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ISPS Code

Maritime Security: dalla nave alla cyber security

14moduli formativi
AvanzatoLivello
SBL-ISPS-ADV-01Codice
Agosto 2026Data di riferimento

Obiettivi di apprendimento

  • Descrivere la genesi e la struttura del quadro ISPS Code.
  • Distinguere i ruoli di CSO, SSO e PFSO e le rispettive responsabilità.
  • Comprendere i tre livelli di sicurezza e le loro implicazioni operative.
  • Ricostruire il processo dallo Ship Security Assessment allo Ship Security Plan.
  • Riconoscere la crescente convergenza tra sicurezza fisica e cyber security a bordo.
  • Comprendere la struttura di un percorso di risposta a un evento di sicurezza.
Modulo 01

Genesi del quadro ISPS

Obiettivo del moduloRicostruire la nascita dell'ISPS Code dopo l'11 settembre 2001 e la sua adozione in ambito SOLAS, e riconoscere gli obiettivi che il Codice si pone.

Obiettivo del modulo

Distinguere campo di applicazione, gerarchia e natura giuridica di SOLAS XI-2, Parte A e Parte B dell’ISPS Code, Regolamento (CE) n. 725/2004 e guidance di settore.

L'International Ship and Port Facility Security (ISPS) Code nasce come risposta diretta agli attacchi dell'11 settembre 2001, che hanno spinto la comunità marittima internazionale a introdurre un quadro di sicurezza specificamente dedicato alla protezione da atti dolosi, distinto dalla safety già disciplinata dall'ISM Code.

Il percorso normativo

Il quadro nasce dalla Conferenza dei Governi contraenti alla SOLAS tenutasi a Londra dal 9 al 13 dicembre 2002, che ha creato il nuovo capitolo XI-2 — rinumerando in XI-1 il capitolo XI preesistente — e ha adottato il Codice. L'ISPS è entrato in vigore il 1° luglio 2004.

Il Codice si concentra sulla prevenzione di atti dolosi contro navi e impianti portuali. I §§1.2 e 1.3 della Parte A ne fissano obiettivi e requisiti funzionali in termini di security threats e security incidents: raccogliere e scambiare informazioni sulle minacce, mantenere protocolli di comunicazione, impedire l'accesso non autorizzato a navi, impianti e aree ad accesso ristretto, impedire l'introduzione di armi, dispositivi incendiari o esplosivi, disporre di mezzi per dare l'allarme, fondare i piani su valutazioni di sicurezza e assicurare addestramento ed esercitazioni.

Parte A e Parte B non hanno lo stesso peso

È la distinzione da tenere presente per tutto il resto del corso. La Parte A è obbligatoria: contiene i requisiti che Governi contraenti, autorità portuali e compagnie devono soddisfare. La Parte B è raccomandatoria: fornisce le linee guida su come soddisfarli, e va «tenuta in considerazione» nell'attuazione. Molti dei numeri che si citano abitualmente come obblighi ISPS — a partire dalle frequenze delle esercitazioni — stanno nella Parte B, e diventano vincolanti solo se l'Amministrazione di bandiera li impone o se il piano della nave li recepisce.

Punto chiave — safety e security sono discipline distinte

La distinzione tra safety (sicurezza da eventi accidentali, disciplinata dall'ISM Code) e security (sicurezza da atti intenzionali, disciplinata dall'ISPS Code) è concettualmente netta, anche se in pratica i due sistemi di gestione si intrecciano e si sovrappongono a bordo.

L'antipirateria non sta nell'ISPS

L'ISPS viene spesso presentato come il quadro che governa anche la pirateria. Non lo è: il Codice non nomina la pirateria fra i propri oggetti, e le misure che una nave adotta in transito — pianificazione, hardening, citadel, reporting — vengono da un corpo di guidance separato, oggi consolidato nelle BMP Maritime Security, dalle circolari MSC dedicate e dai centri di reporting come UKMTO. Le due cose si toccano nell'SSP, ma hanno fonti diverse: cercare nell'ISPS l'obbligo di seguire le BMP significa non trovarlo.

Gerarchia applicabile. La Parte A contiene i requisiti obbligatori internazionali; la Parte B è guidance che i Governi contraenti devono considerare. Nell’Unione europea, però, il Regolamento (CE) n. 725/2004 rende obbligatori specifici paragrafi della Parte B, inclusi standard dell’SSP e frequenze di drills ed exercises. Occorre quindi leggere insieme SOLAS XI-2, Parte A, Parte B, diritto UE, regole di bandiera e SSP approvato.

In sintesi
  • Il regime internazionale obbligatorio deriva da SOLAS XI-2 e dalla Parte A del Codice.
  • La Parte B è guidance a livello internazionale, ma nell’Unione europea alcuni suoi paragrafi sono resi obbligatori dal Regolamento (CE) n. 725/2004.
  • BMP e altra guidance di settore integrano l’applicazione operativa, senza diventare per questo testo dell’ISPS Code.

In sintesi

  • La Parte A è obbligatoria, la Parte B è raccomandatoria: molti numeri citati come obblighi ISPS stanno nella Parte B.
  • Safety e security sono discipline distinte, l'una dell'ISM e l'altra dell'ISPS, ma a bordo i due sistemi si sovrappongono.
  • L'antipirateria non sta nell'ISPS: le misure in transito vengono dalle BMP Maritime Security e da guidance separata.
Modulo 02

I ruoli chiave: CSO, SSO, PFSO

Obiettivo del modulo

Distinguere responsabilità, interfacce e limiti di CSO, SSO, PFSO, Comandante, Amministrazione e RSO, evitando di trasferire compiti fra nave, compagnia e port facility.

Il quadro ISPS si regge su tre figure chiave, ciascuna con un ambito di responsabilità distinto, che devono coordinarsi efficacemente per garantire la continuità della sicurezza dalla nave al porto.

Ruoli ISPS e confine fra attività tecniche delegabili e decisioni riservate (Parte A §4.3).
Ruoli ISPS e confine fra attività tecniche delegabili e decisioni riservate (Parte A §4.3).
Tabella 1 — I ruoli chiave: CSO, SSO, PFSO
RuoloAmbitoResponsabilità principale
CSO — Company Security OfficerTerra, per l'intera flottaAssicura SSA e sviluppo, approvazione, attuazione, mantenimento e modifica degli SSP delle navi identificate
SSO — Ship Security OfficerA bordo, per la singola naveImplementazione dello Ship Security Plan (SSP); addestramento dell'equipaggio; segnalazione di incidenti
PFSO — Port Facility Security OfficerPresso l'impianto portualeSicurezza dell'impianto; coordinamento con le navi in arrivo/partenza

Tabella 2.1 — I tre ruoli chiave del quadro ISPS.

Focus security — il coordinamento tra ruoli è spesso il punto debole

Le criticità più comuni nel quadro ISPS non nascono dall'assenza dei ruoli, ma da un coordinamento insufficiente tra loro: un SSO che non comunica tempestivamente con il PFSO all'arrivo in porto, o un CSO che non aggiorna gli SSO su minacce emergenti, indeboliscono l'intero sistema anche se ogni singolo ruolo è formalmente presidiato.

Ruoli e deleghe. Il CSO assicura SSA e sviluppo, approvazione, attuazione, mantenimento e modifica degli SSP delle navi identificate: l’ISPS non istituisce un piano security di compagnia equivalente all’SSP. Il PFSO opera per una port facility. Una RSO può assistere nella preparazione di PFSA/PFSP ma non approvarli; se prepara SSA o SSP non deve approvare lo stesso piano. I sei compiti del §4.3 restano non delegabili.

In sintesi
  • Il CSO assicura SSA e SSP per le navi identificate; l’ISPS non prevede un “piano security di compagnia” equivalente all’SSP.
  • Il PFSO opera per una port facility, non automaticamente per l’intero porto.
  • La delega a un RSO è limitata dalle decisioni riservate e dai requisiti d’indipendenza fra preparazione e approvazione.
Modulo 03

I livelli di sicurezza

Obiettivo del modulo

Comprendere chi stabilisce i security level, come si applicano nelle interfacce ship/port facility e quali poteri restano al Comandante.

Il quadro ISPS definisce tre livelli di sicurezza crescenti, che determinano l'intensità delle misure da applicare a bordo e presso l'impianto portuale in base al livello di minaccia percepito.

I tre livelli ISPS: l’autorità li fissa, la nave li applica e il Comandante conserva l’autorità XI-2/8.
I tre livelli ISPS: l’autorità li fissa, la nave li applica e il Comandante conserva l’autorità XI-2/8.
Tabella 2 — I livelli di sicurezza
LivelloImplicazioni operative tipiche
1 — NormaleMisure minime costantemente mantenute: controllo accessi, sorveglianza generale, verifica documentale
2 — IntensificatoMisure aggiuntive per un periodo limitato: maggiore frequenza di ronde, restrizioni di accesso più severe
3 — EccezionaleMisure massime per un periodo circoscritto, in risposta a un incidente probabile o imminente

Tabella 3.1 — I tre livelli di sicurezza e le loro implicazioni operative.

Focus security — il livello lo decide l'Amministrazione, non la nave

Il livello di sicurezza applicabile viene comunicato dall'Amministrazione di bandiera o dallo Stato costiero/portuale competente; la nave non decide autonomamente di innalzare o abbassare il livello, ma deve essere pronta ad applicare rapidamente le misure corrispondenti a ciascun livello, come previsto dal proprio SSP.

Chi decide il livello. L’Amministrazione fissa il security level della nave; in porto si applica il livello più alto eventualmente fissato dal Governo contraente competente. La nave e l’SSO applicano le misure comunicate, non dichiarano un nuovo livello. Il Comandante conserva la professional judgement e l’overriding authority della SOLAS XI-2/8 e può adottare misure temporanee necessarie, informando l’Amministrazione quando producono incoerenze con le istruzioni applicabili.

In sintesi
  • L’Amministrazione fissa il livello della nave; in porto prevale il livello più alto fissato dal Governo contraente competente.
  • Nave e SSO applicano le misure del livello comunicato, ma non dichiarano autonomamente un nuovo security level.
  • L’autorità professionale del Comandante resta protetta dalla SOLAS XI-2/8.
Modulo 04

Ship Security Assessment e Ship Security Plan

Obiettivo del modulo

Ricostruire il ciclo di governance dalla SSA all’SSP approvato, distinguendo accettazione, approvazione, attuazione, riesame e accesso controllato alle informazioni sensibili.

Ogni nave soggetta al Codice deve disporre di uno Ship Security Plan (SSP), sviluppato a partire da uno Ship Security Assessment (SSA) che ne identifica le vulnerabilità specifiche.

Dalla SSA accettata dalla compagnia all’SSP approvato in modo indipendente, attuato e riesaminato.
Dalla SSA accettata dalla compagnia all’SSP approvato in modo indipendente, attuato e riesaminato.

Cosa contiene tipicamente un SSP

  • Misure per prevenire l'introduzione di armi, dispositivi pericolosi o persone non autorizzate a bordo.
  • Procedure di controllo degli accessi, differenziate per i tre livelli di sicurezza.
  • Procedure di risposta a minacce specifiche, coerenti con le vulnerabilità identificate nell'SSA.
  • Modalità di comunicazione con CSO, PFSO e autorità competenti.
Focus security — l'SSP è un documento sensibile

A differenza di molta documentazione ISM, l'SSP contiene informazioni sulle vulnerabilità della nave che, se divulgate, potrebbero facilitare un atto ostile. Il Codice prevede quindi restrizioni sulla sua accessibilità, limitata al personale autorizzato.

Governance SSA–SSP. La SSA è documentata, riesaminata e accettata dalla compagnia. L’SSP che ne deriva è approvato dall’Amministrazione o da un RSO autorizzato e indipendente dalla sua preparazione, quindi attuato, provato e riesaminato. La riservatezza limita l’accesso alle sezioni sensibili, ma non sottrae tutto il piano ai controlli previsti dalla XI-2/9 e dalla Parte A.

In sintesi
  • La SSA è documentata, riesaminata e accettata dalla compagnia; l’SSP è approvato dall’Amministrazione o da un RSO indipendente autorizzato.
  • L’SSP è specifico della nave e deve essere mantenuto, protetto e aggiornato secondo il regime applicabile.
  • La riservatezza non rende il piano totalmente sottratto al controllo: l’accesso è limitato e regolato dalla XI-2/9 e dalla Parte A.
Modulo 05

Gli strumenti operativi: allarme di sicurezza e Declaration of Security

Obiettivo del moduloRiconoscere quando si attiva il sistema di allarme di sicurezza della nave e quando serve una Declaration of Security fra nave e impianto portuale.

Obiettivo del modulo

Distinguere finalità e gestione dello Ship Security Alert System dalla Declaration of Security e riconoscere le circostanze nelle quali una DoS può essere richiesta.

I moduli precedenti hanno definito chi risponde, a quali livelli e con quale piano. Restano due dispositivi che il quadro impone e che l’SSP deve saper attivare: uno tecnico, che serve quando la sicurezza della nave è già compromessa, e uno documentale, che serve nel momento in cui la nave e l’impianto portuale non stanno operando allo stesso livello.

Il sistema di allarme di sicurezza della nave

Il Ship Security Alert System (SSAS) è imposto dalla regola SOLAS XI-2/6, con gli standard di prestazione della risoluzione MSC.136(76), come emendata dalla MSC.147(77). È il requisito più caratteristico dell’intero regime di security, ed è anche quello più frequentemente frainteso, perché fa l’opposto di ciò che un allarme normalmente fa.

Tabella 3 — Il sistema di allarme di sicurezza della nave
Il sistema di allarme di sicurezza
Che cosa faTrasmette un allarme a un’autorità competente designata dall’Amministrazione di bandiera, identificando la nave, la sua posizione e segnalando che la sicurezza della nave è minacciata o è stata compromessa
Che cosa non faNon emette alcun segnale acustico o visivo a bordo; non allerta le navi vicine; non invia alcun segnale alle unità in zona. È un allarme covert per costruzione
Punti di attivazioneAlmeno due, di cui uno in plancia e almeno un altro in una posizione immediatamente accessibile
Protezione contro l’attivazione involontariaI punti devono essere progettati per non essere azionati per errore, ma senza chiave o codice che ne rallentino l’uso in emergenza

Tabella 5.1 — Il sistema di allarme di sicurezza secondo la regola SOLAS XI-2/6.

Tabella 4 — Il sistema di allarme di sicurezza della nave
NaveEntro quando
Costruita dal 1° luglio 2004Dotata fin dall’entrata in servizio
Costruita prima: navi passeggeri, comprese le unità veloci da passeggeriNon oltre il primo survey dell’impianto radio successivo al 1° luglio 2004
Costruita prima: petroliere, chimichiere, gasiere, bulk carrier e unità veloci da carico di 500 GT e oltreNon oltre il primo survey dell’impianto radio successivo al 1° luglio 2004
Costruita prima: altre navi da carico di 500 GT e oltre e unità mobili di perforazione offshoreNon oltre il primo survey dell’impianto radio successivo al 1° luglio 2006

Tabella 5.2 — Calendario di installazione del sistema di allarme di sicurezza.

Un allarme che si sente è un allarme che si spegne

La scelta di rendere l’SSAS silenzioso non è un dettaglio tecnico, è il punto. In uno scenario di dirottamento o di abbordaggio ostile, un allarme che squilla in plancia informa per primi coloro da cui ci si sta difendendo, e viene disattivato prima che serva a qualcosa. Da questa scelta discendono due conseguenze gestionali che ricadono interamente sulla compagnia. La prima: la catena di ricezione a terra deve essere reale e presidiata: qualcuno deve rispondere alle tre di notte, sapere quale nave è, e sapere chi chiamare. La seconda: il sistema va provato periodicamente, e ogni prova va concordata in anticipo con i destinatari dell’allarme — un test non annunciato attiva una risposta vera, con conseguenze proporzionate.

La Declaration of Security

La Declaration of Security (DoS), disciplinata dalla Parte A §5 del Codice, è l’accordo scritto fra una nave e un impianto portuale — o fra due navi — su chi adotta quali misure di sicurezza, e per quanto tempo. È lo strumento che si usa quando l’interfaccia non è simmetrica: il §5.1 affida ai Governi contraenti la determinazione dei casi in cui è richiesta, valutando il rischio che l’interfaccia nave-porto o l’attività nave-nave pone a persone, beni o ambiente.

Declaration of Security: le cinque circostanze del §5.2; il divario di livello è soltanto una di esse.
Declaration of Security: le cinque circostanze del §5.2; il divario di livello è soltanto una di esse.

Il §5.2 elenca le circostanze in cui è la nave a poterne chiedere il completamento.

Tabella 5 — La Declaration of Security
Circostanza (§5.2)Perché serve una DoS
La nave opera a un livello di sicurezza più alto dell’impianto portuale o dell’altra nave con cui si interfacciaÈ il caso tipico: il divario di livello va colmato da qualcuno, e la DoS dice da chi e come
Esiste un accordo fra Governi contraenti su una DoS per certi viaggi internazionali o per navi specificheObbligo che precede la valutazione della singola nave
C’è stata una minaccia o un incidente di sicurezza che coinvolge la nave o l’impianto portualeLe misure ordinarie non sono più sufficienti a definire l’interfaccia
La nave si trova in un porto non tenuto ad avere e attuare un piano di sicurezza approvatoManca la controparte pianificata: la DoS la surroga
La nave svolge operazioni nave-nave con un’unità non tenuta ad avere e attuare un SSP approvatoStesso principio, applicato al trasbordo

Tabella 5.3 — Le cinque circostanze in cui la nave può richiedere una Declaration of Security.

La DoS è completata, per la nave, dal comandante o dall’SSO, e per l’impianto portuale dal PFSO o, se il Governo contraente dispone diversamente, da altro organismo responsabile della sicurezza a terra (§5.4). Il periodo minimo di conservazione è fissato dai Governi contraenti per gli impianti portuali situati nel proprio territorio e dalle Amministrazioni per le navi di bandiera (§§5.6-5.7): non è un termine uniforme, va verificato caso per caso.

È il momento in cui i tre livelli smettono di essere teoria

Nel Modulo 03 i livelli di sicurezza sono uno schema ordinato. La DoS è il punto in cui quello schema incontra la realtà di un porto che opera al livello 1 mentre la nave, per istruzione della propria Amministrazione, sta al livello 2. Da quel momento le misure aggiuntive non sono più «previste dall’SSP» in astratto: sono un elenco firmato da due persone con nome e cognome, con l’indicazione di chi fa che cosa e fino a quando. Ed è anche il documento che, in una ispezione successiva o dopo un incidente, dimostra che il divario di livello era stato riconosciuto e gestito, invece di essere semplicemente subito.

Due strumenti distinti. Uso e prova dell’SSAS seguono SSP approvato, istruzioni dell’Amministrazione e guidance applicabile: XI-2/6 non fissa una cadenza universale. La DoS può essere richiesta per cinque circostanze del §5.2 — livello più alto, incidente o minaccia, port facility non normalmente soggetta, interfaccia con nave non soggetta o ship-to-ship — non soltanto per un disallineamento dei livelli.

In sintesi
  • L’SSAS trasmette un allarme covert verso terra senza generare un allarme a bordo.
  • Frequenze e modalità di prova dipendono da SSP, Amministrazione e guidance applicabile: la XI-2/6 non stabilisce un unico intervallo universale.
  • La DoS attribuisce responsabilità nell’interfaccia e non è limitata al solo disallineamento dei security level.

In sintesi

  • L'allarme di sicurezza è covert per costruzione: non suona a bordo, ma trasmette a un'autorità competente.
  • La catena di ricezione a terra va presidiata e ogni prova del sistema va concordata in anticipo con i destinatari dell'allarme.
  • La Declaration of Security mette per iscritto chi adotta quali misure di sicurezza all'interfaccia, e per quanto tempo.
Modulo 06

Il Continuous Synopsis Record e la documentazione

Obiettivo del modulo

Distinguere il Continuous Synopsis Record previsto dalla SOLAS XI-1/5 dai record ISPS e individuare quali registrazioni devono essere protette e rese disponibili.

Il Continuous Synopsis Record (CSR) è un documento che accompagna la nave per tutta la sua vita operativa, riportando la storia della sua identità, proprietà e gestione, incluso ogni cambiamento di bandiera, proprietario, gestore o società di classificazione. Serve a garantire tracciabilità storica a fini di sicurezza. È emesso esclusivamente dall’Amministrazione di bandiera, si applica alle navi passeggeri e alle navi da carico di 500 GT e oltre impiegate in viaggi internazionali, ed è obbligatorio dal 1° luglio 2004.

Il CSR non è un documento ISPS

È l’equivoco più comune su questo documento, e ha una conseguenza pratica: chi lo cerca nel Codice non lo trova. Il CSR discende dalla regola SOLAS XI-1/5, cioè dal capitolo XI-1, non dal capitolo XI-2 e non dall’ISPS Code. Nasce dallo stesso pacchetto di emendamenti del dicembre 2002 ed entra in vigore lo stesso giorno, ma è un obbligo autonomo, con un proprio regime di emissione e di modifica. Un ISSC scaduto e un CSR incompleto sono due carenze di natura diversa, sollevate su basi diverse.

Documentazione essenziale in ambito ISPS

Tabella 6 — Documentazione essenziale in ambito ISPS
DocumentoFunzione
ISSC — International Ship Security CertificateCertifica la conformità della nave al Codice
SSP — Ship Security PlanPiano operativo di sicurezza della nave (documento sensibile)
CSR — Continuous Synopsis RecordStorico di identità, bandiera e gestione della nave
Registro delle attività di sicurezzaLog delle attività ISPS svolte a bordo (esercitazioni, controlli, incidenti)

Tabella 6.1 — Documentazione essenziale in ambito ISPS.

Record e CSR. La Parte A §10 richiede registrazioni di training, drills ed exercises; minacce, incidenti e breaches; cambi di livello; comunicazioni rilevanti; audit e riesami; revisioni di SSA/SSP; emendamenti; manutenzione, calibrazione e prova delle apparecchiature, SSAS incluso. Il CSR resta invece un documento autonomo della SOLAS XI-1/5, non un documento emesso dall’ISPS.

In sintesi
  • Il CSR è un documento SOLAS separato che conserva la storia identificativa e gestionale della nave.
  • I record ISPS richiesti dalla Parte A §10 riguardano, fra l’altro, addestramento, incidenti, violazioni, cambi di livello, comunicazioni e verifiche.
  • Registrazioni cartacee ed elettroniche devono essere protette da accessi, modifiche e divulgazioni non autorizzate.
Modulo 07

Certificazione, verifica e controllo

Obiettivo del modulo

Spiegare il ciclo ISSC e Interim ISSC e distinguere verifica di certificazione, controllo SOLAS XI-2/9 e strumenti di verifica remota.

Il modulo precedente ha elencato i documenti. Questo riguarda il loro ciclo di vita: chi verifica la nave, con quale cadenza, quali poteri possono essere delegati a un soggetto privato e quali no, e che cosa succede quando in un porto qualcuno ritiene che la nave non sia conforme.

Il ciclo di vita dell’ISSC

La Parte A §19 disciplina verifica e certificazione con uno schema che chi ha seguito il corso ISM riconoscerà: è lo stesso impianto del DOC e dell’SMC, applicato alla security.

Ciclo ISSC e misure proporzionate della XI-2/9, con soglia dell’espulsione e guidance 2026 sulle verifiche remote.
Ciclo ISSC e misure proporzionate della XI-2/9, con soglia dell’espulsione e guidance 2026 sulle verifiche remote.
Tabella 7 — Il ciclo di vita dell’ISSC
VerificaQuando
InizialePrima che la nave entri in servizio o prima del primo rilascio dell’ISSC: verifica completa del sistema di sicurezza e dell’SSP approvato
IntermediaAlmeno una, fra il secondo e il terzo anniversario del certificato
AggiuntiveNei casi determinati dall’Amministrazione
Di rinnovoA intervalli non superiori a cinque anni

Tabella 7.1 — Le verifiche dell’ISSC secondo la Parte A §19.

L’ISSC provvisorio ha una disciplina propria, e più stretta di quella del DOC provvisorio dell’ISM: vale al massimo sei mesi — o fino al rilascio del certificato definitivo, se anteriore — non può essere prorogato, e non può essere rilasciato consecutivamente quando ciò servirebbe a rinviare la piena conformità.

Il parallelo con il DOC e l’SMC regge fino a un punto

Cinque anni di validità, verifica intermedia fra il secondo e il terzo anniversario, provvisorio per le situazioni transitorie: lo schema è lo stesso già visto per la certificazione ISM, e questo aiuta a memorizzarlo. La differenza sta nel provvisorio. Il DOC provvisorio dell’ISM può arrivare a dodici mesi e l’SMC provvisorio è prorogabile di altri sei; l’ISSC provvisorio non è prorogabile affatto, e il Codice chiude esplicitamente la porta al rilascio in serie. Una nave che cambia bandiera o gestore ha sei mesi, non di più, per arrivare alla certificazione piena.

Chi verifica: le organizzazioni di sicurezza riconosciute

La Parte A §4.3 consente ai Governi contraenti di delegare a una Recognized Security Organization (RSO) parte dei propri compiti in materia di sicurezza — l’approvazione dell’SSP e le verifiche della nave sono tipicamente fra questi. Ma la delega ha un limite tassativo, ed è l’elenco di ciò che non può essere delegato.

Tabella 8 — Chi verifica: le organizzazioni di sicurezza riconosciute
Non delegabile a una RSO (§4.3)
Fissare il livello di sicurezza applicabile
Approvare una valutazione di sicurezza di un impianto portuale e le sue successive modifiche
Determinare quali impianti portuali devono designare un PFSO
Approvare un piano di sicurezza di un impianto portuale e le sue successive modifiche
Esercitare le misure di controllo e conformità ai sensi della regola XI-2/9
Stabilire i requisiti della Declaration of Security

Tabella 7.2 — I sei poteri che restano allo Stato.

Focus security — la linea passa fra la nave e il porto, non fra pubblico e privato

Leggendo l’elenco si nota una simmetria: tutto ciò che riguarda la nave — approvare l’SSP, verificare, certificare — è delegabile; quasi tutto ciò che riguarda l’impianto portuale e l’esercizio di un potere autoritativo non lo è. È una scelta coerente: il piano di una nave è un documento tecnico che un organismo qualificato può valutare, mentre fissare il livello di sicurezza di un Paese, decidere quali porti sono soggetti al Codice o fermare una nave sono atti di sovranità.

Il controllo: la regola XI-2/9

Il regime di controllo della security è distinto dal Port State Control ordinario, e vive nella regola SOLAS XI-2/9. Il presupposto è lo stesso del PSC — i clear grounds, cioè elementi che facciano ritenere la nave non conforme — ma la scala delle misure arriva più in alto.

Tabella 9 — Il controllo: la regola XI-2/9
MisuraEffetto
Ispezione della naveVerifica in loco delle misure di sicurezza applicate
Ritardo della naveLa partenza è sospesa fino alla rettifica
Fermo (detention)La nave non lascia il porto
Restrizione delle operazioniComprese le operazioni commerciali in banchina
Limitazione dei movimenti in portoAssegnazione a un ormeggio determinato o divieto di spostamento
Espulsione dal portoLa misura estrema: la nave viene allontanata

Tabella 7.3 — Le misure di controllo e conformità della regola XI-2/9.

Prima dell’ingresso in porto, inoltre, alla nave possono essere richieste informazioni che il PSC ordinario non chiede: oltre ai dati dell’ISSC e del suo rilascio, l’elenco delle ultime dieci port facility visitate e le misure di sicurezza speciali o aggiuntive adottate in ciascuna, comprese quelle relative a eventuali operazioni nave-nave svolte nel periodo.

Le dieci port facility si preparano prima, non al momento della richiesta

È la disposizione che coglie di sorpresa la prima volta, e ha una conseguenza documentale precisa. Il registro delle attività di sicurezza a bordo — quello che il modulo precedente elenca fra i documenti essenziali — non serve solo a dimostrare che le prove sono state fatte: serve a rispondere a questa domanda. Va quindi tenuto in modo da poter ricostruire, scalo per scalo, quale impianto portuale, a quale livello di sicurezza, con quali misure aggiuntive e se sono state svolte operazioni nave-nave. Un registro compilato per l’audit interno, ma non strutturato per scalo, obbliga a ricostruire dieci porti a memoria mentre l’autorità aspetta.

Controllo proporzionato. Le misure XI-2/9 non sono una scala automatica: dipendono da clear grounds, gravità e informazioni disponibili. L’espulsione è ammessa solo quando vi siano ragionevoli motivi per ritenere che la nave ponga una minaccia immediata e nessun altro mezzo appropriato. Le informazioni pre-arrival non equivalgono a un unico elenco standard. La MSC-MEPC.5/Circ.17 (2026) disciplina la valutazione dell’uso di metodi remoti nelle verifiche.

In sintesi
  • Il ciclo ISSC comprende verifica iniziale, intermedia e di rinnovo; l’Interim ISSC è temporaneo e non può diventare un modo per eludere la conformità piena.
  • Le misure XI-2/9 sono selezionate in modo proporzionato: non costituiscono una scala automatica e sequenziale.
  • L’expulsion richiede una minaccia immediata e l’assenza di altri mezzi appropriati; la guida 2026 disciplina anche verifiche remote ammissibili.
Modulo 08

Esercitazioni e addestramento

Obiettivo del modulo

Collegare drills, exercises, familiarizzazione e qualifiche STCW alla corretta fonte normativa e al regime internazionale o unionale applicabile.

Come per la safety, anche la security richiede esercitazioni periodiche che mantengano l'equipaggio pronto a reagire efficacemente, e non solo formalmente consapevole delle procedure scritte.

Tipologie di esercitazione tipiche

  • Esercitazioni di controllo accessi e verifica documentale in condizioni simulate.
  • Simulazioni di innalzamento del livello di sicurezza, con verifica della prontezza delle misure aggiuntive.
  • Esercitazioni di risposta a scenari specifici (intrusione, minaccia bomba, tentativo di imbarco non autorizzato).
  • Addestramento generale di security awareness per tutto l'equipaggio, non solo per l'SSO.

Le frequenze: cosa impone la Parte A e cosa raccomanda la Parte B

È il punto in cui la distinzione fra le due parti del Codice diventa concreta. La Parte A, §13.4, impone soltanto che le prove siano svolte a intervalli appropriati, tenendo conto del tipo di nave, dei cambi di equipaggio, degli impianti portuali da visitare e delle altre circostanze rilevanti; il §13.5 chiede al CSO di partecipare a esercitazioni a intervalli appropriati. I numeri che tutti citano stanno invece nella Parte B.

Tabella 10 — Le frequenze: cosa impone la Parte A e cosa raccomanda la Parte B
AttivitàCosa dice la Parte A (obbligatoria)Cosa raccomanda la Parte B
Prove (drills)§13.4 — «a intervalli appropriati»§13.6 — almeno una ogni tre mesi; inoltre, se oltre il 25% dell’equipaggio è cambiato in una sola volta con personale che non ha partecipato ad alcuna prova su quella nave negli ultimi tre mesi, una prova entro una settimana dal cambio
Esercitazioni (exercises)§13.5 — partecipazione del CSO «a intervalli appropriati»§13.7 — almeno una per anno solare, con non più di 18 mesi fra l’una e l’altra

Tabella 8.1 — Frequenze di prove ed esercitazioni: obbligo e raccomandazione a confronto.

Nel regime UE le frequenze della Parte B sono obbligatorie

La Parte A usa la formula «a intervalli appropriati»; il Regolamento (CE) n. 725/2004 rende però obbligatori nell’UE i §§B/13.6 e B/13.7. Fuori da quel perimetro vanno verificate le regole di bandiera e l’SSP approvato.

Le qualifiche: dove la formazione security diventa certificata

Gli emendamenti di Manila del 2010 alla Convenzione STCW hanno introdotto due regole distinte, con la VI/5 in vigore dal 1° gennaio 2008 e la VI/6 dal 1° gennaio 2012, che il quadro ISPS presuppone ma non contiene.

Tabella 11 — Le qualifiche: dove la formazione security diventa certificata
RegolaA chi si applicaCosa richiede
STCW VI/5Chi è designato Ship Security OfficerCertificato di competenza specifico
STCW VI/6 — compiti di sicurezza designatiChi ha compiti di sicurezza assegnati nell’SSP, incluse le misure antipirateriaAddestramento dedicato e relativo certificato
STCW VI/6 — security awarenessTutto il resto dell’equipaggio, in qualsiasi qualifica, senza compiti designatiFormazione o istruzione di consapevolezza security

Tabella 8.2 — Le qualifiche security introdotte dagli emendamenti di Manila 2010.

Focus security — la consapevolezza generale conta quanto la procedura specialistica

Un equipaggio in cui solo l'SSO conosce realmente le procedure di sicurezza, mentre il resto del personale le ignora, è vulnerabile quanto un equipaggio senza SSP: la sicurezza reale richiede una consapevolezza diffusa, non concentrata in una sola figura.

Frequenze e qualifiche. La Parte A richiede intervalli appropriati; nell’UE i §§B/13.6 e B/13.7 sono obbligatori: drill almeno ogni tre mesi e nei casi di cambio equipaggio previsti, exercise almeno ogni anno solare con massimo 18 mesi fra due esercitazioni. La regola STCW VI/5 per SSO nasce dagli emendamenti 2006, in vigore dal 2008; Manila ha introdotto la VI/6, in vigore dal 2012.

In sintesi
  • La Parte A richiede drills a intervalli appropriati; nell’UE le frequenze dei paragrafi B/13.6 e B/13.7 sono rese obbligatorie dal Regolamento (CE) n. 725/2004.
  • I requisiti STCW per SSO risalgono agli emendamenti entrati in vigore nel 2008; la Manila 2010 ha introdotto VI/6 per awareness e designated security duties dal 2012.
  • L’SSP approvato può rendere vincolanti per la nave cadenze e modalità operative più specifiche.
Modulo 09

Aree di elevato rischio security

Obiettivo del modulo

Separare la SSA dell’ISPS dalla valutazione di minaccia e rischio del viaggio e usare fonti geografiche e operative aggiornate per decidere le misure BMP.

Alcune aree geografiche presentano storicamente un profilo di rischio security più elevato, richiedendo misure aggiuntive specifiche durante il transito. Queste misure non vengono dall’ISPS Code, che non le contiene: vengono da un corpo di guidance di settore, oggi consolidato nelle BMP Maritime Security, la cui prima edizione del marzo 2025 ha ritirato le BMP5 e riunito in un unico documento le guide regionali fino ad allora separate; l’aggiornamento del 2026 vi ha aggiunto una sezione sull’abbordaggio da parte di attivisti.

È stata rimossa la specifica HRA piracy, non ogni geografia operativa

La Indian Ocean piracy HRA è stata rimossa il 1° gennaio 2023. Restano però VRA, corridoi, aree di minaccia e advisory dinamici pubblicati da autorità e coalizioni. Per ogni viaggio serve una voyage threat and risk assessment aggiornata, distinta dalla SSA ISPS che fonda l’SSP.

Dalla specifica piracy HRA agli advisory dinamici e alla voyage assessment, distinta dalla SSA ISPS.
Dalla specifica piracy HRA agli advisory dinamici e alla voyage assessment, distinta dalla SSA ISPS.
Focus security — la situazione delle aree a rischio cambia nel tempo

Il profilo di rischio delle diverse aree geografiche non è statico: evolve con la situazione politica, militare ed economica locale. Prima di ogni transito in un'area storicamente sensibile, è essenziale consultare gli avvisi aggiornati di organismi competenti (come UKMTO, IMB, o i bollettini della propria Amministrazione di bandiera), non affidarsi a informazioni datate.

Geografia dinamica. La specifica Indian Ocean piracy HRA è stata rimossa nel 2023, ma restano VRA, corridoi, aree di minaccia e advisory dinamici. BMP Maritime Security richiede una voyage threat and risk assessment aggiornata per ciascun viaggio: è distinta dalla Ship Security Assessment della Parte A §8 che fonda l’SSP.

In sintesi
  • La rimozione della precedente piracy HRA non ha eliminato il rischio né ogni advisory geografico o corridoio operativo.
  • La valutazione del viaggio deve essere dinamica, route-specific e alimentata da avvisi e reporting correnti.
  • Tale valutazione integra l’SSP e le BMP, ma non sostituisce né coincide con la SSA della nave.
Modulo 10

Risposta a un evento di sicurezza

Obiettivo del moduloRiconoscere il percorso di escalation di un evento di sicurezza e le responsabilità che l'equipaggio deve avere chiare in quel momento.

Obiettivo del modulo

Applicare un modello di risposta coerente con SSP, autorità del Comandante e competenze delle autorità, senza trasformare una buona pratica in una sequenza normativa inesistente.

La capacità di reagire in modo ordinato ed efficace a un evento di sicurezza dipende dalla chiarezza del percorso di escalation e dalla familiarità dell'equipaggio con le proprie responsabilità in quel momento.

Rami paralleli di risposta secondo SSP: protezione, comunicazioni, SSAS, misure, evidenze e riesame.
Rami paralleli di risposta secondo SSP: protezione, comunicazioni, SSAS, misure, evidenze e riesame.

I principi guida della risposta

  • Rilevare e segnalare tempestivamente qualunque anomalia sospetta, anche minima.
  • Attivare l'SSO, che valuta la gravità e coordina la risposta a bordo.
  • Informare CSO, PFSO e autorità secondo l’SSP; applicare il livello comunicato dall’autorità competente.
  • Coordinarsi con le autorità competenti (PFSO, autorità portuali, forze dell'ordine).
  • Conservare evidenze e registrazioni; condurre il riesame post-evento previsto da SSP, SMS e guidance applicabile.

Risposta non lineare. Protezione di persone e nave secondo SSP e autorità del Comandante, comunicazioni a SSO/CSO/PFSO e autorità, eventuale attivazione covert dell’SSAS e misure fisiche possono procedere in parallelo. La nave non innalza autonomamente il livello. Evidenze, reporting e riesame post-evento seguono SSP, SMS e guidance applicabile; il debrief è buona pratica, non una sequenza prescritta dal Codice.

In sintesi
  • Protezione di persone e nave, comunicazioni, coordinamento e applicazione dell’SSP possono procedere in parallelo secondo lo scenario.
  • L’SSO non innalza il security level: un nuovo livello è comunicato dall’autorità competente.
  • Conservazione delle evidenze, reporting e riesame post-evento seguono SSP, SMS e guidance applicabile.

In sintesi

  • Anche un'anomalia sospetta minima va rilevata e segnalata tempestivamente.
  • L'SSO valuta la gravità e coordina a bordo; il CSO va notificato e, se necessario, si innalza il livello secondo l'SSP.
  • La risposta include il coordinamento con PFSO, autorità portuali e forze dell'ordine e un debrief post-evento.
Modulo 11

La convergenza tra sicurezza fisica e cyber security

Obiettivo del modulo

Integrare physical e cyber security distinguendo la base ISPS, il requisito ISM/SMS della MSC.428(98), la guidance IMO corrente e le IACS UR E26/E27.

La crescente digitalizzazione della nave rende sempre più labile il confine tra sicurezza fisica e sicurezza informatica: un accesso fisico non autorizzato può abilitare un attacco cyber, e un attacco cyber può avere conseguenze fisiche dirette.

Convergenza fisico-cyber: ISPS, gestione ISM/SMS, guidance IMO Rev.4 e requisiti di classe IACS E26/E27.
Convergenza fisico-cyber: ISPS, gestione ISM/SMS, guidance IMO Rev.4 e requisiti di classe IACS E26/E27.

Perché questa convergenza è rilevante per l'ISPS

La risoluzione IMO MSC.428(98), adottata dal Comitato per la sicurezza marittima nel giugno 2017, chiede alle Amministrazioni di assicurare che i rischi cyber siano adeguatamente affrontati nell'ambito del Safety Management System non oltre la prima verifica annuale del Document of Compliance della compagnia successiva al 1° gennaio 2021. Le implicazioni si estendono naturalmente anche alla pianificazione di sicurezza ISPS: un accesso fisico incontrollato a sale apparati o postazioni di controllo può rappresentare la porta d'ingresso più semplice per un attacco cyber, indipendentemente da quanto sofisticate siano le difese informatiche.

Tabella 12 — Perché questa convergenza è rilevante per l'ISPS
StrumentoNaturaDa quando
Risoluzione MSC.428(98)Gestione del rischio cyber dentro l'SMS dell'ISM CodePrima verifica annuale del DOC dopo il 1° gennaio 2021
MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4Linee guida IMO sulla gestione del rischio cyber marittimo — raccomandazioni di alto livello ed elementi funzionaliRevisione in vigore
IACS UR E26cyber resilience of shipsRequisito unificato di classe sulla nave come sistemaNavi contrattualizzate dal 1° luglio 2024
IACS UR E27cyber resilience of on-board systems and equipmentRequisito unificato di classe sui singoli sistemi e apparatiNavi contrattualizzate dal 1° luglio 2024

Tabella 11.1 — Il quadro cyber applicabile: dalla gestione del rischio ai requisiti di progetto.

Dal 2024 il cyber non è più solo gestione del rischio

Per i primi anni l'unico obbligo è stato quello della MSC.428(98): trattare il rischio cyber dentro l'SMS, con la flessibilità tipica di un sistema di gestione. Le IACS UR E26 ed E27 cambiano la natura dell'obbligo. Sono requisiti unificati di classe, applicabili alle navi contrattualizzate per la costruzione dal 1° luglio 2024, e riguardano il progetto: segmentazione delle reti, controllo degli accessi ai sistemi di bordo, capacità di recupero. Per una compagnia questo significa che, sulle nuove costruzioni, la parte cyber non si scrive più solo in una procedura: si verifica in cantiere, e la classe la certifica.

Focus security — la security awareness moderna include il digitale

Un equipaggio formato solo sulla sicurezza fisica tradizionale (controllo accessi, sorveglianza) ma privo di consapevolezza sui rischi cyber lascia scoperta una superficie di attacco crescente. La formazione di security awareness più efficace oggi integra entrambe le dimensioni.

Tre piani normativi. La MSC.428(98) tratta il cyber risk attraverso ISM/SMS e non modifica l’ISPS. La MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4 è la guidance IMO corrente. Le IACS UR E26/E27 sono requisiti di classe nel proprio campo di applicazione e non creano un certificato cyber universale.

In sintesi
  • MSC.428(98) opera attraverso il Safety Management System ISM e non modifica direttamente l’ISPS Code.
  • MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4 è il riferimento IMO corrente ad agosto 2026.
  • E26/E27 sono requisiti unificati di classe nel proprio campo applicativo, non un certificato cyber universale né una nuova parte dell’ISPS.
Modulo 12

ISPS e gli altri sistemi di controllo

Obiettivo del modulo

Distinguere controllo security XI-2/9, PSC ordinario, vetting e ISM/SMS, riconoscendone interfacce senza confonderne autorità, certificati e conseguenze.

Come l'ISM Code, anche il quadro ISPS si intreccia con gli altri sistemi di controllo visti nei corsi precedenti.

Tabella 13 — ISPS e gli altri sistemi di controllo
SistemaRelazione con l'ISPS
Port State ControlUn ISSC scaduto o carenze security gravi possono comportare fermo della nave, analogamente a carenze ISM
VettingAlcuni programmi di vetting includono elementi di security nella propria valutazione (si veda TMSA, elemento dedicato alla maritime security)
ISM CodeI due sistemi condividono spesso infrastrutture documentali e canali di reporting a bordo, pur restando concettualmente distinti

Tabella 12.1 — Relazione dell'ISPS Code con altri sistemi di controllo.

Sistemi coordinati, basi distinte. ISPS, ISM/SMS, SOLAS, STCW, controlli PSC e guidance di settore si incrociano ma non sono intercambiabili. Per navigare le conseguenze nel Port State Control è disponibile la mappa formativa PSC Easy Maps.

In sintesi
  • XI-2/9 è un regime speciale esercitato da duly authorised officers; non coincide con una normale escalation PSC.
  • Vetting e TMSA possono valutare maturità e pratica, ma non approvano l’SSP e non rilasciano l’ISSC.
  • Processi condivisi con l’ISM non annullano le diverse basi giuridiche e la protezione delle informazioni security.
Modulo 13

La cultura della security awareness

Obiettivo del moduloRiconoscere perché la security dipende dalla cultura organizzativa e quali comportamenti costruiscono una consapevolezza diffusa.

Obiettivo del modulo

Collegare consapevolezza, compiti assegnati, familiarizzazione e fattore umano ai requisiti STCW e alle responsabilità operative previste dall’SSP.

Come per la safety, anche la security dipende in larga misura dalla cultura organizzativa: procedure scritte senza consapevolezza diffusa producono conformità solo apparente.

Costruire una cultura di security awareness efficace

  • Formazione periodica e non solo all'imbarco, con aggiornamenti su minacce emergenti.
  • Segnalazione facilitata di comportamenti o situazioni sospette, senza timore di apparire eccessivamente cauti.
  • Coerenza tra le procedure dichiarate e la pratica quotidiana (un controllo accessi rigoroso solo quando arriva un'ispezione non costruisce sicurezza reale).
Focus security — la sicurezza percepita come inutile fastidio è la più fragile

Un equipaggio che percepisce le procedure di sicurezza come un mero adempimento burocratico tenderà ad applicarle in modo superficiale proprio nei momenti in cui servirebbero di più. Spiegare il «perché» delle misure, non solo il «come», rafforza l'adesione reale.

In sintesi
  • La security awareness riguarda tutti i marittimi, mentre chi ha designated security duties necessita della preparazione specifica prevista dalla STCW VI/6.
  • Una cultura efficace rende riconoscibili anomalie, canali di reporting e responsabilità senza divulgare informazioni sensibili.
  • Awareness e comportamento sostengono, ma non sostituiscono, controlli, addestramento, record e autorità formali.

In sintesi

  • Un controllo accessi rigoroso solo quando arriva un'ispezione non costruisce sicurezza reale.
  • La formazione va ripetuta nel tempo, non fatta solo all'imbarco, e aggiornata sulle minacce emergenti.
  • Spiegare il «perché» delle misure, e non solo il «come», rafforza l'adesione reale dell'equipaggio.
Modulo 14

Tendenze emergenti

Obiettivo del modulo

Distinguere gli aggiornamenti già applicabili dalle proposte di revisione e valutare come minacce evolute incidano su guidance, assessment e procedure senza inventare nuovi obblighi ISPS.

Il quadro della maritime security continua a evolvere in risposta a minacce nuove ed emergenti.

Direzioni da osservare

  • La guidance antipirateria si è consolidata. Dal marzo 2025 le BMP Maritime Security sostituiscono le BMP5 e raccolgono in un unico documento le guide regionali fino ad allora separate; l'aggiornamento del 2026 ha aggiunto una sezione sull'abbordaggio da parte di attivisti.
  • La geografia del rischio si è ridisegnata. La High Risk Area dell'Oceano Indiano è stata rimossa alle 00:01 UTC del 1° gennaio 2023, dopo l'annuncio del 22 agosto 2022: resta la Voluntary Reporting Area di UKMTO e resta l'obbligo di una valutazione del rischio per ogni viaggio. Un SSA che ragiona ancora per «aree ad alto rischio» predefinite descrive una mappa che non esiste più.
  • Il cyber è entrato nelle regole di costruzione. Le IACS UR E26 ed E27 sulla cyber resilience di nave e di sistemi di bordo si applicano alle navi contrattualizzate dal 1° luglio 2024: non più solo gestione del rischio nell'SMS, ma requisiti di progetto verificati dalla classe.
  • Le linee guida IMO sul rischio cyber sono alla quarta revisione (MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4), e restano il riferimento con cui si costruisce la parte cyber dell'SSA.
Focus security — la minaccia cambia più velocemente della procedura scritta

Un piano di sicurezza redatto alcuni anni fa può non riflettere più adeguatamente le minacce attuali. La revisione periodica dello Ship Security Assessment, non solo la sua esistenza formale, è ciò che mantiene l'SSP realmente utile nel tempo.

Stato al 2026. MSC 111 ha sostenuto ulteriori valutazioni dell’ISPS rispetto a minacce evolute, ma non ha modificato il Codice né reso obbligatorie nuove misure. Rev.4 cyber, MSC-MEPC.5/Circ.17 e BMP Maritime Security 2026 sono sviluppi applicativi o di guidance, non emendamenti già incorporati nel testo obbligatorio ISPS.

In sintesi
  • BMP Maritime Security 2026, MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4 e MSC-MEPC.5/Circ.17 sono sviluppi correnti da recepire nel rispettivo perimetro.
  • MSC 111 ha sostenuto ulteriori valutazioni sull’ISPS, ma non ha ancora modificato il testo obbligatorio del Codice.
  • Minacce dinamiche richiedono fonti aggiornate e riesame delle misure, non l’attribuzione anticipata di requisiti futuri.

Glossario degli acronimi

Tabella 14 — Glossario degli acronimi
SiglaDefinizione
BMPBest Management Practices — dal marzo 2025 BMP Maritime Security, guidance di settore in transito
CSOCompany Security Officer
CSRContinuous Synopsis Record (SOLAS XI-1/5)
DoSDeclaration of Security (ISPS Parte A §5)
IMBInternational Maritime Bureau
ISPSInternational Ship and Port Facility Security Code
ISSCInternational Ship Security Certificate
PFSOPort Facility Security Officer
RSORecognized Security Organization (ISPS Parte A §4.3)
SSAShip Security Assessment
SSASShip Security Alert System (SOLAS XI-2/6)
SSOShip Security Officer
SSPShip Security Plan
UKMTOUnited Kingdom Maritime Trade Operations

Riferimenti e fonti

Elenco consolidato delle fonti citate. Aggiornato ad agosto 2026; consultare sempre il testo ufficiale in vigore e gli avvisi aggiornati per le aree a rischio.

Tabella 15 — Riferimenti e fonti
FonteAmbito
SOLAS capitolo XI-2Base normativa dell'ISPS Code: livelli di sicurezza, obblighi della compagnia, sistema di allarme di sicurezza (reg. 6), misure di controllo e conformità (reg. 9)
SOLAS regola XI-1/5Continuous Synopsis Record — capitolo XI-1, non XI-2
ISPS Code, Parte A (obbligatoria)§§1.2-1.3 obiettivi e requisiti funzionali; §4.3 organizzazioni di sicurezza riconosciute; §5 Declaration of Security; §13 addestramento, prove ed esercitazioni; §19 verifica e certificazione
ISPS Code, Parte B (guidance internazionale; overlay UE)Guidance di attuazione; specifici paragrafi, inclusi B/13.6 e B/13.7, sono obbligatori nell’UE per il Regolamento (CE) n. 725/2004
Conferenza SOLAS, Londra 9-13 dicembre 2002Adozione del capitolo XI-2 e del Codice; entrata in vigore 1° luglio 2004
STCW, regole VI/5 e VI/6VI/5 per SSO dagli emendamenti 2006, in vigore dal 2008; VI/6 Manila per awareness e compiti designati, in vigore dal 2012
Risoluzioni MSC.136(76) e MSC.147(77)Standard di prestazione del sistema di allarme di sicurezza della nave
Risoluzione MSC.428(98) (giugno 2017)Gestione del rischio cyber nell'SMS, non oltre la prima verifica annuale del DOC successiva al 1° gennaio 2021
MSC-FAL.1/Circ.3/Rev.4Linee guida IMO sulla gestione del rischio cyber marittimo
IACS UR E26 ed E27Cyber resilience della nave e dei sistemi di bordo, per navi contrattualizzate dal 1° luglio 2024
BMP Maritime Security (1ª ed., marzo 2025)Guidance di settore consolidata contro pirateria e minacce in transito; sostituisce le BMP5
UKMTO / IMBAvvisi aggiornati e reporting; Voluntary Reporting Area
Guide to Maritime Security and the ISPS Code, edizione 2021 (IMO)Compendio di risoluzioni e circolari in materia di maritime security
Codice di condotta ILO/IMO sulla sicurezza nei porti (2004)Sicurezza dell'area portuale più ampia, a complemento dell'ISPS
Materiale divulgativo

Questo corso è materiale didattico a scopo formativo e non costituisce certificazione professionale né titolo abilitante. Leggi le avvertenze complete.