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Management e ruoli di terra · Percorso formativo aperto Percorso per ruolo

DPA

Designated Person Ashore nel Safety Management System

13moduli formativi
AvanzatoLivello
SBL-DPA-ADV-01Codice
Agosto 2026Data di riferimento

Obiettivi di apprendimento

  • Spiegare perché l'ISM Code richiede una persona a terra con accesso diretto al più alto livello dirigenziale, autorità documentata e risorse adeguate.
  • Descrivere in dettaglio le responsabilità previste dal §4 del Codice.
  • Valutare qualifiche, formazione ed esperienza richieste per il ruolo dalla MSC-MEPC.7/Circ.6.
  • Definire nell'SMS ruoli, contatti, sostituzioni e livelli di escalation per le emergenze.
  • Gestire il rapporto con il Master preservandone l'autorità operativa.
  • Condurre o supervisionare audit interni con metodo e senza conflitti di interesse.
  • Costruire una cultura di reporting che alimenti realmente il miglioramento dell'SMS.
  • Organizzare la continuità del ruolo tramite Deputy DPA, anche su flotte multi-bandiera.
Modulo 01

Perché l'ISM Code richiede il DPA

Obiettivo del moduloComprendere la funzione del DPA nel disegno dell'ISM Code e distinguere collegamento nave–terra, accesso diretto al vertice, monitoraggio e supporto.

Il Designated Person Ashore nasce da una lezione imparata a caro prezzo: il disastro del traghetto Herald of Free Enterprise (1987) mostrò come una gestione della sicurezza lasciata alla sola iniziativa di bordo, senza un collegamento efficace fra bordo e vertice aziendale, potesse fallire sistematicamente. L'ISM Code, adottato con la Risoluzione IMO A.741(18) del 4 novembre 1993, è diventato obbligatorio il 1° luglio 1998 con l'entrata in vigore del Capitolo IX della SOLAS, e impone a ogni compagnia di designare una o più persone con questo ruolo.

Il testo del Codice, per intero

Vale la pena leggere il §4 nella sua interezza, perché la parte che si cita meno è proprio quella che definisce il ruolo.

«Per assicurare l'esercizio sicuro di ogni nave e per fornire un collegamento fra la compagnia e chi si trova a bordo, ogni compagnia dovrebbe designare, secondo il caso, una o più persone a terra che abbiano accesso diretto al più alto livello dirigenziale. La responsabilità e l'autorità della persona o delle persone designate dovrebbero comprendere il monitoraggio degli aspetti di sicurezza e di prevenzione dell'inquinamento dell'esercizio di ciascuna nave e l'assicurare che siano applicati risorse e supporto da terra adeguati, secondo necessità.»ISM Code, §4 — Designated person(s)

La prima finalità — fornire un collegamento fra la compagnia e chi si trova a bordo — è quella che si perde più spesso nelle sintesi, ed è invece quella da cui discende tutto il resto: il rapporto con il comandante, il canale di segnalazione dell'equipaggio, la reperibilità in emergenza. Il monitoraggio viene dopo, non prima.

Un obbligo speculare, spesso dimenticato

Il §4 crea un dovere anche in capo alla compagnia, non solo al DPA. Il §3.3 lo dice esplicitamente: la compagnia è responsabile di assicurare che risorse e supporto da terra adeguati siano forniti per consentire alla persona o alle persone designate di svolgere le proprie funzioni. Un DPA senza tempo, budget e autorità non è un DPA debole: è una non conformità della compagnia.

Il Codice e i suoi cinque emendamenti

Il testo in vigore non è quello del 1993: cinque serie di emendamenti lo hanno modificato, e le ultime due toccano direttamente il lavoro quotidiano del DPA.

Tabella 1 — Il Codice e i suoi cinque emendamenti
RisoluzioneIn vigore dalChe cosa cambia
MSC.104(73) — 20001 luglio 2002Introduce le definizioni di evidenza oggettiva, osservazione, non conformità, non conformità maggiore e anniversary date; riscrive la certificazione (§13) e aggiunge la certificazione provvisoria (§14)
MSC.179(79) — 20041 luglio 2006Modifica i modelli di DOC e SMC, aggiungendo la data di completamento della verifica su cui il certificato si basa
MSC.195(80) — 20051 gennaio 2009Aggiunge il numero identificativo della compagnia sui quattro modelli di certificato, compresi i provvisori
MSC.273(85) — 20081 luglio 2010Fissa a dodici mesi l'intervallo massimo fra gli audit interni (§12.1); rende alternative le due ipotesi di non conformità maggiore; introduce al §1.2.2.2 la valutazione di tutti i rischi identificati
MSC.353(92) — 20131 gennaio 2015Introduce il §12.2 sulla verifica di chi svolge compiti ISM delegati; riscrive il §6.2 sul manning; aggiunge al titolo del §4 la nota che rinvia alla guida IMO sulle qualifiche del DPA

Tabella 1.1 — Gli emendamenti all'ISM Code e i loro effetti.

L'ultima riga merita attenzione: dal 1° gennaio 2015 è il Codice stesso, in nota al titolo del §4, a rinviare alla MSC-MEPC.7/Circ.6 per le qualifiche, la formazione e l'esperienza del designated person. Non è più una raccomandazione trovata altrove: è agganciata al testo.

Perché «ashore» e non «a bordo»

Il DPA è deliberatamente una figura di terra: la sua utilità sta proprio nel non essere soggetta alle stesse pressioni operative, commerciali e gerarchiche che agiscono sulla nave in un dato momento. È un contrappeso strutturale, non un doppione del Master.

Un ruolo, non necessariamente una persona sola

Il Codice consente di designare una o più persone. La compagnia deve documentarne responsabilità, autorità e coordinamento; flotte numerose o eterogenee possono adottare un DPA principale affiancato da sostituti o altre persone formalmente designate per area geografica o tipo di nave (si veda il Modulo 11).

In sintesi

  • Il §4 richiede una o più persone a terra con accesso diretto al più alto livello dirigenziale.
  • Il DPA collega compagnia e personale a bordo e monitora sicurezza e prevenzione dell'inquinamento.
  • Risorse e supporto adeguati sono responsabilità della compagnia ai sensi del §3.3.
Modulo 02

Accesso diretto ed efficacia organizzativa

Obiettivo del moduloValutare se accesso, autorità, risorse e controlli dei conflitti rendono il ruolo effettivo nella struttura concreta della compagnia.

L'elemento distintivo del ruolo non è un'indipendenza organizzativa definita in astratto, ma la capacità effettiva di raggiungere direttamente il più alto livello dirigenziale e di segnalare non conformità e osservazioni senza che altre funzioni possano impedire o neutralizzare il processo. La struttura gerarchica può variare fra compagnie; ciò che deve essere dimostrabile è che accesso, autorità, responsabilità e risorse previsti dall'SMS funzionino nella pratica.

Il DPA nell'organizzazione di terra: accesso diretto al più alto livello dirigenziale, collegamento con chi è a bordo, interfacce funzionali con le altre funzioni (ISM §4).
Il DPA nell'organizzazione di terra: accesso diretto al più alto livello dirigenziale, collegamento con chi è a bordo, interfacce funzionali con le altre funzioni (ISM §4).

Cosa significa concretamente «accesso diretto»

  • Il DPA dispone di un canale definito per rivolgersi direttamente al più alto livello dirigenziale.
  • Responsabilità, autorità e modalità di escalation sono documentate nell'SMS.
  • Eventuali ruoli operativi o commerciali aggiuntivi sono valutati e controllati affinché non compromettano il monitoraggio e la segnalazione.
  • La compagnia fornisce personale, mezzi, formazione e supporto da terra adeguati.

Il rischio del conflitto di ruolo

Una prassi diffusa, specialmente in compagnie di dimensioni ridotte, è affidare il ruolo di DPA a chi ricopre già un incarico operativo (per esempio il Fleet Manager). Questo non è vietato dal Codice, ma introduce un rischio strutturale: la stessa persona che deve rispondere di scadenze commerciali e costi potrebbe trovarsi a dover decidere, indossando il «cappello» del DPA, contro l'interesse immediato di quelle stesse scadenze.

Focus del DPA — l'efficacia del ruolo si dimostra nei momenti scomodi

Il funzionamento del ruolo non si misura nei momenti tranquilli, ma in quelli in cui la decisione corretta per la sicurezza confligge con una scadenza commerciale imminente. Un DPA che non ha mai bloccato o rallentato un'operazione per ragioni di sicurezza dovrebbe verificare se accesso, autorità e risorse funzionano davvero, o se il controllo dei conflitti previsto dall'SMS ha smesso di reggere.

In sintesi

  • Il Codice prescrive accesso diretto, non un unico organigramma né una generale indipendenza gerarchica.
  • Responsabilità, autorità ed escalation devono essere definite e documentate.
  • Un doppio ruolo è sostenibile soltanto se i conflitti sono valutati e non svuotano monitoraggio e segnalazione.
Modulo 03

Le responsabilità del §4 in dettaglio

Obiettivo del moduloApplicare la Circ.8 per tradurre il mandato sintetico del §4 in processi di monitoraggio e risorse verificabili.

I sei processi che il DPA dovrebbe verificare e monitorare e le cinque risorse che la compagnia dovrebbe fornire (MSC-MEPC.7/Circ.8, §§4.2-4.3).
I sei processi che il DPA dovrebbe verificare e monitorare e le cinque risorse che la compagnia dovrebbe fornire (MSC-MEPC.7/Circ.8, §§4.2-4.3).

I sei processi che il DPA deve monitorare

Il §4 del Codice è volutamente sintetico. L'elenco operativo di ciò che il DPA deve verificare e monitorare non sta nel Codice ma nella guida IMO che il Codice stesso richiama: la MSC-MEPC.7/Circ.8, «Revised guidelines for the operational implementation of the ISM Code by Companies». Al §4.2 elenca come minimo sei processi interni.

Tabella 2 — I sei processi che il DPA deve monitorare
#Processo internoChe cosa significa nella pratica
1Comunicazione e attuazione della politica di sicurezza e di protezione ambientaleVerificare che la politica sia conosciuta e agita a bordo, non affissa in plancia
2Valutazione e riesame dell'efficacia dell'SMSNon se l'SMS esiste, ma se funziona: alimenta il riesame della direzione
3Segnalazione e analisi di non conformità, incidenti e hazardous occurrencesPresidiare la qualità dell'analisi delle cause, non solo il conteggio degli eventi
4Organizzazione e monitoraggio degli audit interni, inclusa la verifica dell'indipendenza e della formazione degli auditorÈ la responsabilità più spesso trascurata: il DPA risponde anche di chi conduce gli audit e di come è stato formato
5Revisioni appropriate dell'SMSChiudere il ciclo: se l'analisi trova una debolezza, la procedura cambia
6Garanzia che la compagnia fornisca risorse e supporto da terra adeguatiSegnalare al vertice quando le risorse non ci sono, con evidenza documentata

Tabella 3.1 — I processi interni che il DPA deve verificare e monitorare (MSC-MEPC.7/Circ.8, §4.2).

E le cinque risorse che la compagnia gli deve

La stessa guida, al §4.3, elenca ciò che la compagnia deve mettere a disposizione perché il DPA possa svolgere il ruolo. È l'elenco da usare quando si negozia il proprio mandato, o quando lo si contesta.

  • Risorse di personale.
  • Risorse materiali.
  • La formazione eventualmente necessaria.
  • Responsabilità e autorità definite e documentate.
  • Autorità di segnalare non conformità e osservazioni al più alto livello dirigenziale.

L'ultimo punto è il più importante e il più facile da svuotare: non basta che il DPA possa parlare con il vertice, deve poter mettere a verbale non conformità e osservazioni a quel livello.

Focus del DPA — «monitorare» non è «certificare»

Il DPA non certifica che tutto sia in regola: monitora, verifica, solleva bandiere rosse e assicura risorse. La responsabilità operativa della sicurezza resta del Master e della linea di comando; il DPA è il presidio di sistema che si accerta che quella responsabilità sia messa nelle condizioni di essere esercitata.

In sintesi

  • La Circ.8 indica i processi che il DPA dovrebbe verificare e monitorare.
  • Il ruolo riguarda l'efficacia dell'SMS, non la certificazione personale di ogni attività.
  • La compagnia dovrebbe fornire personale, mezzi, formazione, autorità documentata e accesso al vertice.
Modulo 04

Chi può fare il DPA: qualifiche, formazione, esperienza

Obiettivo del moduloVerificare l'idoneità documentata di ogni persona formalmente designata rispetto ai criteri della Circ.6.

Il §4 del Codice dice che cosa il DPA deve fare, non chi può farlo. La lacuna è colmata da una guida IMO dedicata, la MSC-MEPC.7/Circ.6, che dal 1° gennaio 2015 non è più un documento da cercare altrove: la MSC.353(92) ha aggiunto in nota al titolo del §4 il rinvio esplicito a quella circolare. È il riferimento con cui un ispettore di bandiera, un auditor esterno o un noleggiatore valuta se la persona designata è all'altezza del ruolo.

La qualifica: tre strade alternative

La circolare non impone un titolo unico. Ne indica tre, alternative fra loro: basta soddisfarne una.

Tabella 3 — La qualifica: tre strade alternative
ViaRequisito
AccademicaTitolo di un'istituzione terziaria riconosciuta dall'Amministrazione o dall'organismo riconosciuto, in un ambito pertinente di management, ingegneria o scienze fisiche
Professionale marittimaQualifica e brevetto di ufficiale di nave ai sensi della Convenzione STCW 1978, come emendata
EsperienzialeAltra formazione formale, combinata con non meno di tre anni di esperienza pratica a livello senior nella gestione operativa della nave

Tabella 4.1 — Le tre vie di qualifica alternative (MSC-MEPC.7/Circ.6, §2.1).

La terza via non è una scorciatoia

La formulazione «altra formazione formale combinata con non meno di tre anni di esperienza pratica a livello senior» è spesso letta come se bastasse l'esperienza. Non è così: servono entrambe, e l'esperienza deve essere a livello senior e nella gestione operativa della nave — non genericamente nel settore marittimo. È il punto su cui un audit di bandiera chiede evidenza documentale.

La formazione: che cosa deve coprire

Il §3.1 della circolare elenca gli ambiti che la formazione del designated person deve coprire. È l'ossatura di un piano formativo difendibile.

  • Conoscenza e comprensione dell'ISM Code.
  • Regole e regolamenti marittimi obbligatori.
  • Codici, linee guida e standard applicabili.
  • Tecniche di valutazione: esaminare, interrogare, valutare e riferire.
  • Aspetti tecnici e operativi della gestione della sicurezza.
  • Conoscenza adeguata dello shipping e delle operazioni di bordo.
  • Partecipazione ad almeno un audit di un sistema di gestione in ambito marittimo.
  • Comunicazione efficace con il personale di bordo e con il vertice aziendale.

Il penultimo punto è quello che distingue una formazione reale da un attestato: la circolare non chiede di aver studiato l'auditing, ma di aver partecipato ad almeno un audit di un sistema di gestione marittimo. È un requisito verificabile, e va documentato.

L'esperienza: sei capacità da dimostrare

Il §4.1 sposta il piano dalla carta alla dimostrazione: il designated person deve essere in grado di fare sei cose.

  • Presentare le questioni di sicurezza al vertice aziendale e sostenerne il supporto ai programmi di miglioramento.
  • Verificare la conformità del sistema di gestione della sicurezza ai requisiti dell'ISM Code.
  • Valutare l'efficacia del sistema attraverso audit interni e riesami della direzione.
  • Valutare la conformità alle regole applicabili oltre quanto coperto dalle visite statutarie.
  • Valutare le raccomandazioni di settore sulla cultura della sicurezza.
  • Analizzare gli hazardous occurrences e riportarne le lezioni apprese dentro al sistema.
Focus del DPA — la prima capacità è la più difficile

Delle sei, cinque sono tecniche e si acquisiscono con la pratica. La prima — presentare la sicurezza al vertice e mantenerne il sostegno nel tempo — è politica, ed è quella che decide se le altre cinque serviranno a qualcosa. Un DPA tecnicamente ineccepibile ma incapace di ottenere risorse è un DPA che documenta accuratamente il proprio fallimento.

Quando il DPA è più di una persona

Il Codice consente di designare una o più persone. Quando più persone sono formalmente designate, la compagnia deve poter dimostrare per ciascuna l'idoneità richiesta per le funzioni che le sono attribuite: la Circ.8 §4.4 rinvia alle qualifiche, alla formazione e all'esperienza della Circ.6 per le «Designated Person(s)». Competenze complementari possono rafforzare il team, ma non sostituiscono l'evidenza individuale necessaria per chi assume formalmente il ruolo. Il Modulo 11 tratta i modelli organizzativi che ne derivano.

La Circ.6 è una guida IMO richiamata in nota dal Codice. Il rinvio ne rafforza la rilevanza nelle verifiche, ma non trasforma automaticamente ogni frase formulata con «should» in un requisito prescrittivo identico al testo obbligatorio del Codice.

In sintesi

  • La Circ.6 indica tre percorsi alternativi di qualifica iniziale.
  • Formazione, partecipazione ad almeno un audit ed esperienza operativa devono essere documentabili.
  • Le competenze di un team possono essere complementari, ma non sostituiscono l'idoneità della singola persona designata.
Modulo 05

Il DPA nelle emergenze

Obiettivo del moduloDefinire un assetto di risposta che sostenga il Master, attivi le risorse di terra e assicuri continuità senza confondere prassi aziendale e testo del Codice.

In emergenza il DPA può costituire il collegamento principale fra nave, vertice e supporto da terra, secondo le responsabilità definite dall'SMS. Il Codice non impone una singola catena di attivazione né prescrive espressamente la reperibilità personale H24 del DPA: richiede invece che la compagnia predisponga procedure, risorse e supporto adeguati. Per molte operazioni ciò comporta un contatto sempre presidiato, sostituti competenti e passaggi di consegne verificati.

Esempio di percorso di attivazione previsto dall'SMS, dalla notifica del comandante al rientro delle lezioni apprese: assetto organizzativo, non sequenza prescritta dal Codice.
Esempio di percorso di attivazione previsto dall'SMS, dalla notifica del comandante al rientro delle lezioni apprese: assetto organizzativo, non sequenza prescritta dal Codice.

Il ruolo del DPA durante l'emergenza

  • Ricevere la notifica dal Master nel più breve tempo possibile, attraverso il canale di contatto presidiato che l'SMS ha stabilito.
  • Valutare rapidamente la gravità e attivare, se necessario, l'Emergency Response Team di compagnia.
  • Coordinare le risorse esterne necessarie: assistenza tecnica, legale, assicurativa, media, autorità portuali.
  • Mantenere il vertice aziendale informato in tempo reale, senza filtri che ne ritardino la conoscenza.
  • Garantire supporto continuo al Master, che conserva l'overriding authority prevista dal §5.2 e resta responsabile delle decisioni immediate a bordo (Modulo 08).
  • Condurre, a evento concluso, il debrief e assicurare che le lezioni apprese entrino nell'SMS.
Focus del DPA — la continuità della risposta si progetta e si verifica

Se l'analisi della compagnia richiede copertura H24, l'SMS deve indicare chi presidia il contatto, chi sostituisce il DPA, quali informazioni vengono trasferite e come la disponibilità viene testata — per esempio con test di chiamata periodici. È una scelta organizzativa solida, e spesso necessaria: non va però confusa con una frase testuale del §4.

In sintesi

  • Il Master conserva l'overriding authority per le decisioni immediate a bordo.
  • Ruoli, contatti, sostituzioni ed escalation devono essere stabiliti nell'SMS.
  • La copertura H24 è un possibile controllo organizzativo, non una frase prescrittiva del §4.
Modulo 06

Monitoraggio della sicurezza e dell'ambiente

Obiettivo del moduloIntegrare fonti operative e indicatori per individuare segnali sistemici senza affidarsi a un singolo dato o a un cruscotto formalmente verde.

Fuori dall'emergenza, il lavoro quotidiano più importante del DPA è il monitoraggio continuo: leggere i segnali che la flotta produce prima che diventino un problema serio.

Le fonti informative del DPA

Tabella 4 — Le fonti informative del DPA
FonteCosa rivela
Audit interni ed esterniAderenza reale dell'SMS alla pratica di bordo
Esiti PSC e vettingPattern di carenze e osservazioni per nave e per flotta
Report di near-miss e incidentiSegnali precoci di rischio prima dell'evento grave
Indicatori di manutenzione (PMS)Backlog e disponibilità di ricambi critici
Segnalazioni dirette dell'equipaggioProblemi che la linea gerarchica potrebbe filtrare o minimizzare

Tabella 6.1 — Fonti informative principali per il monitoraggio del DPA.

Dal dato al segnale d'allarme

Il valore del DPA non sta nel raccogliere dati, ma nel saperli leggere insieme: una nave con osservazioni vetting ricorrenti su fattori umani, un backlog di manutenzione crescente e un basso tasso di segnalazione di near-miss raccontano, insieme, una storia più preoccupante di quanto ciascun dato faccia singolarmente.

Focus del DPA — evitare l'illusione del cruscotto verde

Un cruscotto tutto verde può significare due cose opposte: che la nave va davvero bene, oppure che nessuno sta segnalando i problemi. Il DPA esperto integra sempre i dati con il contatto diretto (visite a bordo, colloqui con l'equipaggio) per distinguere le due situazioni.

In sintesi

  • Audit, PSC, vetting, manutenzione e reporting descrivono aspetti diversi dello stesso sistema.
  • Trend e ricorrenze sono più informativi del conteggio isolato degli eventi.
  • I dati devono essere confrontati con evidenza qualitativa e contatto diretto con nave ed equipaggio.
Modulo 07

Non conformità, incidenti e near-miss

Obiettivo del moduloDistinguere le categorie ISM e verificare che segnalazione, analisi, azione correttiva e prevenzione della ricorrenza formino un processo efficace.

La compagnia deve disporre di procedure per segnalare, investigare e analizzare non conformità, incidenti e situazioni pericolose e per attuare azioni correttive. Il DPA verifica e monitora l'efficacia di questi processi; può parteciparvi o coordinarli secondo l'SMS, ma il Codice non rende ogni indagine personalmente non delegabile al DPA.

Che cosa chiede il §9

Il Codice dedica alla materia due paragrafi brevissimi, che però contengono tutto.

«L'SMS dovrebbe includere procedure che assicurino che non conformità, incidenti e situazioni pericolose siano segnalati alla compagnia, investigati e analizzati, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza e la prevenzione dell'inquinamento.»ISM Code, §9.1
«La compagnia dovrebbe stabilire procedure per l'attuazione di azioni correttive, comprese misure destinate a prevenire il ripetersiISM Code, §9.2, come modificato dalla MSC.273(85)

Le due parole aggiunte nel 2010 al §9.2 — prevenire il ripetersi — spostano il baricentro: non basta chiudere il caso, occorre dimostrare di aver agito perché non si ripresenti. È esattamente la differenza fra correzione e azione correttiva, ed è il punto su cui un audit ben condotto insiste.

Il ciclo di miglioramento dell'SMS

Come collegare i controlli ISM nel miglioramento dell'SMS, paragrafo per paragrafo (§§9.1, 9.2, 12.1, 12.2, 12.3): obblighi distinti, non un diagramma di flusso prescritto.
Come collegare i controlli ISM nel miglioramento dell'SMS, paragrafo per paragrafo (§§9.1, 9.2, 12.1, 12.2, 12.3): obblighi distinti, non un diagramma di flusso prescritto.

Le definizioni del Codice, non quelle di comodo

Queste quattro nozioni non sono terminologia di settore: sono definite nel Codice ai §§1.1.7-1.1.10, introdotte dalla MSC.104(73). Usarle con precisione è ciò che distingue un rapporto di audit difendibile da uno contestabile.

Tabella 5 — Le definizioni del Codice, non quelle di comodo
TermineDefinizione del CodiceConseguenza operativa
Evidenza oggettiva
§1.1.7
Informazioni quantitative o qualitative, registrazioni o dichiarazioni di fatto pertinenti alla sicurezza o all'esistenza e attuazione di un elemento dell'SMS, basate su osservazione, misura o prova, e verificabiliSenza evidenza oggettiva non esiste né osservazione né non conformità: esiste un'opinione
Osservazione
§1.1.8
Una dichiarazione di fatto resa durante un audit di gestione della sicurezza e sostanziata da evidenza oggettivaNon richiede azione correttiva formale, ma va registrata e considerata nel riesame della direzione
Non conformità
§1.1.9
Una situazione osservata in cui l'evidenza oggettiva indica il mancato soddisfacimento di un requisito specificatoRichiede analisi delle cause e azione correttiva con responsabile e scadenza
Non conformità maggiore
§1.1.10
Una deviazione identificabile che pone una grave minaccia alla sicurezza del personale o della nave, o un grave rischio per l'ambiente, tale da richiedere azione correttiva immediata; oppure la mancanza di un'attuazione efficace e sistematica di un requisito del CodiceRichiede azione correttiva immediata e l'applicazione delle procedure previste per le major non-conformities; può influire sulla validità di DOC e SMC. In ambito PSC, un grave fallimento o una grave inefficacia dell'ISM può costituire motivo di detention

Tabella 7.1 — Le definizioni dell'ISM Code, §§1.1.7-1.1.10.

La congiunzione che cambia tutto

Fino al 2010 la definizione di non conformità maggiore diceva «and includes»: le due ipotesi dovevano ricorrere insieme. La MSC.273(85), in vigore dal 1° luglio 2010, ha sostituito quella formula con «or». Da allora la mancanza di un'attuazione efficace e sistematica di un requisito del Codice è, da sola, una non conformità maggiore, anche senza una minaccia grave e immediata. È la base normativa dell'intera logica delle carenze ISM «di sistema».

Le procedure per il trattamento delle non conformità maggiori osservate sono nella MSC/Circ.1059-MEPC/Circ.401, richiamata in nota al §1.1.10 del Codice.

Focus del DPA — supervisionare senza sostituirsi

Il DPA verifica che il processo di analisi delle cause e chiusura delle azioni correttive sia rigoroso, ma non deve necessariamente condurlo lui stesso in ogni caso: il suo valore aggiunto è garantire che il processo non venga «addomesticato» per chiudere in fretta un caso scomodo.

In sintesi

  • Il §9 pone il processo in capo alla compagnia; il DPA ne verifica e monitora l'efficacia.
  • Una major non-conformity richiede azione immediata e procedure specifiche, e può influire sulla validità dei certificati.
  • Evidenza oggettiva, osservazione, non conformità e major non-conformity non sono termini intercambiabili.
Modulo 08

Il rapporto con il Master

Obiettivo del moduloCostruire una relazione DPA–Master che protegga overriding authority, richiesta di assistenza e flusso tempestivo delle informazioni.

Una delle relazioni più delicate e più spesso fraintese nell'organizzazione marittima è quella tra DPA e comandante. Il Codice non lascia margini: al §5.2 impone alla compagnia di inserire nell'SMS una dichiarazione esplicita che il comandante ha l'overriding authority — l'autorità prevalente — e la responsabilità di decidere in materia di sicurezza e prevenzione dell'inquinamento, e di richiedere l'assistenza della compagnia quando necessario. Il DPA non comanda la nave.

Quella seconda metà della frase è la cerniera fra le due figure, e viene citata molto meno della prima. L'overriding authority non è soltanto il potere del comandante di dire «no» a un'operazione: è anche il suo diritto di chiedere aiuto — e quindi il corrispondente dovere della compagnia di rispondere a quella richiesta. L'SMS deve definire come la richiesta viene ricevuta e soddisfatta: il DPA è spesso il canale centrale, ma l'obbligo di fornire supporto resta della compagnia e l'assetto concreto dipende dalle responsabilità documentate. Un SMS che afferma l'autorità del comandante ma non definisce come e a chi chiedere assistenza ha implementato metà del §5.2.

Supporto, non sovrapposizione

  • Il DPA fornisce risorse, informazioni e supporto: non impartisce ordini operativi diretti alla nave in condizioni normali.
  • In emergenza, il DPA coordina le risorse esterne mentre il Master mantiene il comando delle decisioni immediate a bordo.
  • Un Master che percepisce il DPA come un controllore ostile, anziché come un alleato, tenderà a nascondere i problemi anziché segnalarli.

Costruire fiducia reciproca

La qualità della relazione tra DPA e Master si costruisce nel tempo, con visite a bordo regolari (non solo in occasione di problemi), comunicazione onesta anche su questioni delicate, e una reputazione di equità nel trattare le segnalazioni. Un DPA visto solo nei momenti di crisi difficilmente riceverà segnalazioni tempestive nei momenti di normalità.

Focus del DPA — la prima visita a bordo non dovrebbe essere durante un'emergenza

Se il primo contatto reale tra un nuovo Master e il DPA avviene durante un incidente, la fiducia necessaria a una comunicazione onesta e tempestiva parte già in salita. Le visite regolari, programmate anche in assenza di problemi, sono l'investimento più economico che un DPA possa fare nella qualità del sistema.

In sintesi

  • Il DPA sostiene il Master ma non assume il comando operativo della nave.
  • Il dovere di fornire assistenza resta della compagnia e deve essere reso operativo nell'SMS.
  • Fiducia e contatti regolari aumentano la probabilità che i problemi vengano segnalati in tempo.
Modulo 09

DPA e audit

Obiettivo del moduloGovernare audit, riesami, certificazione e follow-up mantenendo indipendenza degli auditor, scadenze corrette ed evidenza dell'efficacia dell'SMS.

Il DPA ha un ruolo di supervisione, e talvolta di conduzione diretta, sugli audit che verificano l'aderenza dell'SMS alla pratica reale: audit interni di compagnia, audit esterni di classe/bandiera (verifica DOC/SMC), e verifiche indotte da vetting o PSC.

Tabella 6 — DPA e audit
Tipo di auditChi lo conduceRuolo tipico del DPA
Audit interno di compagniaAuditor interni qualificati, indipendenti dall'area auditataSupervisione, revisione degli esiti, garanzia di indipendenza
Verifica esterna DOC/SMCSocietà di classificazione (RO) per conto della bandieraInterfaccia principale, gestione delle non conformità rilevate
Ispezioni PSC / vettingAutorità portuale / ispettore commercialeAnalisi degli esiti in ottica di sistema, non solo di nave singola

Tabella 9.1 — Tipologie di audit rilevanti per il DPA.

Le sette regole del §12, in ordine

La sezione 12 del Codice è il mandato operativo del DPA in materia di verifica. Vale la pena conoscerne la struttura attuale, perché due dei sette paragrafi sono più recenti di quanto molti SMS riflettano.

Tabella 7 — Le sette regole del §12, in ordine
§ObbligoChe cosa comporta per il DPA
12.1Audit interni di sicurezza a bordo e a terra, a intervalli non superiori a dodici mesi; in circostanze eccezionali l'intervallo può essere superato di non più di tre mesiÈ il numero da tenere sul cruscotto: la scadenza si calcola per singola nave e per singolo ufficio, non a livello di flotta
12.2Verifica periodica che chi svolge compiti ISM delegati agisca in conformità alle responsabilità della compagnia previste dal CodiceShip manager terzi, agenzie di crewing, fornitori di servizi tecnici: se un compito ISM è delegato, la responsabilità resta della compagnia e la verifica è del DPA
12.3Valutazione periodica dell'efficacia dell'SMS, secondo procedure stabilite dalla compagniaÈ il riesame della direzione
12.4Audit ed eventuali azioni correttive condotti secondo procedure documentateIl programma di audit è esso stesso una procedura dell'SMS
12.5Il personale che conduce gli audit deve essere indipendente dalle aree auditate, salvo che ciò sia impraticabile per dimensione e natura della compagniaNessuno verifica il proprio lavoro: un superintendent non audita la nave che gestisce
12.6I risultati di audit e riesami sono portati all'attenzione di tutto il personale responsabile dell'area coinvoltaUn esito che resta in una cartella non soddisfa il §12.6
12.7Il personale dirigente responsabile dell'area adotta tempestivamente azioni correttive sulle carenze rilevateLa responsabilità della chiusura è della linea, non del DPA: il DPA verifica che avvenga

Tabella 9.2 — La sezione 12 dell'ISM Code nella numerazione in vigore.

Due paragrafi più recenti di quanto molti SMS riflettano

L'intervallo massimo di dodici mesi del §12.1 non c'era nel testo del 1993: è stato introdotto dalla MSC.273(85) ed è in vigore dal 1° luglio 2010. Il §12.2 sulla verifica dei compiti ISM delegati è ancora più recente — MSC.353(92), in vigore dal 1° gennaio 2015 — e ha rinumerato i paragrafi successivi. Un SMS che cita ancora «§12.2 — valutazione dell'efficacia» sta usando la numerazione precedente al 2015.

Il riesame della direzione: che cosa deve entrarci

Il §12.3 impone il riesame ma non ne definisce il contenuto. Lo fa la MSC-MEPC.7/Circ.8 al §5.2, che elenca ciò che il riesame deve considerare come minimo: gli esiti degli audit interni; le non conformità segnalate dal personale; i riesami del comandante; l'analisi di non conformità, incidenti e hazardous occurrences; e ogni altra evidenza di possibile fallimento dell'SMS, comprese le non conformità rilevate da parti esterne e i rapporti di ispezione PSC.

La stessa guida precisa che il riesame va condotto periodicamente secondo quanto definito dalla compagnia o quando serve — per esempio in caso di gravi fallimenti di sistema — e che i suoi risultati vanno portati formalmente all'attenzione di tutto il personale coinvolto.

Certificazione: DOC, SMC e i provvisori

Il DPA è l'interfaccia principale delle verifiche di certificazione, e quindi il custode di un calendario che non ammette scivolamenti. Le regole sono ai §§13 e 14 del Codice, nella versione introdotta dalla MSC.104(73).

Tabella 8 — Certificazione: DOC, SMC e i provvisori
DocumentoValiditàVerifiche
Document of Compliance (compagnia)fino a 5 anniverifica annuale entro tre mesi prima o dopo l'anniversary date
Safety Management Certificate (nave)fino a 5 annialmeno una verifica intermedia fra il secondo e il terzo anniversario
DOC provvisoriofino a 12 mesiper compagnie di nuova costituzione o che aggiungono un nuovo tipo di nave
SMC provvisoriofino a 6 mesi, prorogabili di altri 6per nave di nuova consegna, cambio di compagnia o cambio di bandiera

Tabella 9.3 — Validità e verifiche dei certificati ISM (§§13-14).

Per le verifiche e la certificazione da parte delle Amministrazioni il riferimento corrente è la Risoluzione A.1188(33), adottata nel 2023, che ha revocato la A.1118(30). La Circ.8 resta la guida operativa rivolta alle compagnie: i due documenti hanno destinatari e funzioni differenti.

Due dettagli che cadono spesso: una copia del DOC deve essere a bordo, perché il comandante possa esibirla su richiesta (§13.3); e se la verifica di rinnovo è completata dopo la scadenza del certificato esistente, il nuovo certificato vale dalla data di completamento fino a non oltre cinque anni dalla scadenza del precedente — non dalla data di rilascio.

Quando l'audit arriva dal molo: le carenze ISM in ispezione PSC

Una carenza ISM rilevata da un ispettore di Port State Control non resta sulla nave: risale alla compagnia, e il DPA ne è il destinatario operativo. Nel regime Paris MoU le carenze ISM hanno un unico defective item code, il 15150, e due esiti possibili.

  • Codice 21 — le carenze non giustificano il fermo ma indicano un'inefficacia dell'attuazione dell'ISM: la compagnia deve intraprendere un'azione correttiva sul sistema entro tre mesi. Trascorso quel termine con la carenza ancora aperta, si genera un unexpected factor e la nave torna eleggibile a un'ispezione supplementare.
  • Codice 19 — le carenze indicano un fallimento grave: la carenza è motivo di detention e l'Amministrazione di bandiera deve svolgere un audit del sistema di gestione della sicurezza prima che la nave possa partire. A audit effettuato, la chiusura si registra con il codice 21.
Il codice 21 è un impegno dell'ufficio, non della nave

È la differenza che conta, e sfugge con regolarità: una lampada rotta si rettifica a bordo, una carenza 15150 si chiude a terra. Il termine di tre mesi non è un promemoria amministrativo ma un innesco automatico che riporta la nave nel mirino del targeting — e la responsabilità di rispettarlo è, in pratica, del DPA. Il corso Port State Control tratta il meccanismo dal lato dell'ispezione.

Il conflitto di interesse nell'audit interno

Il principio del §12.5 ha un limite dichiarato: l'indipendenza è richiesta salvo che sia impraticabile per la dimensione e la natura della compagnia. È una deroga reale per le realtà piccole, ma non è un'esenzione: quando si ricorre a un auditor non pienamente indipendente, la scelta va motivata e compensata — per esempio facendo rivedere gli esiti da un secondo soggetto, o alternando gli auditor fra le navi. Il DPA presidia questo equilibrio a livello di programma di audit dell'intera compagnia, e — lo ricorda la Circ.8 §4.2 — risponde anche della formazione degli auditor interni, non solo della loro indipendenza. In sintesi: il DPA organizza e monitora il programma di audit e verifica indipendenza e formazione degli auditor, e può condurre personalmente un audit soltanto quando resta indipendente dall'area auditata, secondo il §12.5 e le procedure della compagnia.

Focus del DPA — l'audit onesto cerca le discrepanze

Un programma di audit interno che non trova mai nulla da migliorare non è un segno di eccellenza: è quasi sempre un segno che l'audit non è condotto con sufficiente rigore. Il DPA che rivede gli esiti degli audit dovrebbe preoccuparsi di più di un rapporto «tutto a posto» ripetuto nel tempo, che di uno con alcune criticità onestamente riportate.

In sintesi

  • Il DPA organizza e monitora gli audit; chi audita deve restare indipendente dall'area verificata.
  • DOC e SMC hanno verifiche e finestre differenti e non devono essere trattati come equivalenti.
  • La Risoluzione A.1188(33) è il riferimento corrente per l'attuazione e la certificazione da parte delle Amministrazioni.
Modulo 10

Cultura della sicurezza e reporting

Obiettivo del moduloProgettare un sistema di near-miss reporting coerente con la Circ.7, capace di generare apprendimento senza promesse indiscriminate di impunità.

Il successo del ruolo DPA dipende in larga misura dalla cultura di reporting che riesce a costruire nella compagnia: un sistema in cui i quasi-incidenti minori restano nascosti priva il DPA proprio dei segnali più preziosi per prevenire gli eventi gravi.

L'idea che gli eventi gravi poggino su una base ampia di eventi minori e di comportamenti a rischio risale agli studi di Heinrich (1931, rapporto 300:29:1) e di Bird (1969, rapporto 600:30:10:1). I rapporti numerici sono contestati nella letteratura più recente e non vanno usati come previsione: il valore della piramide è illustrare un principio — la base è l'unica parte su cui si può agire prima che accada qualcosa — non fornire un modello quantitativo.

La piramide della segnalazione e i rapporti storici di Heinrich e Bird, illustrativi del principio e non predittivi.
La piramide della segnalazione e i rapporti storici di Heinrich e Bird, illustrativi del principio e non predittivi.

Che cos'è un near-miss, secondo l'IMO

L'indagine sui near-miss non è una buona pratica volontaria: è un obbligo che discende dalla parte «hazardous occurrences» del §9 del Codice. L'IMO vi ha dedicato una guida specifica, la MSC-MEPC.7/Circ.7, che ne dà anche la definizione operativa.

«Una sequenza di eventi e/o condizioni che avrebbe potuto risultare in una perdita. Quella perdita è stata evitata soltanto da un'interruzione fortuita della catena di eventi e/o condizioni. La perdita potenziale può essere una lesione a persone, un danno ambientale o un impatto negativo sul business — costi di riparazione o sostituzione, ritardi di programma, violazioni contrattuali, danno reputazionale.»MSC-MEPC.7/Circ.7, Annex §2.1

Due elementi di questa definizione vengono regolarmente persi nella pratica di bordo. Il primo è che la perdita deve essere stata evitata da un'interruzione della catena degli eventi o delle condizioni: la stessa guida include però fra gli esempi l'attivazione di una procedura o risposta d'emergenza che evita la perdita. Non è quindi corretto escludere automaticamente un evento soltanto perché una barriera prevista ha funzionato — occorre valutare la sequenza, il potenziale di perdita e la classificazione stabilita nell'SMS, mantenendola coerente nel tempo. Il secondo è l'impatto sul business: un evento che non ha sfiorato nessuno ma che avrebbe potuto costare un fermo o una penale contrattuale rientra a pieno titolo nella definizione, e va segnalato.

La circolare porta tre esempi di categoria, utili per tarare la formazione dell'equipaggio: un evento che innesca una procedura di emergenza e proprio per questo evita la perdita; un evento in cui una condizione inattesa avrebbe potuto produrre una conseguenza avversa che però non si verifica; e una situazione pericolosa scoperta solo dopo che il pericolo è passato — per esempio una nave che, ore dopo la partenza, si accorge che la radio non era sintonizzata sulla frequenza dell'autorità portuale.

Le barriere alla segnalazione, e come si abbattono

La stessa guida è esplicita sul perché i near-miss non si segnalano: timore di essere incolpati, sanzionati, messi in imbarazzo o ritenuti legalmente responsabili. A queste si aggiungono barriere che dipendono direttamente dalla direzione: la compiacenza verso carenze note, l'insincerità nell'affrontare i problemi di sicurezza, e lo scoraggiamento implicito che si produce chiedendo ai marittimi di condurre le indagini nel proprio tempo libero.

  • Promuovere una just culture che copra esplicitamente la segnalazione di near-miss.
  • Assicurare la riservatezza, sia con una politica aziendale sia «ripulendo» analisi e rapporti dalle informazioni personali — che non vanno conservate una volta chiusi indagine e reporting.
  • Dotare le indagini di risorse adeguate: se l'indagine si fa a fine turno, il messaggio è che non conta.
  • Dare seguito alle raccomandazioni, e diffondere ampiamente la decisione — anche quando si decide di non attuarle.
  • Mantenere la presenza fisica regolare del DPA a bordo, che costruisce la fiducia necessaria alla segnalazione informale.
La just culture va delimitata, non solo dichiarata

La Circ.7 definisce la just culture come «un'atmosfera di comportamento responsabile e di fiducia in cui le persone sono incoraggiate a fornire informazioni essenziali di sicurezza senza timore di ritorsione», ma aggiunge subito la distinzione fra comportamento accettabile e inaccettabile: il secondo non riceve necessariamente la garanzia di assenza di conseguenze. E soprattutto — §1.4 — è requisito cruciale che la compagnia definisca chiaramente le circostanze in cui garantisce un esito non punitivo e la riservatezza, e che ne formi tutte le persone coinvolte. Una politica che promette genericamente «nessuna punizione» senza dirne il perimetro non regge alla prima segnalazione scomoda.

Che cosa raccogliere, e quando approfondire

La Circ.7 fissa cinque domande come contenuto minimo di ogni segnalazione.

  • Chi e che cosa era coinvolto?
  • Che cosa è accaduto, dove, quando e in che sequenza?
  • Quali erano le perdite potenziali e la loro possibile gravità?
  • Quanto era probabile che la perdita si concretizzasse?
  • Quanto è probabile che la catena di eventi e/o condizioni si ripeta?

Le risposte alle ultime due domande decidono il livello di approfondimento: un'indagine completa è richiesta per i near-miss che è probabile si ripetano e/o che avrebbero potuto avere conseguenze gravi. Per gli altri è sufficiente un rapporto sintetico. È un criterio semplice e difendibile, e va scritto nell'SMS: senza di esso, il rischio è indagare tutto male anziché poco e bene.

Chiusa l'indagine, la circolare chiede due cose: un rapporto proporzionato alla profondità dell'analisi, e la conservazione dei dati in una forma che consenta l'analisi di tendenza a lungo termine. È il punto in cui il lavoro del DPA smette di essere reattivo e diventa monitoraggio.

Focus del DPA — un basso numero di segnalazioni non è mai una buona notizia

Se il numero di near-miss segnalati scende improvvisamente, la prima ipotesi da verificare non è che la nave sia diventata più sicura, ma che qualcosa nella cultura di reporting si sia deteriorato: un cambio di Master, un evento di ritorsione percepita, un carico di lavoro che scoraggia la segnalazione.

In sintesi

  • La just culture distingue comportamento accettabile e inaccettabile e definisce chiaramente riservatezza e limiti.
  • Un evento non è escluso automaticamente dai near-miss perché una procedura o barriera ha evitato la perdita.
  • Rapporti coerenti, analisi proporzionata e conservazione dei dati consentono l'analisi di tendenza.
Modulo 11

Deputy DPA e continuità del ruolo

Obiettivo del moduloConfigurare e testare un modello di continuità coerente con dimensione, flotta, rischi e responsabilità documentate della compagnia.

Il ruolo del DPA non può avere vuoti di copertura: malattia, ferie, o semplicemente il volume di una flotta numerosa rendono necessaria una struttura di continuità, tipicamente attraverso uno o più Deputy DPA.

Il Deputy DPA non è una figura definita dal Codice: il §4 parla di «una o più persone» designate e lascia alla compagnia la scelta del modello, in funzione della propria dimensione, della composizione della flotta e dei rischi che ne derivano. Ne discende che l'assetto va reso esplicito nell'SMS — chi sostituisce chi, con quali responsabilità e quale autorità, con quali competenze e con quale passaggio di consegne — e che, se più persone sono formalmente designate, l'idoneità di ciascuna rispetto alle funzioni attribuite deve essere dimostrabile secondo i criteri della Circ.6 (Modulo 04).

Modelli organizzativi tipici

Tabella 9 — Modelli organizzativi tipici
ModelloQuando si usa
DPA unico con Deputy di backupFlotte piccole/medie omogenee
DPA principale + Deputy per area geograficaFlotte che operano su più bandiere/regioni con esigenze normative diverse
DPA principale + Deputy per tipo di naveFlotte eterogenee (es. tanker e dry bulk) con competenze tecniche differenziate

Tabella 11.1 — Modelli organizzativi per la continuità del ruolo DPA.

Focus del DPA — la continuità va testata, non solo scritta

Un piano di continuità che esiste solo su carta rischia di fallire proprio quando serve. Prove periodiche di reperibilità e di passaggio di consegne (per esempio simulando l'assenza del DPA principale durante un'esercitazione di emergenza) verificano che il sistema funzioni davvero, non solo che sia documentato.

In sintesi

  • Il Deputy DPA è una scelta organizzativa della compagnia, non una figura definita dal Codice.
  • Sostituzioni, autorità, competenze e passaggi di consegne devono essere espliciti.
  • Se più persone sono formalmente designate, l'idoneità di ciascuna deve essere dimostrabile.
Modulo 12

DPA in flotte multi-bandiera e multi-classe

Obiettivo del moduloGovernare requisiti aggiuntivi e interfacce differenti mantenendo un SMS coerente, fonti datate e responsabilità chiare.

Le compagnie che gestiscono navi sotto bandiere diverse, con classi diverse, affrontano una complessità aggiuntiva: requisiti nazionali che si sommano al quadro IMO comune, e interlocutori di classe differenti per ogni nave.

Le sfide principali

  • Requisiti nazionali aggiuntivi che alcune bandiere impongono al ruolo DPA, oltre al minimo previsto dall'ISM Code.
  • Interfacce multiple con diverse società di classificazione, ciascuna con proprie tempistiche e procedure di verifica.
  • Necessità di competenze linguistiche e culturali diversificate nella comunicazione con equipaggi multinazionali.
  • Coordinamento con le liste di performance di più regimi PSC (Paris MoU, Tokyo MoU, USCG) contemporaneamente.

Un approccio praticabile

Le compagnie più strutturate tengono un registro aggiornato dei requisiti specifici per ciascuna bandiera gestita, assegnano competenze di area ai Deputy DPA, e mantengono un dialogo continuo con i rappresentanti locali delle società di classificazione per anticipare le differenze procedurali. Perché il registro sia verificabile, ogni voce dovrebbe portare la fonte applicabile, le navi a cui si applica, il responsabile e la data dell'ultima verifica: un elenco generico di possibili requisiti, non associato a una specifica Amministrazione e a una data, non regge a un audit.

Focus del DPA — l'uniformità dell'SMS non significa uniformità dei requisiti

Un Safety Management System unico e coerente per tutta la flotta resta l'obiettivo giusto, ma il DPA deve conoscere e gestire le eccezioni nazionali senza che queste frammentino la cultura di sicurezza comune dell'azienda.

In sintesi

  • Il quadro IMO comune non elimina requisiti di bandiera, di organismo riconosciuto o di ordinamento nazionale.
  • Le differenze devono essere associate a una fonte, una nave, un responsabile e una data di verifica.
  • Un registro verificato evita che eccezioni locali frammentino l'SMS della flotta.
Modulo 13

Responsabilità personale e tendenze emergenti

Obiettivo del moduloDistinguere obblighi ISM della compagnia, funzioni del DPA ed eventuale responsabilità individuale, integrando correttamente cyber e nuovi rischi nell'SMS.

L'ISM Code attribuisce i doveri del sistema alla Company e definisce il ruolo della persona designata all'interno di tale organizzazione. Non stabilisce però in modo esaustivo la responsabilità civile, penale, amministrativa o contrattuale del singolo DPA: l'eventuale esposizione personale dipende dalla legge applicabile, dall'incarico effettivo, dalle deleghe, dai fatti e dalla condotta concreta, e richiede, quando necessario, consulenza giuridica qualificata. Il ruolo sta intanto evolvendo sotto la spinta della digitalizzazione e di un'attenzione crescente ai fattori umani nella cultura della sicurezza.

Dove si colloca la responsabilità

L'ISM Code opera a livello di compagnia: il §1.1.2 definisce la Company come l'armatore o chiunque altro — gestore, noleggiatore a scafo nudo — abbia assunto la responsabilità dell'esercizio della nave accettando di farsi carico di tutti i doveri e le responsabilità imposti dal Codice. Il DPA non è un soggetto autonomo di quegli obblighi: è la persona attraverso cui la compagnia li esercita.

Questo non rende la posizione del DPA indifferente. Dopo un evento grave, ciò che viene esaminato è la catena documentale: che cosa era stato segnalato, a chi, quando, con quale evidenza, e che seguito aveva avuto. Il DPA che ha chiesto risorse per iscritto e ha registrato la risposta si trova in una posizione strutturalmente diversa da quello che ha sollevato la stessa questione a voce in una riunione. Non è prudenza difensiva: decisioni, segnalazioni, richieste di risorse e risposte registrate in modo accurato e rintracciabile sostengono il monitoraggio, il riesame e la verifica dell'efficacia dell'SMS. Il §12.6 richiede specificamente che i risultati di audit e riesami siano portati all'attenzione del personale responsabile: non è una regola generale sulla responsabilità personale del DPA.

Requisiti nazionali oltre il minimo IMO

Bandiere, organismi riconosciuti e ordinamenti nazionali possono introdurre requisiti o procedure ulteriori — per esempio residenza, lingua, notifica del nominativo o approvazione preventiva della persona designata. Per ogni nave la compagnia dovrebbe mantenere una matrice verificata delle fonti applicabili, evitando elenchi generici di possibili requisiti non associati a una specifica Amministrazione e a una data di riferimento. È il registro di cui parla il Modulo 12.

Tendenze emergenti

  • Dati continui: condition monitoring e reporting digitale offrono al DPA segnali più tempestivi rispetto ai soli audit periodici.
  • Fattori umani: l'attenzione crescente a fatica, cultura della sicurezza e comunicazione (già vista nel corso Vetting a proposito dei PIF) sta entrando anche nella pratica quotidiana del DPA.
  • Wellbeing dell'equipaggio: le ispezioni MLC e l'attenzione al benessere psicologico ampliano il perimetro informativo che il DPA deve monitorare.

Il rischio cyber è dentro l'SMS, quindi dentro il perimetro del DPA

È il punto che più spesso viene trattato come un tema informatico e non come un tema ISM. La Risoluzione MSC.428(98) stabilisce che i rischi cyber devono essere gestiti all'interno del sistema di gestione della sicurezza, con verifica a partire dalla prima verifica annuale del Document of Compliance successiva al 1° gennaio 2021. La guida IMO corrente è la MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4.

La conseguenza pratica è netta: una debolezza nella gestione del rischio cyber non è una questione del reparto IT, è una potenziale non conformità dell'SMS. Il DPA ne verifica e monitora l'integrazione secondo le responsabilità documentate, mentre la responsabilità di sviluppare, attuare e mantenere il sistema resta della compagnia. Per le navi contrattate per la costruzione dal 1° luglio 2024 si aggiungono i requisiti unificati IACS UR E26 ed E27, trattati nel corso Cyber Security.

Focus del DPA — restare un presidio umano in un sistema sempre più digitale

Più i dati diventano abbondanti, più il valore distintivo del DPA si sposta dalla raccolta all'interpretazione critica e al contatto umano diretto con equipaggi e Master. Nessun cruscotto sostituisce la capacità di percepire, in una conversazione, che qualcosa non va.

In sintesi

  • L'ISM Code non determina da solo la responsabilità civile, penale, amministrativa o contrattuale del DPA.
  • Registrazioni accurate sostengono governance e verificabilità, ma il §12.6 riguarda audit e riesami.
  • Il rischio cyber va integrato nell'SMS; la guida IMO corrente è la MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4.

Errori ricorrenti

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Errori ricorrenti pubblicati in SuperbaKnowledge
ArgomentoErroreConseguenza tipicaScheda
Audit Interno del SMSAuditor che verifica la propria stessa area di responsabilitàPerdita di indipendenza, NC in audit esternoVedi scheda
Autorità del ComandanteAutorità prevalente del Comandante documentata nel SMS ma non sostenuta concretamente quando comporta un costo commercialeErosione della fiducia del Comandante nel sistemaVedi scheda
Corrective and Preventive Action (CAPA)Azione correttiva che affronta il sintomo, non la causa radiceLa NC si ripresenta in forma simileVedi scheda
Designated Person Ashore (DPA)DPA nominato solo formalmente, senza accesso reale al top managementNC in audit di certificazione, sistema di escalation inefficace in emergenzaVedi scheda
Document of Compliance (DOC) e Safety Management Certificate (SMC)Verifiche periodiche di DOC e SMC trattate come se avessero la stessa cadenza, applicando al DOC la finestra intermedia dell'SMCIl Codice non dice che il certificato decade da solo: il §13.5 prevede il ritiro del DOC quando la verifica annuale non viene richiesta, il §13.9 il ritiro dell'SMC quando non viene richiesta quella intermedia. Entrambe le omissioni sono detainable deficiencies (A.1206(34), App. 2, §5 «Areas under the ISM Code»): voce .8 «Evidence of the DOC annual verification is not available on board» e voce .4 «The SMC intermediate verification is overdue»Vedi scheda
Fatica dell'EquipaggioRegistrazione delle ore di riposo gestita come mero adempimento documentale, senza riflettere la reale gestione della fatica a bordoConformità formale che non previene l'accumulo di fatica cronica nell'equipaggioVedi scheda
Near MissCultura punitiva verso chi segnala un quasi-incidenteIl tasso di segnalazione crolla, l'informazione utile si perdeVedi scheda
Familiarizzazione e Formazione dell'EquipaggioFamiliarizzazione trattata come formalità da firmare, senza reale trasferimento di conoscenzaEquipaggio nominalmente 'familiarizzato' ma impreparato in un'emergenza realeVedi scheda
Navi a Guida Autonoma (MASS): la Responsabilità della Compagnia nell'SMSOperazioni MASS/remote introdotte senza un Management of Change formale nell'SMSAssenza di valutazione dei rischi documentata specifica per il nuovo modello operativoVedi scheda
Cyber Risk Management nella SMS (MSC.428(98))Rischio cyber gestito come argomento IT separato, non integrato nella valutazione dei rischi generale dell'SMSAssenza di evidenza documentale integrata in caso di audit, nonostante l'esistenza di misure IT tecnicheVedi scheda

Deficiency PSC correlate

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Deficiency PSC correlate, pubblicate in SuperbaKnowledge
DeficiencyNormativaFrequenza indicativaPossibile conseguenzaScheda
Audit interno non condotto su una o più navi entro 12 mesiISM Code, par. 12Media-AltaNC in audit esterno di rinnovo DOC/SMCVedi scheda

Glossario degli acronimi

Tabella 10 — Glossario degli acronimi
SiglaDefinizione
CAPACorrective and Preventive Action
CSOCompany Security Officer
DOCDocument of Compliance (ISM)
DPADesignated Person Ashore
ERTEmergency Response Team
ISMInternational Safety Management Code
STCWStandards of Training, Certification and Watchkeeping, 1978 come emendata
MLCMaritime Labour Convention 2006
NCNon conformità (ISM §1.1.9); NC maggiore: §1.1.10
PSCPort State Control
RORecognized Organization
SMCSafety Management Certificate (ISM)
SMSSafety Management System
hazardous occurrenceSituazione pericolosa da segnalare ai sensi del §9 dell'ISM Code

Riferimenti e fonti

Elenco consolidato delle fonti citate. Aggiornato ad agosto 2026; consultare sempre il testo ufficiale in vigore.

Tabella 11 — Riferimenti e fonti
FonteAmbito
IMO Risoluzione A.741(18), 4 novembre 1993Testo originario dell'ISM Code
MSC.104(73), MSC.179(79), MSC.195(80), MSC.273(85), MSC.353(92)I cinque emendamenti al Codice, in vigore rispettivamente dal 2002, 2006, 2009, 2010 e 2015
MSC-MEPC.7/Circ.8Attuazione operativa dell'ISM Code da parte delle compagnie: ruolo del DPA (§4), riesame dell'SMS (§5), gestione delle segnalazioni (§6)
MSC-MEPC.7/Circ.6Qualifiche, formazione ed esperienza necessarie per il ruolo di designated person; richiamata in nota al §4 del Codice
MSC-MEPC.7/Circ.7Guida IMO sulla segnalazione dei near-miss: definizione, barriere, processo di indagine
MSC/Circ.1059-MEPC/Circ.401Procedure per le non conformità maggiori osservate
SOLAS Capitolo IXObbligatorietà dell'ISM Code dal 1° luglio 1998
IACS — requisiti unificati UR E26 ed E27, versioni applicabiliCyber resilience della nave e dei sistemi di bordo, nel rispettivo campo di applicazione; navi contrattate per la costruzione dal 1° luglio 2024
IMO Risoluzione A.1188(33), 2023Linee guida per l'attuazione dell'ISM Code da parte delle Amministrazioni; revoca la A.1118(30)
Risoluzione MSC.428(98)Integrazione della gestione del rischio cyber nell'SMS
MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4Linee guida correnti sulla gestione del rischio cyber marittimo, emanate il 28 maggio 2026 dopo l'approvazione di FAL 50 e MSC 111
Paris MoU — istruzioni vigenti su ISM e action taken codesDeficiency 15150 e azioni 19 e 21; verificare sempre la revisione corrente
Amministrazioni di bandieraRequisiti nazionali aggiuntivi eventuali sul ruolo di DPA
Materiale divulgativo

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