM Code da parte delle compagnie: ruolo del DPA (§4), riesame dell'SMS (§5), gestione delle segnalazioni (§6) |
| MSC-MEPC.7/Circ.6 | Qualifiche, formazione ed esperienza necessarie per il ruolo di designated person; richiamata in nota al §4 del Codice |
| MSC-MEPC.7/Circ.7 | Guida IMO sulla segnalazione dei near-miss: definizione, barriere, processo di indagine |
| MSC/Circ.1059-MEPC/Circ.401 | Procedure per le non conformità maggiori osservate |
| SOLAS Capitolo IX | Obbligatorietà dell'ISM Code dal 1° luglio 1998 |
| IACS — requisiti unificati UR E26 ed E27, versioni applicabili | Cyber resilience della nave e dei sistemi di bordo, nel rispettivo campo di applicazione; navi contrattate per la costruzione dal 1° luglio 2024 |
| IMO Risoluzione A.1188(33), 2023 | Linee guida per l'attuazione dell'ISM Code da parte delle Amministrazioni; revoca la A.1118(30) |
| Risoluzione MSC.428(98) | Integrazione della gestione del rischio cyber nell'SMS |
| MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4 | Linee guida correnti sulla gestione del rischio cyber marittimo, emanate il 28 maggio 2026 dopo l'approvazione di FAL 50 e MSC 111 |
| Paris MoU — istruzioni vigenti su ISM e action taken codes | Deficiency 15150 e azioni 19 e 21; verificare sempre la revisione corrente |
| Amministrazioni di bandiera | Requisiti nazionali aggiuntivi eventuali sul ruolo di DPA |
Questo corso è materiale didattico a scopo formativo e non costituisce certificazione professionale né titolo abilitante. Leggi le avvertenze complete.