EEXI · CII · IMO Net-Zero Framework · EU ETS · FuelEU Maritime
Obiettivo del moduloCollocare gli strumenti globali e regionali nei checkpoint della Strategia IMO 2023, distinguendo obiettivi strategici, requisiti in vigore e misure non ancora adottate.
La decarbonizzazione del trasporto marittimo internazionale muove dalla 2023 IMO Strategy on Reduction of GHG Emissions from Ships, che ha rivisto al rialzo l'ambizione della strategia iniziale del 2018. Il testo fissa un obiettivo di riduzione dell'intensità di carbonio del trasporto marittimo internazionale di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 2008, con l'ambizione di raggiungere emissioni nette pari a zero «by or around, i.e. close to» il 2050. Accanto all'intensità, la Strategia indica checkpoint sulle emissioni totali: almeno −20%, con sforzo verso −30%, entro il 2030, e almeno −70%, con sforzo verso −80%, entro il 2040, sempre rispetto al 2008. E fissa un terzo livello di ambizione che si dimentica spesso: entro il 2030 le tecnologie, i combustibili e le fonti energetiche a zero o quasi zero emissioni dovrebbero rappresentare almeno il 5%, con sforzo verso il 10%, dell'energia usata dal settore.

La Strategia non impone nulla a una nave: fissa l'ambizione e i checkpoint, e lascia agli strumenti che ne derivano il compito di tradurli in obblighi verificabili nave per nave. È la distinzione da tenere ferma per tutto il corso — cercare nel testo della Strategia il requisito applicabile a una singola nave significa cercarlo dove non è.
| Strumento | Natura | Stato ad agosto 2026 |
|---|---|---|
| EEXI | Tecnico, una tantum | In vigore |
| CII | Operativo, annuale | In vigore, con rating annuale |
| IMO Net-Zero Framework | Globale, standard + pricing | Approvato al MEPC 83; non adottato: nessuna adozione al MEPC 84, prossimo tentativo il 4 dicembre 2026, subordinato alla conferma di MEPC 85 |
| EU ETS (shipping) | Regionale, cap-and-trade | In vigore per le rotte UE/SEE; il 100% riguarda le emissioni del 2026, rese entro il 30 settembre 2027; CH4 e N2O dal 2026 |
| FuelEU Maritime | Regionale, intensità energia di bordo | In vigore dal 2025 per le rotte UE/SEE |
| UK ETS (shipping) | Regionale, cap-and-trade | Rotte domestiche del Regno Unito dal 1° luglio 2026 |
Tabella 1.1 — Gli strumenti di decarbonizzazione e il loro stato di applicazione.
Nessuno di questi strumenti agisce da solo: una nave che opera su rotte europee deve rispettare contemporaneamente il quadro globale IMO (EEXI/CII, e in prospettiva il Net-Zero Framework) e le misure regionali UE (ETS, FuelEU). Comprendere le sovrapposizioni, non solo i singoli strumenti, è la competenza distintiva richiesta oggi a chi gestisce la flotta.
Obiettivo del moduloDeterminare quando l'EEXI si applica, come viene verificato e quali conseguenze operative comportano EPL, ShaPoLi e interventi su scafo ed elica.
L'Energy Efficiency Existing Ship Index (EEXI), introdotto tramite emendamento all'Allegato VI della convenzione MARPOL, estende alle navi esistenti una logica di efficienza di progetto analoga a quella già prevista per le nuove costruzioni (EEDI). Si applica alle navi dalle 400 GT in su appartenenti alle categorie soggette a EEDI. A differenza del CII, l'EEXI è un requisito tecnico verificato una sola volta, non un indicatore che si aggiorna ogni anno.
| Misura di conformità | Impatto operativo |
|---|---|
| Engine Power Limitation (EPL) | Riduce la potenza massima disponibile; impatta la velocità massima raggiungibile |
| Shaft Power Limitation (ShaPoLi) | Alternativa all'EPL, limita la potenza all'asse anziché al motore |
| Interventi sullo scafo o sull'elica | Migliorano l'efficienza idrodinamica, riducendo il fabbisogno di potenza a parità di velocità |
Tabella 2.1 — Misure tipiche di conformità EEXI.
Una limitazione di potenza riduce la velocità massima disponibile. La prima conseguenza è di sicurezza — la potenza che resta deve bastare a governare la nave in mare formato, ed è la ragione per cui le linee guida IMO chiedono una riserva di potenza e la possibilità di ripristinarla — e solo dopo è commerciale, per la flessibilità della nave quando c'è tempo da recuperare. La scelta della misura di conformità va quindi valutata su sicurezza, operatività e piano commerciale insieme, non decisa unicamente su basi tecniche.
Obiettivo del moduloCalcolare e interpretare il ciclo annuale CII, riconoscendo fattori Z, rating e condizioni che richiedono un piano correttivo nel SEEMP parte III.
Il Carbon Intensity Indicator (CII) misura l'intensità di carbonio realmente generata dall'operatività della nave nel corso dell'anno, espressa in grammi di CO2 per tonnellata di portata lorda per miglio nautico percorso (o unità equivalente per tipo di nave). A differenza dell'EEXI, il CII si ricalcola ogni anno sulla base dei consumi effettivi.

| Rating | Implicazione |
|---|---|
| A / B | Prestazione superiore (major e minor superior); nessuna azione richiesta, potenziale vantaggio commerciale |
| C | Prestazione moderata (moderate nella terminologia IMO); nessuna azione formale richiesta |
| D (per 3 anni consecutivi) o E (anche un solo anno) | Prestazione inferiore (minor inferior ed inferior): obbligo di presentare un piano di azioni correttive nel SEEMP (Ship Energy Efficiency Management Plan), parte III |
Tabella 3.1 — Conseguenze del rating CII.
I fattori di riduzione Z applicati alla linea richiesta sono fissati fino al 2030 rispetto alla linea di riferimento 2019: −5% nel 2023, −7% nel 2024, −9% nel 2025, −11% nel 2026, −13,625% nel 2027, −16,250% nel 2028, −18,875% nel 2029 e −21,500% nel 2030. I valori 2027–2030 sono stati adottati dal MEPC 83 con la risoluzione MEPC.400(83), che emenda le linee guida G3 della MEPC.338(76). La fase 2 della revisione, in corso fino al 2028, può ancora sviluppare metriche, SEEMP e meccanismi di applicazione: non rende «non decisi» i fattori già adottati.
Poiché il CII dipende dai consumi effettivi e non solo dalle caratteristiche tecniche della nave, agire sul rating è in larga parte una questione di gestione operativa: velocità, pianificazione della rotta, pulizia della carena, ottimizzazione del carico e del trim incidono direttamente sull'indicatore dell'anno in corso.
Una decisione apparentemente solo commerciale, come accettare una rotta più lunga per un nolo più remunerativo, ha un impatto diretto sul CII e quindi sul rischio di dover attivare un piano correttivo. Il superintendent e il commerciale devono condividere questa lettura, non trattarla come due mondi separati.
Obiettivo del moduloSpiegare l'architettura del testo Net-Zero Framework approvato, senza presentare target, prezzi o unità rimediali come obblighi in vigore.
Il Net-Zero Framework rappresenta il tentativo dell'IMO di introdurre, per la prima volta a livello di un intero settore globale, un limite obbligatorio all'intensità delle emissioni combinato con un meccanismo di prezzo del carbonio. Il testo, in forma di nuovo capitolo dell'Allegato VI della convenzione MARPOL, è stato approvato in via preliminare durante la sessione MEPC 83 dell'aprile 2025.
| Pilastro | Funzione |
|---|---|
| GHG Fuel Intensity standard (GFI) | Limite decrescente nel tempo all'intensità di emissioni del combustibile usato, applicato alle navi sopra 5.000 GT |
| Meccanismo di pricing e reward | Chi supera il limite acquista unità di conformità (remedial units); chi usa combustibili a zero/quasi-zero emissioni riceve un beneficio economico, finanziato da un IMO Net-Zero Fund |
Tabella 4.1 — I due pilastri del Net-Zero Framework.

Il meccanismo poggia su due target, di severità diversa. Il direct compliance target è il più severo; il base target è quello meno stringente. Una nave la cui intensità si colloca fra i due target ha un deficit soltanto rispetto al target più severo e lo copre con Tier 1 remedial unit, a un prezzo indicativo di circa 100 dollari USA per tonnellata di CO2 equivalente. Una nave che supera anche il base target è nel caso peggiore — è più lontana dall'obiettivo — e per la quota eccedente deve ricorrere a Tier 2 remedial unit, a un prezzo indicativo di circa 380 dollari USA per tonnellata, che si somma alla quota Tier 1. Entrambi i prezzi sono calcolati su base well-to-wake e derivano dal testo provvisoriamente concordato: potrebbero cambiare prima dell'adozione definitiva.
Il senso economico del meccanismo sta in questa progressione: più la nave si allontana dall'obiettivo, più cara diventa ogni tonnellata. Chi resta sotto il direct compliance target non paga nulla e matura unità di surplus cedibili, oltre al premio previsto per i combustibili a zero o quasi zero emissioni.
Obiettivo del moduloRicostruire l'iter del Net-Zero Framework e tradurre l'incertezza procedurale in scenari decisionali verificabili.
Comprendere la cronologia recente del Net-Zero Framework è essenziale per non confondere «approvato in bozza» con «in vigore»: sono due stati molto diversi con implicazioni pratiche differenti per la pianificazione di flotta.

| Perché il rinvio è avvenuto Il rinvio dell'ottobre 2025 è maturato in un clima di forte pressione politica, con alcuni importanti Stati contrari, e riflette il tentativo di alcuni Paesi di ottenere modifiche al testo prima dell'adozione definitiva, inclusa la discussione su una procedura di accettazione esplicita anziché tacita, che potrebbe rendere l'entrata in vigore più lenta e incerta rispetto alle previsioni iniziali. |
|---|
| Focus gestionale — pianificare nell'incertezza L'incertezza sui tempi non giustifica l'inazione: le compagnie più preparate continuano a investire in dati di consumo, tracciabilità dei combustibili ed efficienza operativa indipendentemente dalla data esatta di entrata in vigore, perché questi investimenti restano validi sotto qualunque scenario normativo plausibile. |
Obiettivo del moduloMappare perimetro, soggetto responsabile, gas, phase-in e scadenza di resa dell'EU ETS per una nave e per una shipping company.
L'Unione Europea ha esteso il proprio Emissions Trading System (ETS) al trasporto marittimo: rientrano le navi dalle 5.000 GT che scalano porti dell'Unione e dello Spazio Economico Europeo. La quota da coprire si conta sull'anno di emissione, non sull'anno di resa: 40% delle emissioni verificate del 2024, 70% di quelle del 2025 e 100% di quelle del 2026, ciascuna resa entro il 30 settembre dell'anno successivo. Le emissioni del 2026 si rendono quindi nel settembre 2027. Dal 2026 il perimetro non è più il solo CO2: comprende anche metano e protossido di azoto. Le unità offshore dalle 5.000 GT entrano nell'EU ETS dal 2027: è un perimetro più stretto di quello dell'MRV, e non va confuso con esso.
A differenza di un dazio fisso, il costo ETS varia con il prezzo di mercato delle quote di CO2, che può oscillare significativamente. Le compagnie più strutturate integrano coperture finanziarie (hedging) e clausole contrattuali che permettano di trasferire, in tutto o in parte, questo costo ai noleggiatori.
Obiettivo del moduloApplicare limiti well-to-wake, pooling, banking, borrowing e obblighi OPS a una flotta, distinguendo FuelEU dall'EU ETS.
Il regolamento FuelEU Maritime, in applicazione dal 1° gennaio 2025, impone alle navi dalle 5.000 GT che scalano porti dell'Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo limiti decrescenti all'intensità di gas serra dell'energia utilizzata a bordo, calcolata su base well-to-wake (dall'estrazione del combustibile al suo utilizzo).
La traiettoria parte dalla media di flotta del 2020, pari a 91,16 gCO2e/MJ, e si inasprisce per gradini: −2% dal 2025, −6% dal 2030, −14,5% dal 2035, −31% dal 2040, −62% dal 2045 e −80% dal 2050. A questo si aggiunge, per portacontainer e navi passeggeri nell'ambito del regolamento, l'obbligo di usare l'alimentazione elettrica da terra o una tecnologia a zero emissioni in banchina: dal 2030 nei porti coperti dagli obblighi AFIR e dal 2035 negli altri porti UE che dispongono di OPS, fatte salve le eccezioni previste dal regolamento.

| Meccanismo | Funzione |
|---|---|
| Pooling | Più navi della stessa compagnia (o di compagnie diverse) possono unire le proprie performance, compensando gli scostamenti tra navi |
| Banking | Un surplus di conformità in un anno può essere accumulato per gli anni successivi |
| Borrowing | Un deficit può essere in parte anticipato dall'anno successivo, entro limiti definiti |
| Penali | Il mancato rispetto, non compensato dai meccanismi precedenti, comporta sanzioni pecuniarie |
Tabella 7.1 — Meccanismi di flessibilità di FuelEU Maritime.
Una compagnia con navi a diversa efficienza energetica può ottenere un vantaggio economico rilevante organizzando il pooling in modo strategico, anziché gestire ogni nave in isolamento. Questo richiede una visione di flotta integrata tra pianificazione tecnica e commerciale.
Obiettivo del moduloConfrontare i vettori energetici per pathway, prestazione well-to-wake, compatibilità della nave, disponibilità e rischio HSE.
La scelta del combustibile è la decisione strutturale più rilevante e più difficile da invertire nella strategia di decarbonizzazione di una compagnia, con impatti su nuove costruzioni, retrofit, infrastruttura di bunkeraggio e formazione dell'equipaggio.

| Combustibile | Vantaggi principali | Criticità principali |
|---|---|---|
| LNG | Tecnologia e infrastruttura relativamente mature; riduce SOx e particolato | Il beneficio GHG well-to-wake dipende dal pathway produttivo e dal methane slip: non è una proprietà del combustibile, è una proprietà della filiera e del motore |
| Metanolo | Liquido in condizioni ambiente, gestione più semplice del GNL | Le emissioni di ciclo di vita cambiano radicalmente fra metanolo fossile, bio- ed e-metanolo. Bassa densità energetica e tossicità richiedono progetto e procedure dedicati |
| Ammoniaca | Non contiene carbonio e non genera CO2 dal carbonio del combustibile | Produzione, pilot fuel, NOx e N2O, tossicità e sicurezza determinano il risultato reale: «zero carbonio» non equivale a «zero GHG» |
| Biocombustibili | Alcuni prodotti e blend sono usabili con modifiche limitate | Previa verifica di specifica, compatibilità, OEM/classe e sostenibilità certificata: drop-in non vale indistintamente per tutti |
| Idrogeno | Nessuna CO2 dal carbonio del combustibile al punto d'uso | Risultato well-to-wake, stoccaggio, autonomia, sicurezza e tecnologia di conversione dipendono dal pathway e dall'applicazione |
Tabella 8.1 — I vettori energetici per pathway produttivo: che cosa dipende dal combustibile e che cosa dipende dalla filiera.
La scelta ottimale dipende dal profilo di rotta, dalla disponibilità di bunkeraggio sulle rotte servite e dall'orizzonte di investimento della compagnia. Molte compagnie stanno optando per soluzioni dual-fuel che mantengono opzionalità, rinviando l'impegno definitivo su un singolo combustibile fino a maggiore chiarezza normativa e di mercato.
Obiettivo del moduloSelezionare leve operative misurabili e definire baseline, responsabilità e limiti commerciali per ciascuna nave.
In attesa che gli investimenti strutturali maturino, esiste un ampio ventaglio di leve operative a basso capitale che incidono immediatamente su CII, EU ETS e FuelEU, e che ogni superintendent può attivare da subito.

| Leva | Impatto tipico |
|---|---|
| Slow steaming e ottimizzazione della velocità | Riduzione significativa del consumo di combustibile per unità di distanza percorsa |
| Pulizia di carena ed eliche | Riduzione della resistenza idrodinamica e quindi del consumo a parità di velocità |
| Trim e assetto ottimali | Miglior efficienza propulsiva a parità di carico |
| Weather routing | Evita condizioni meteo avverse che aumentano il consumo |
Tabella 9.1 — Leve operative a breve termine e impatto tipico.
Le leve a breve termine hanno un limite fisiologico: non si può ridurre la velocità all'infinito senza compromettere l'operatività commerciale. Le compagnie che si affidano solo a queste leve, senza pianificare investimenti strutturali, raggiungeranno presto un plateau che le lascerà esposte quando i requisiti normativi si inaspriranno ulteriormente.
Obiettivo del moduloValutare retrofit e nuove costruzioni con scenari tecnici, normativi e finanziari, separando la riduzione GHG dal controllo degli inquinanti.
Le decisioni a lungo termine — retrofit, nuove costruzioni, tecnologie ausiliarie — richiedono capitale significativo e orizzonti di ammortamento lunghi, il che le rende particolarmente sensibili all'incertezza normativa descritta nel Modulo 5.
Investire oggi in una tecnologia specifica comporta il rischio che il quadro normativo definitivo (in particolare l'esito e i dettagli finali del Net-Zero Framework) premi un percorso tecnologico diverso da quello scelto. Le compagnie più prudenti privilegiano opzionalità (dual-fuel, retrofit reversibili) rispetto a scommesse irreversibili su una singola tecnologia.
Rimandare ogni investimento in attesa di piena certezza normativa non è una strategia neutra: comporta il rischio di dover rincorrere gli obblighi con tempi stretti quando il quadro si stabilizzerà, in una fase in cui capacità cantieristica e filiera dei combustibili alternativi saranno probabilmente più contese e costose.
Obiettivo del moduloCostruire un piano pluriennale nave per nave che integri obblighi applicabili, dati, contratti, leve operative e investimenti.
La complessità e la sovrapposizione degli strumenti visti nei moduli precedenti rendono necessario un piano di conformità integrato, che non tratti EEXI, CII, EU ETS, FuelEU e il futuro Net-Zero Framework come adempimenti separati.
Nessun singolo ruolo — tecnico, commerciale, HSEQ — può gestire da solo la decarbonizzazione di flotta. Le compagnie più mature costituiscono un tavolo interfunzionale permanente che integra le decisioni tecniche, commerciali e finanziarie, evitando che ogni funzione ottimizzi solo la propria parte del problema.
Obiettivo del moduloDefinire un processo di sorveglianza normativa che distingua fatti adottati, testi negoziati e ipotesi, aggiornando gli scenari.
Il quadro della decarbonizzazione marittima continuerà a evolvere rapidamente nei prossimi anni, e alcune direzioni appaiono già delineate.
Data l'incertezza ancora presente sull'esito dell'adozione del Net-Zero Framework, la pianificazione più solida non scommette su un singolo scenario normativo, ma costruisce flessibilità sufficiente a operare in modo ragionevole sotto più scenari plausibili, aggiornando il piano man mano che il quadro si chiarisce.
Obiettivo del moduloGovernare DCS, MRV, EU ETS, FuelEU e UK ETS come catene dati separate ma riconciliate, con perimetri e scadenze verificati.
Ogni strumento visto finora poggia su un numero: il consumo che la nave dichiara. Da quel numero discendono il rating CII, le quote da restituire e le penali FuelEU. Chi gestisce la flotta deve quindi conoscere due catene di rendicontazione e, dal luglio 2026, un terzo mercato del carbonio.
Il DCS dell'IMO raccoglie, per le navi dalle 5.000 GT, il consumo annuo per tipo di combustibile, la distanza percorsa e le ore di navigazione; i dati vanno alla bandiera o alla RO, che rilascia lo Statement of Compliance da tenere a bordo. L'MRV dell'Unione Europea chiede, per le tratte UE/SEE, un dato per viaggio e per nave, sulla base di un piano di monitoraggio approvato, con rapporto verificato caricato su THETIS-MRV e documento di conformità a bordo. Il perimetro non è più lo stesso del DCS: dal 1° gennaio 2025 l'MRV comprende anche le navi da carico generale fra 400 e meno di 5.000 GT (art. 2(1a)) e le navi offshore dalle 5.000 GT in su (art. 2(1b)), e copre CO2, CH4 e N2O per le emissioni dal 2024. Le due soglie sono diverse e stanno in due commi diversi: non c'è una soglia unica di 400 GT. Per ogni nave vanno quindi verificati separatamente tipo, stazza, attività e rotta: l'applicabilità dell'MRV non si deduce da quella del DCS.
| Scadenza | Adempimento |
|---|---|
| 31 gennaio | FuelEU: rapporto della nave al verificatore |
| 31 marzo | DCS: dati dell'anno precedente all'Amministrazione o alla RO · MRV/EU ETS: rapporti verificati di nave e di compagnia · FuelEU: il verificatore notifica il compliance balance e registra il rapporto (art. 16) · UK ETS: rapporto annuale verificato |
| 30 aprile | FuelEU: decisioni definitive su banking, borrowing e pooling, registrate nella banca dati (artt. 20 e 21) · UK ETS: resa ordinaria dal 2028 in poi; per gli anni 2026 e 2027 la resa cumulata è il 30 aprile 2028 |
| 31 maggio | DCS: emissione dello Statement of Compliance |
| 30 giugno | DCS: dati verificati al database IMO · MRV: documento di conformità a bordo · FuelEU: rilascio del document of compliance ed eventuale pagamento delle penalità (artt. 22-23) |
| 30 settembre | EU ETS: resa delle quote dell'anno precedente |
Tabella 13.1 — Il calendario annuale della rendicontazione.
Dal 1° luglio 2026 il Regno Unito ha esteso il proprio ETS al trasporto marittimo: rientrano le navi da carico e da passeggeri dalle 5.000 GT sulle rotte domestiche britanniche e le soste nei porti del Regno Unito. I gas coperti sono CO2, metano e protossido di azoto, misurati su base tank-to-wake. Il piano di monitoraggio è per compagnia, non per nave. Il rapporto annuale verificato si presenta entro il 31 marzo dell'anno successivo, e questo vale già per il 2026 e per il 2027. La resa delle quote segue invece due regole diverse: ordinaria dal scheme year 2028, il 30 aprile dell'anno successivo; e transitoria per i primi due anni, perché le quote del 2026 e quelle del 2027 si rendono entrambe il 30 aprile 2028. Il primo ciclo, inoltre, non è un anno intero ma il semestre 1° luglio – 31 dicembre 2026. Le unità offshore entrano dal gennaio 2027.
Una nave che fa cabotaggio britannico e tratte europee ricade sia nel UK ETS sia nell'EU ETS, I due perimetri sono costruiti su attività geograficamente distinte, e ciascun regime copre le proprie tratte: non c'è una regola che garantisca in astratto l'assenza di sovrapposizione, va mappato itinerario per itinerario. Quello che di sicuro raddoppia è l'adempimento: flussi di conformità, piani e registri distinti — e vale la pena verificare se lo stesso fornitore possiede entrambi gli accreditamenti richiesti, perché non è scontato.
Con tre mercati del carbonio e due regimi di rendicontazione, il dato di consumo smette di essere un numero tecnico e diventa un dato contabile: bunker delivery note, letture dei flussimetri e registri di macchina devono chiudere fra loro. Una divergenza scoperta in fase di verifica costa più — in tempo, in credibilità e a volte in quote — di un anno intero di raccolta ordinata.
Chi tratta la rendicontazione come un adempimento amministrativo scopre tardi che sta pagando sul dato peggiore disponibile. Il presidio parte da bordo: procedure di lettura uniformi, campionamento del combustibile, riconciliazione mensile fra consumo dichiarato e consumo contabilizzato. È lo stesso lavoro che, per inciso, migliora il rating CII: un dato pulito è anche un dato difendibile.
Dalla Mistake Library di SuperbaKnowledge, filtrata sugli argomenti trattati in questo corso. Questa vista seleziona e ordina contenuti pubblicati in SuperbaKnowledge; non li modifica né li sostituisce. La scheda collegata resta la versione di riferimento e i testi ufficiali restano autorevoli.
| Argomento | Errore | Conseguenza tipica | Scheda |
|---|---|---|---|
| Bunkeraggio Metanolo/Ammoniaca | Pianificazione basata sulla teorica compatibilità tecnica, senza verificare la disponibilità reale di bunkeraggio lungo le rotte | Impossibilità pratica di rifornire la nave secondo il piano di viaggio originale | Vedi scheda |
| CII (Carbon Intensity Indicator) | Rating CII monitorato solo a fine anno, senza proiezioni infra-annuali | Scoperta tardiva di un rating insufficiente, senza tempo per interventi correttivi nell'anno in corso | Vedi scheda |
| CII Fattori di Riduzione | SEEMP Parte II revisionato non predisposto in tempo per la scadenza del 1 gennaio 2026 | Non conformità documentale rispetto ai nuovi requisiti CII | Vedi scheda |
| EEXI/EPL | Affidamento esclusivo sull'EPL senza considerare l'impatto operativo sulla velocità massima disponibile | Riduzione della flessibilità commerciale della nave non pienamente valutata in anticipo | Vedi scheda |
| EU ETS e FuelEU Maritime | EU ETS e FuelEU Maritime trattati come un unico adempimento, senza distinguerne le logiche | Confusione nella gestione degli obblighi, che sono in realtà meccanismi distinti con scadenze e logiche proprie | Vedi scheda |
| IMO Net-Zero Framework | Pianificazione di flotta basata sulla data di entrata in vigore originaria senza monitorare gli slittamenti dell'iter di adozione (sessione di ottobre 2025 chiusa senza accordo) | Investimenti su carburanti/crediti di conformità calibrati su una tempistica regolatoria non più attuale | Vedi scheda |
| Revisione EU MRV | Perimetro di applicazione del Regolamento MRV verificato una sola volta e mai riaggiornato nel tempo | Nave che rientra in una categoria di recente inclusione senza che la Compagnia se ne accorga | Vedi scheda |
| SEEMP Parte II e Parte III | SEEMP Part II non aggiornato secondo la maggiore granularità richiesta dal 1° agosto 2025 | Dati raccolti non conformi ai nuovi requisiti, rendicontazione CII a rischio di imprecisione | Vedi scheda |
| Carburanti Alternativi e Readiness Operativa | Formazione dell'equipaggio genericamente sui 'carburanti alternativi' invece che specificamente sul carburante effettivamente utilizzato | Personale non adeguatamente preparato ai rischi specifici del carburante reale a bordo | Vedi scheda |
| Just Transition e Decarbonizzazione | Formazione dell'equipaggio sui carburanti alternativi pianificata solo a ridosso della consegna della nuova nave | Equipaggio impreparato all'entrata in servizio della nave, con rischio operativo concreto | Vedi scheda |
| Sigla | Definizione |
|---|---|
| CII | Carbon Intensity Indicator |
| DCS | IMO Data Collection System (consumi di combustibile) |
| EEDI | Energy Efficiency Design Index (nuove costruzioni) |
| EEXI | Energy Efficiency Existing Ship Index |
| EPL | Engine Power Limitation |
| ETS | Emissions Trading System |
| GFI | GHG Fuel Intensity |
| GHG | Greenhouse Gas (gas a effetto serra) |
| GT | Gross Tonnage |
| ISWG-GHG | Intersessional Working Group on GHG (IMO) |
| LCA | Life Cycle Assessment (analisi del ciclo di vita del combustibile) |
| MEPC | Marine Environment Protection Committee (IMO) |
| MRV | Monitoring, Reporting and Verification (regime UE sulle emissioni) |
| NZF | Net-Zero Framework (IMO) |
| OPS | Onshore Power Supply (alimentazione elettrica da terra in banchina) |
| RFNBO | Renewable Fuels of Non-Biological Origin |
| SEEMP | Ship Energy Efficiency Management Plan |
| ShaPoLi | Shaft Power Limitation |
| SoC | Statement of Compliance (DCS) |
| tank-to-wake | Emissioni dal serbatoio di bordo allo scarico, senza la fase di produzione |
| well-to-wake | Analisi delle emissioni lungo l'intero ciclo di vita del combustibile |
| ZNZ | Zero or Near-Zero GHG emission fuels |
Elenco consolidato delle fonti citate. Data di riferimento: 29 agosto 2026. Verificare lo stato normativo prima dell'uso operativo. Il quadro della decarbonizzazione evolve rapidamente: consultare sempre l'ultima versione ufficiale in vigore.
| Fonte | Ambito |
|---|---|
| IMO — 2023 IMO Strategy on Reduction of GHG Emissions from Ships | Obiettivi strategici 2030/2050 |
| MARPOL, Allegato VI e successivi emendamenti (Ris. MEPC.328(76) e seguenti) | EEXI, CII, base del Net-Zero Framework |
| IMO MEPC 83 (aprile 2025) e MEPC ES.2 (ottobre 2025) | Approvazione in bozza e rinvio del Net-Zero Framework |
| Regolamento (UE) 2023/1804 (AFIR), art. 9 — infrastruttura per i combustibili alternativi | Porti in cui l'obbligo OPS di FuelEU decorre dal 2030 |
| Regolamento (UE) 2023/1805 — FuelEU Maritime, art. 4 (soglie), art. 5 (OPS), artt. 20-23 (banking, borrowing, pooling, documento di conformità e penalità) | Intensità GHG dell'energia di bordo e calendario di conformità |
| IMO MEPC 84 (27 aprile – 1° maggio 2026) | Stato del Net-Zero Framework; avvio della fase 2 della revisione CII |
| IMO Res. MEPC.352(78), modificata dalla MEPC.412(84); MEPC.353(78); MEPC.338(76), modificata dalla MEPC.400(83); MEPC.354(78); MEPC.355(78) | Linee guida CII G1–G5, rispettivamente: indicatori e metodi di calcolo, linee di riferimento, fattori di riduzione, rating, fattori di correzione e aggiustamenti di viaggio |
| IMO Res. MEPC.395(82), modificata dalle MEPC.401(83) e MEPC.413(84); revoca la MEPC.346(78) (linee guida SEEMP 2022), a suo tempo emendata dalla MEPC.388(81) | Linee guida 2024 per lo sviluppo del SEEMP, inclusa la parte III |
| MARPOL, Allegato VI, capitolo 4 (DCS) | Raccolta e trasmissione dei dati di consumo |
| Regolamento (UE) 2015/757, come modificato dal Reg. (UE) 2023/957 — versione consolidata al 1° gennaio 2025, art. 2(1), 2(1a), 2(1b) e 2(1c) | MRV: perimetro per tipo e stazza, gas coperti, monitoraggio, rendicontazione e verifica |
| Direttiva 2003/87/CE, come modificata dalla Direttiva (UE) 2023/959 | EU ETS: istituzione del sistema ed estensione al trasporto marittimo |
| The Greenhouse Gas Emissions Trading Scheme (Amendment) (Extension to Maritime Activities) Order 2026 — e, distinta da questa, la guida operativa GOV.UK «UK ETS for maritime: how to comply» | Estensione del UK ETS al trasporto marittimo: la norma fissa gli obblighi, la guida ne descrive l'applicazione e può cambiare senza che cambi la norma |
| BIMCO — ETS Allowances Clause, CII Operations Clause, Fuel Transition Clause | Allocazione contrattuale dei costi di conformità |
IMO — comunicati e documenti MEPC su stato di adozione del Net-Zero Framework.
Commissione Europea — aggiornamenti su EU ETS e FuelEU Maritime.
Società di classificazione e Amministrazioni di bandiera per l'applicazione tecnica a bordo.
Questo corso è materiale didattico a scopo formativo e non costituisce certificazione professionale né titolo abilitante. Leggi le avvertenze complete.