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Port State Control

Preparazione, gestione e governo delle ispezioni PSC

14moduli formativi
AvanzatoLivello
SBL-PSC-ADV-01Codice
Agosto 2026Data di riferimento

Obiettivi di apprendimento

  • Spiegare il ruolo del PSC nel sistema di controllo internazionale e la sua relazione con classe, bandiera e vetting.
  • Descrivere i principali regimi regionali (Paris MoU, Tokyo MoU, USCG) e le differenze operative rilevanti.
  • Distinguere il livello del Memorandum da quello vincolante della Direttiva 2009/16/CE e valutare l'impatto della revisione (UE) 2024/3099.
  • Orientarsi nel regime statunitense e nei criteri di ammissione a QUALSHIP 21 ed E-Zero.
  • Calcolare concettualmente il profilo di rischio di una nave (Ship Risk Profile) e le finestre di ispezione che ne derivano.
  • Gestire un'ispezione a bordo dall'arrivo dell'ispettore alla chiusura del rapporto.
  • Interpretare i codici di azione delle carenze e distinguere una rettifica da una detention.
  • Ricostruire il meccanismo di escalation verso il banning e le sue conseguenze commerciali.
  • Preparare la nave alle Concentrated Inspection Campaigns (CIC) tematiche annuali.
  • Costruire un cruscotto KPI di PSC utile alla gestione di flotta.
Modulo 01

Il Port State Control nel sistema dei controlli

Il Port State Control (PSC) è il diritto e il dovere di uno Stato di ispezionare le navi straniere che scalano i propri porti, per verificare che nave, equipaggio ed equipaggiamenti rispettino gli standard delle convenzioni internazionali di cui quello Stato è parte. Nasce dal principio che, se la bandiera non garantisce da sola una vigilanza sufficiente, lo Stato del porto ha titolo a intervenire, indipendentemente dalla bandiera battuta dalla nave.

Origine e finalità

Il PSC moderno si è consolidato dopo una serie di incidenti gravi e di casi di navi sotto-standard che sfuggivano ai controlli della propria bandiera. La cooperazione tra Stati del porto, formalizzata nei Memoranda of Understanding (MoU) regionali, nasce per evitare che una nave respinta o fermata in un porto possa semplicemente spostarsi in un porto vicino meno attento (il fenomeno noto come «port shopping»).

PSC nel triangolo dei controlli

Come già visto per la gestione tecnica, è essenziale distinguere il PSC da classe e da vetting: il PSC è un controllo pubblico, statutario e obbligatorio; la classe è un controllo tecnico su regole private accettate contrattualmente; il vetting è una due diligence commerciale volontaria ma di fatto necessaria per operare in alcuni segmenti.

Tabella 1 — PSC nel triangolo dei controlli
ControlloNaturaConseguenza estrema
PSCPubblico, statutario, obbligatorioDetention, refusal of access (banning)
ClassePrivato, tecnico, contrattualeSospensione della classe
VettingCommerciale, volontario di fatto necessarioRifiuto commerciale, esclusione dal noleggio

Tabella 1.1 — PSC a confronto con classe e vetting.

Punto chiave

Una detention PSC è un evento pubblico: viene registrata nei database regionali, è visibile a tutti gli altri Stati membri del regime e spesso anche ai noleggiatori attraverso servizi di due diligence. Non è un problema che resta «tra la nave e l'ispettore»: ha conseguenze a cascata su reputazione, vetting e costi assicurativi.

Modulo 02

I regimi regionali: Paris MoU, Tokyo MoU, USCG

Obiettivo del moduloRiconoscere struttura e differenze operative dei principali regimi PSC senza presumere un'unica banca dati globale.

Non esiste un unico Port State Control mondiale: esistono regimi regionali cooperanti, ciascuno con proprio database, proprie liste di performance e propria logica di targeting, pur condividendo il medesimo impianto convenzionale IMO di riferimento. Questo modulo ne dà la mappa; i due successivi approfondiscono i due contesti che una flotta europea incontra con maggiore frequenza — il livello giuridico vincolante dell'Unione europea e il regime autonomo statunitense.

I regimi regionali di Port State Control e il livello giuridico vincolante dell'Unione europea.
I regimi regionali di Port State Control e il livello giuridico vincolante dell'Unione europea.

I principali regimi

Tabella 2 — I principali regimi
RegimeAreaNote distintive
Paris MoUEuropa e Nord AtlanticoNew Inspection Regime (NIR) dal 2011; liste White/Grey/Black annuali; meccanismo di banning
Tokyo MoUAsia-PacificoStesso impianto NIR; volume di ispezioni annuali superiore al Paris MoU; CIC congiunte
USCGStati UnitiRegime autonomo, non basato su NIR; proprio sistema di matrice di rischio
Indian Ocean MoU, Caribbean MoU, Mediterranean MoU, Viña del Mar, altriRegioni varieImpianti analoghi, di dimensione e maturità diverse

Tabella 2.1 — Panoramica dei principali regimi regionali di PSC.

Cooperazione e condivisione dei dati

I regimi cooperano e si scambiano informazioni attraverso accordi, database regionali e sistemi comuni quali IMO GISIS ed EQUASIS. Il grado di integrazione non è però uniforme né sempre disponibile in tempo reale: THETIS e APCIS restano sistemi distinti e, secondo il Tokyo MoU Annual Report 2025, il collegamento diretto APCIS–THETIS risulta temporaneamente sospeso. Prima di uno scalo occorre quindi verificare separatamente le fonti ufficiali del regime interessato.

Focus PSC — una flotta globale vive sotto più regimi contemporaneamente

Una compagnia con navi che toccano sia porti europei sia asiatici deve monitorare contemporaneamente le liste di performance di più regimi, che possono differire tra loro per la stessa bandiera. Un buon vetting/PSC officer tiene un cruscotto che copre tutti i regimi rilevanti per le rotte della propria flotta, non solo quello più familiare.

In sintesi

  • Paris e Tokyo MoU adottano sistemi regionali coordinati; la USCG usa un regime autonomo.
  • La cooperazione tra regimi non elimina le differenze di targeting e procedura.
  • Lo scambio dati esiste, ma copertura e collegamenti non sono uniformi né sempre in tempo reale.
Modulo 03

Il livello europeo: dalla Direttiva 2009/16/CE al 2024/3099

Obiettivo del moduloDistinguere il Memorandum dalla base giuridica UE e collocare correttamente nel tempo la Direttiva (UE) 2024/3099.

Il Paris MoU è un accordo amministrativo fra Autorità marittime: definisce metodo, criteri e strumenti, ma non è un atto giuridicamente vincolante. Per gli Stati membri dell'Unione europea e per gli Stati SEE che vi partecipano la fonte vincolante è invece la Direttiva 2009/16/CE, che recepisce l'impianto del Memorandum e lo trasforma in obbligo di diritto interno — in Italia attraverso il D.Lgs. 24 marzo 2011, n. 53. Nella pratica i due testi convivono: l'ispettore applica il metodo del MoU, ma la base giuridica del suo potere, e i limiti di quel potere, stanno nella direttiva.

Che cosa aggiunge la direttiva rispetto al Memorandum

Tabella 3 — Che cosa aggiunge la direttiva rispetto al Memorandum
AspettoParis MoUDirettiva 2009/16/CE
Natura giuridicaAccordo amministrativo fra Autorità, non vincolanteAtto legislativo dell'Unione, vincolante e recepito nel diritto nazionale
AmbitoRegione del Memorandum: Europa, Nord Atlantico, CanadaStati membri UE e SEE
Impegno ispettivoQuota annuale concordata fra le Autorità (Annex 11)Obbligo giuridico, con procedura d'infrazione in caso di inadempienza
RicorsiDiritto di appello (§3.12), che non sospende il provvedimentoArt. 20: stesso principio, più l'obbligo di rettificare l'informazione pubblicata entro 24 ore dalla decisione
SanzioniNon previsteRimesse agli Stati membri nella legge di recepimento

Tabella 3.1 — Il Memorandum e la direttiva a confronto.

La revisione del 2024: che cosa cambia e da quando

La Direttiva (UE) 2024/3099, adottata il 27 novembre 2024 ed entrata in vigore il 5 gennaio 2025, è la revisione più ampia dal 2009. Gli Stati membri devono adottare e pubblicare entro il 6 luglio 2027 le disposizioni nazionali necessarie: fino all'applicazione delle norme di recepimento i nuovi criteri non vanno descritti come già operativi in modo uniforme in tutti gli Stati membri. Il 6 luglio 2027 è il termine di recepimento della direttiva, non la scadenza delle liste di performance.

Banning a confronto: le soglie del Memorandum e quelle della Direttiva (UE) 2024/3099.
Banning a confronto: le soglie del Memorandum e quelle della Direttiva (UE) 2024/3099.
Tabella 4 — La revisione del 2024: che cosa cambia e da quando
NovitàContenutoEffetto pratico
Tre nuove convenzioni nell'ambitoBWM 2004 (acque di zavorra), Convenzione di Nairobi 2007 (rimozione dei relitti), Convenzione di Hong Kong 2009 (riciclaggio delle navi)Certificati e conformità di queste convenzioni diventano oggetto di ispezione PSC a pieno titolo, e le relative carenze pesano sul profilo ambientale della nave
Banning esteso alle bandiere di buona prestazionePiù di 2 detention in 24 mesi per le navi di bandiere in lista di prestazione elevata o media; 36 mesi per quelle in lista bassaÈ la divergenza più rilevante dal Memorandum: nel regime UE anche una nave di bandiera White può essere esclusa dai porti, cosa che il MoU non prevede
Maggior peso ai parametri ambientaliEntrano nel calcolo del profilo le carenze relative a MARPOL 73/78, AFS 2001, BWM, CLC 92, Bunker Oil 2001, Nairobi e Hong KongUn pattern di carenze ambientali sposta il profilo di rischio quanto un pattern di carenze di sicurezza
Regime parallelo per i pescherecciSistema di ispezione per i pescherecci di lunghezza pari o superiore a 24 metri, distinto dal regime esistenteNon altera il targeting delle navi mercantili, ma estende il perimetro del PSC a una flotta finora esclusa
Certificati statutari elettroniciLa Commissione deve definire specifiche funzionali e tecniche per uno strumento di validazionePrepara il passaggio dal controllo del documento cartaceo alla verifica della validità direttamente in banca dati

Tabella 3.2 — Le principali novità della Direttiva (UE) 2024/3099.

Due regimi, due soglie di banning

Sullo stesso fatto — più di due detention — Memorandum e direttiva contano il tempo in modo diverso e, con il recepimento della 2024/3099, non coincidono nemmeno sulle bandiere colpite. Una compagnia che scala porti dell'Unione deve ragionare sulla soglia più severa delle due: 24 mesi anche per una bandiera in lista di prestazione elevata. Sul piano gestionale significa che lo status White non è più uno scudo contro l'esclusione, ma soltanto un vantaggio nel targeting.

THETIS ed EMSA: chi calcola davvero il profilo

THETIS è insieme banca dati e strumento operativo: registra i rapporti di ispezione e li rende consultabili, gestisce il flusso dallo scalo all'ispezione e al follow-up, e ricalcola giornalmente Ship Risk Profile e priorità sulla base dei dati disponibili. È il sistema informativo europeo gestito dall'EMSA (European Maritime Safety Agency): assegna la Priorità I o II e ripartisce fra gli Stati membri l'impegno ispettivo annuale. Quando un PSCO apre la scheda di una nave, sta leggendo il risultato di quel calcolo, non una valutazione personale. Attorno allo stesso nucleo l'EMSA gestisce sistemi distinti — THETIS-MRV per la comunicazione delle emissioni di CO2 e THETIS-EU per i controlli di conformità di altre normative unionali — che restano moduli del portafoglio THETIS con scopi giuridici propri: non confluiscono in un unico fascicolo di nave.

Focus PSC — verificare il proprio dato prima che lo faccia l'ispettore

Il profilo di rischio è consultabile: la compagnia può controllare in anticipo come la propria nave è classificata e, soprattutto, se i dati registrati sono corretti. Una detention revocata in appello ma non rettificata in banca dati continua a pesare come se fosse valida, per tutti i 36 mesi. Verificare il fascicolo prima di uno scalo europeo costa pochi minuti; accorgersi dell'errore quando l'ispettore è già a bordo costa un'ispezione espansa.

In sintesi

  • Il Paris MoU definisce il metodo regionale; la direttiva crea obblighi giuridici per gli Stati UE.
  • La Direttiva 2024/3099 è in vigore, ma le disposizioni nazionali sono dovute entro il 6 luglio 2027.
  • THETIS è banca dati e strumento operativo, non un semplice elenco di rapporti.
Modulo 04

Il regime statunitense: matrice di rischio e QUALSHIP 21

Gli Stati Uniti non aderiscono ad alcun Memorandum: la United States Coast Guard esercita il controllo dello Stato di approdo con un sistema proprio, autonomo nei criteri di targeting, nelle conseguenze e — soprattutto — negli incentivi. Chi opera su rotte transatlantiche deve saper leggere due grammatiche diverse, non una sola tradotta.

La logica del targeting USCG

Il sistema statunitense non usa lo Ship Risk Profile del NIR. La selezione si basa su una matrice che considera la performance della bandiera, quella dell'organismo riconosciuto, quella della gestione della nave, le informazioni di arrivo (tipo, età, certificati, condizioni pericolose), la storia della singola nave — carenze, detention, azioni di controllo, sinistri, violazioni, dati EQUASIS — e l'eventuale iscrizione ai programmi QUALSHIP 21 ed E-Zero.

Le bandiere sono classificate sul detention ratio triennale: High Risk oltre il 2,0%, Medium Risk fra l'1,0% e il 2,0%; la Coast Guard prende di mira le bandiere sopra l'1,0% che abbiano registrato più detention. Gli organismi riconosciuti con detention ratio superiore al 2,0% sono designati Priorità I ai fini delle procedure di approvazione.

L'ordine di grandezza

Nell'esercizio 2025 la Coast Guard ha esaminato 11.279 navi distinte, battenti 79 bandiere diverse, su 76.351 scali, conducendo 8.999 ispezioni PSC (erano 8.710 nel 2024) e disponendo 78 detention (erano 82): un detention ratio annuo dello 0,86%, in calo dallo 0,94%, e dell'1,00% sulla media mobile triennale. A fine 2025 le navi con designazione E-Zero erano 605, quasi duecento in più dell'anno precedente; Bahamas, Germania, Italia e Filippine sono diventate eleggibili a QUALSHIP 21. Sono numeri molto inferiori a quelli del Paris MoU in valore assoluto, ma con una concentrazione del targeting più alta.

QUALSHIP 21 ed E-Zero: l'incentivo, non solo la sanzione

Il tratto che distingue davvero il regime statunitense è il premio alla qualità. QUALSHIP 21 riconosce le navi straniere di qualità documentata riducendone l'esposizione ispettiva, e i criteri operano su tre livelli che devono essere soddisfatti tutti insieme. I criteri di ammissione vigenti sono nella Coast Guard Work Instruction CVC-WI-002(2).

Tabella 5 — QUALSHIP 21 ed E-Zero: l'incentivo, non solo la sanzione
LivelloRequisito
BandieraDetention ratio triennale inferiore all'1,0%; almeno 10 esami PSC in acque statunitensi in ciascuno dei tre anni precedenti; audit IMSAS completo, con final audit report e, se applicabili, CAP accettato e CPICAP disponibili
NaveNessuna detention USCG nei 36 mesi precedenti; nessun serious marine incident; non più di un Notice of Violation o di una civil penalty nei 36 mesi; un esame PSC statunitense superato con esito positivo nei 24 mesi; certificati non emessi da un organismo riconosciuto sotto targeting
CompagniaNave non posseduta né gestita da una compagnia associata a più di una detention in acque statunitensi nei 24 mesi

Tabella 4.1 — Criteri di ammissione a QUALSHIP 21.

All'interno del programma, la designazione E-Zero premia la performance ambientale. È riservata alle navi con almeno tre anni consecutivi in QUALSHIP 21, senza interruzioni superiori a 30 giorni, e richiede: zero detention MARPOL nel mondo negli ultimi tre anni; nessuna carenza ambientale negli Stati Uniti nello stesso periodo; nessuna violazione delle norme di segnalazione o di limitazione di velocità a tutela della balena franca, su una finestra di cinque anni; e un sistema di gestione delle acque di zavorra type-approved USCG, installato.

Tabella 6 — QUALSHIP 21 ed E-Zero: l'incentivo, non solo la sanzione
AmbitoBeneficio
Tutte le navi iscritteIscrizione valida tre anni, certificato e riconoscimento pubblico; gli incentivi operativi specifici dipendono dal tipo di nave
Navi cisternaRiduzione dello scope dell'esame annuale del Certificate of Compliance; ulteriori condizioni per E-Zero come indicate nella Work Instruction
Navi passeggeriNessuna riduzione dell'esame PSC; restano certificato e riconoscimento pubblico

Tabella 4.2 — I benefici di QUALSHIP 21.

Un vantaggio che si costruisce in tre anni e si perde in uno scalo

La logica di QUALSHIP 21 è cumulativa, ma la sua perdita è immediata: una sola detention per nave sub-standard azzera i 36 mesi e con essi lo status. E poiché uno dei criteri riguarda la compagnia, l'effetto non si ferma alla nave coinvolta: una seconda detention in 24 mesi mette a rischio l'ammissibilità dell'intera gestione. È l'esatto contrario del ragionamento di breve periodo.

Focus PSC — due regimi, un solo sistema di gestione

La tentazione, per una flotta che opera su entrambe le sponde, è tenere due checklist separate. Funziona male: i criteri divergono nei dettagli ma convergono nella sostanza — storico pulito, bandiera e classe solide, compagnia senza pattern di detention. Conviene costruire un unico standard interno tarato sul regime più esigente per ciascuna area, e usare le differenze come lista di controllo aggiuntiva prima dello scalo, non come sistema parallelo.

Modulo 05

Il New Inspection Regime e lo Ship Risk Profile

Il New Inspection Regime (NIR), introdotto dal Paris MoU nel 2011 e successivamente adottato in forme analoghe da altri regimi tra cui Tokyo MoU, ha sostituito un targeting semplicistico basato su percentuali fisse di ispezione con un sistema basato sul rischio: le risorse ispettive si concentrano sulle navi statisticamente più probabili a presentare carenze, premiando invece le navi di qualità con intervalli più ampi tra le ispezioni.

I fattori dello Ship Risk Profile (SRP)

Parametri e pesi dello Ship Risk Profile: una nave è HRS a 5 o più punti (Paris MoU, Annex 7, Tabella 1).
Parametri e pesi dello Ship Risk Profile: una nave è HRS a 5 o più punti (Paris MoU, Annex 7, Tabella 1).
Tabella 7 — I fattori dello Ship Risk Profile (SRP)
ParametroCriterio che aumenta il rischio (punti)Criterio low risk
Tipo di naveChimichiera, gasiera, petroliera, NLS tanker, portarinfuse, nave passeggeri — 2Tutti gli altri tipi
Età della naveOltre 12 anni — 1Qualsiasi età
Bandiera — lista WGBBlack List, fasce Very High, High e Medium-to-High Risk — 2; fascia Medium Risk — 1White List
Bandiera — audit IMOAudit IMSAS effettuato
Recognized OrganizationPerformance Low o Very Low — 1Performance High e RO riconosciuta da almeno uno Stato del Paris MoU
Compagnia (DOC holder ISM)Performance Low o Very Low — 2Performance High
Carenze (storico 36 mesi)Non più di 5 carenze per ispezione, con almeno un'ispezione nei 36 mesi
Detention (storico 36 mesi)2 o più detention — 1Nessuna detention

Tabella 5.1 — Parametri e pesi dello Ship Risk Profile (Paris MoU, Annex 7, Tabella 1).

La somma dei pesi determina la categoria. Una nave è High Risk Ship (HRS) se totalizza 5 o più punti. È Low Risk Ship (LRS) soltanto se soddisfa tutti i criteri della colonna low risk e ha subito almeno un'ispezione nei 36 mesi precedenti: basta un criterio mancante per perdere lo status. In ogni altro caso è Standard Risk Ship (SRS). Il profilo viene ricalcolato ogni giorno dal sistema informativo sui parametri dinamici — età, storico a 36 mesi, performance della compagnia — oltre che dopo ogni ispezione e a ogni aggiornamento delle tabelle di performance di bandiere e RO.

Le tre categorie di rischio e le finestre di ispezione

In base al punteggio risultante, la nave viene classificata come Low Risk Ship (LRS), Standard Risk Ship (SRS) o High Risk Ship (HRS). Ogni categoria determina una finestra temporale entro cui la nave deve essere sottoposta a ispezione periodica: più la nave è a rischio, più stretta è la finestra. Le finestre sono 5–6 mesi per una HRS, 10–12 mesi per una SRS e 24–36 mesi per una LRS: dal primo termine la nave può essere ispezionata (Priorità II), dal secondo deve esserlo (Priorità I).

Finestre di ispezione periodica e priorità di selezione per categoria di rischio (Paris MoU, Annex 8).
Finestre di ispezione periodica e priorità di selezione per categoria di rischio (Paris MoU, Annex 8).

Overriding e unexpected factors: quando la finestra non conta più

Il Memorandum distingue due famiglie di eventi che possono innescare un'ispezione supplementare fuori finestra, con effetti diversi sulla priorità: gli overriding factors obbligano l'Autorità a ispezionare, gli unexpected factors la autorizzano a farlo lasciando la decisione al giudizio professionale dell'ispettore.

Tabella 8 — Overriding e unexpected factors: quando la finestra non conta più
Overriding factors → Priorità I (ispezione obbligatoria)Unexpected factors → Priorità II (a giudizio dell'Autorità)
Nave segnalata da un altro Stato membro o dal SegretariatoNave segnalata da piloti o autorità competenti, incluse informazioni dei VTS sulla navigazione
Nave coinvolta in collisione, incaglio o arenamento in rotta verso il portoNave che non ha rispettato gli obblighi di notifica
Nave accusata di violazione delle norme sullo scarico di sostanze o effluenti nociviNave con carenza ISM ancora aperta, 3 mesi dopo l'emissione
Nave che ha manovrato in modo erratico o insicuro, senza seguire le misure di routing IMO o le buone pratiche di navigazioneNave già sottoposta a detention, 3 mesi dopo il fermo
Nave sospesa o ritirata dalla classe per motivi di sicurezza dopo l'ultima ispezione PSCNave oggetto di reclamo del comandante, di un marittimo o di un soggetto con interesse legittimo, salvo che sia manifestamente infondato
Nave non identificabile nella banca datiNave operata in modo pericoloso, o con problemi segnalati sul carico, in particolare nocivo o pericoloso
Nave i cui parametri di rischio reali, da fonte attendibile, risultano peggiori di quelli registrati
Nave con certificati emessi da un RO la cui riconoscibilità Paris MoU è stata revocata dopo l'ultima ispezione nella regione

Tabella 5.2 — Overriding e unexpected factors (Paris MoU, Annex 8, §§11-12).

Da non confondere

Il mancato rispetto della notifica ETA e il reclamo dell'equipaggio sono unexpected factors, non overriding: non obbligano l'Autorità a ispezionare, ma la nave resta eleggibile come Priorità II anche nei porti successivi. Al contrario, la sospensione o il ritiro della classe per motivi di sicurezza è un overriding factor e comporta un'ispezione supplementare obbligatoria.

Focus PSC — lo Ship Risk Profile si costruisce nel tempo, non si «aggiusta» prima di un porto

Poiché lo SRP si basa su uno storico di 36 mesi, non esiste una scorciatoia last-minute: il modo più efficace per ridurre il proprio profilo di rischio è mantenere un basso numero di carenze e zero detention su un orizzonte pluriennale, oltre a scegliere bandiera e classe con storico solido. Le decisioni prese oggi sulla qualità operativa pesano sul profilo di rischio per i tre anni successivi.

Modulo 06

Le liste White, Grey e Black

Ogni anno il Paris MoU pubblica, nel proprio rapporto annuale, la lista White, Grey e Black (WGB): una classifica della performance delle bandiere basata sul numero di ispezioni e detention registrate su un periodo mobile di tre anni, per le sole bandiere che superano una soglia minima di ispezioni nel periodo.

Liste di performance delle bandiere 2025 e fasce di rischio della Black List (Paris MoU, PSCC 59).
Liste di performance delle bandiere 2025 e fasce di rischio della Black List (Paris MoU, PSCC 59).

I dati più recenti (Paris MoU)

Secondo i risultati relativi al periodo 2023-2025, approvati dal Comitato del Paris MoU alla 59ª riunione, le nuove liste si applicano dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027. Comprendono 40 bandiere in White List, 19 in Grey List e 10 in Black List. Le prime posizioni per performance sono occupate da Cayman Islands, Svezia, Norvegia, Danimarca e Giappone, seguite da Singapore, Francia, Finlandia, Paesi Bassi e Lussemburgo. Tra le bandiere ad alto volume, la Liberia ha registrato 6.319 ispezioni e 276 detention nel triennio (29ª posizione), le Isole Marshall 5.166 ispezioni e 167 detention (21ª), Panama 5.731 ispezioni e 338 detention (36ª). Una nave HRS entra in Priorità II dopo cinque mesi e in Priorità I dopo sei mesi dall'ultima ispezione nella regione: lo status HRS non comporta di per sé un'ispezione a ogni scalo.

La Black List non è un blocco unico

Ai fini dello Ship Risk Profile la Black List è a sua volta suddivisa in fasce di rischio crescente — Medium Risk, Medium-to-High Risk, High Risk, Very High Risk — e la distinzione ha un effetto concreto: le tre fasce superiori valgono 2 punti nel calcolo del profilo, la fascia Medium Risk ne vale 1. Due navi entrambe «black flag» possono quindi trovarsi in posizioni di targeting sensibilmente diverse.

Anche gli organismi riconosciuti hanno una lista di performance

Lo stesso rapporto annuale classifica i Recognized Organization con almeno 60 ispezioni nel triennio. Nell'esercizio 2023-2025 figurano tra gli high performance DNV (18.350 ispezioni, 26 detention), Bureau Veritas (12.261 ispezioni, 31 detention) e Lloyd's Register (11.729 ispezioni, 25 detention); un solo organismo, Hellas Naval Bureau of Shipping, risulta low performance. La classificazione pesa direttamente sulla singola nave: un RO Low o Very Low aggiunge 1 punto allo Ship Risk Profile di ogni nave che ne porta i certificati.

Nota metodologica

Una bandiera con poche navi ma un numero di ispezioni inferiore alla soglia minima (30 nel triennio) non compare in classifica: le sue navi non possono quindi beneficiare dello status di Low Risk basato sulla bandiera, indipendentemente dalla qualità reale della flotta.

Conseguenze pratiche della posizione in lista

Tabella 9 — Conseguenze pratiche della posizione in lista
PosizioneConseguenze tipiche per le navi di quella bandiera
White ListÈ l'unica posizione che consente lo status di Low Risk Ship; finestre di ispezione più ampie; nel regime del Memorandum non comporta banning per detention multiple
Grey ListNessun punto di penalizzazione nel profilo, ma neppure accesso allo status Low Risk; la nave resta soggetta a banning dopo più di due detention in 24 mesi
Black ListLe fasce Very High, High e Medium-to-High Risk valgono 2 punti di Ship Risk Profile; la fascia Medium Risk ne vale 1. Nessuna posizione in Black List consente lo status Low Risk; banning dopo più di due detention su una finestra più lunga, 36 mesi; difficoltà di accesso a noleggiatori di qualità; premi assicurativi e costi di finanziamento più elevati

Tabella 6.1 — Conseguenze pratiche della posizione in lista sulla singola nave.

Modulo 07

Prima dell'ispezione: notifica e selezione

Obiettivo del moduloGestire notifiche preventive e logica di selezione prima dell'arrivo in un porto della regione Paris MoU.

L'ispezione PSC non è quasi mai un evento casuale: nasce da un processo di selezione basato sullo Ship Risk Profile, integrato da segnalazioni esterne e da obblighi di notifica preventiva.

Gli obblighi di notifica (ETA)

Il Memorandum prevede due messaggi distinti, con destinatari e contenuti diversi.

  • Messaggio 72 ore (72 ETA) — dovuto dalle navi eleggibili a ispezione espansa, cioè le HRS e le navi di risk ship type con più di 12 anni, dirette a un porto o ancoraggio della regione. Contiene identificazione della nave (numero IMO obbligatorio), porto di destinazione, ETA ed ETD, durata prevista dello scalo, per le petroliere la configurazione dello scafo e stato, volume e natura di carico e zavorre, le operazioni previste in porto, le visite statutarie e i lavori di manutenzione sostanziale programmati durante lo scalo, e la data dell'ultima ispezione espansa nella regione Paris MoU.
  • Messaggio 24 ore (24 ETA) — dovuto da ogni nave diretta a un porto o ancoraggio della regione, almeno 24 ore prima dell'arrivo; oppure alla partenza dal porto precedente se la traversata dura meno di 24 ore; oppure appena l'informazione è disponibile se il porto di scalo non è noto o cambia durante il viaggio. Contiene identificazione della nave, porto di destinazione, ETA ed ETD.

Il mancato rispetto degli obblighi di notifica non è un overriding factor ma un unexpected factor: non obbliga l'Autorità a ispezionare, ma la autorizza a una visita supplementare in Priorità II e rende la nave eleggibile anche nei porti successivi.

Priorità I e Priorità II

Tabella 10 — Priorità I e Priorità II
PrioritàSituazioneCategoria di ispezione
I
la nave deve essere ispezionata
Presenza di un overriding factorSupplementare
HRS non ispezionata negli ultimi 6 mesiPeriodica
SRS non ispezionata negli ultimi 12 mesiPeriodica
Qualsiasi nave non ispezionata negli ultimi 36 mesiPeriodica
II
la nave può essere ispezionata
HRS non ispezionata negli ultimi 5 mesiPeriodica
Nave con unexpected factorsSupplementare
SRS non ispezionata negli ultimi 10 mesiPeriodica
LRS non ispezionata negli ultimi 24 mesiPeriodica

Tabella 7.1 — Schema di selezione e priorità (Paris MoU, Annex 8, Tabella 3).

Ispezioni periodiche e supplementari contano allo stesso modo: dopo un'ispezione supplementare la finestra della successiva periodica riparte da zero. Se un'ispezione di Priorità II non viene effettuata, la nave resta Priorità II finché la finestra non si chiude, e a quel punto diventa Priorità I.

Fonti di segnalazione esterna

  • Reclami dell'equipaggio, spesso in materia di condizioni di lavoro (MLC) o di sicurezza.
  • Segnalazioni di agenti, piloti portuali, terminal operator che notano anomalie visibili.
  • Informazioni condivise da altri Stati membri o da altri regimi regionali.
  • Rapporti di incidenti, quasi-incidenti o inquinamento avvenuti in prossimità del porto.
Focus PSC — la preparazione comincia prima dell'arrivo in porto

Un errore comune è pensare alla preparazione PSC come a un'attività di bordo dell'ultimo giorno. La gestione realmente efficace comincia con il rispetto puntuale degli obblighi di notifica, con la verifica preventiva dello stato dello SRP della nave prima di pianificare lo scalo, e con un dialogo trasparente tra nave e ufficio su eventuali criticità note prima dell'arrivo.

In sintesi

  • Il messaggio 72 ore riguarda le navi eleggibili a ispezione espansa; quello 24 ore riguarda ogni nave.
  • Un mancato reporting è un unexpected factor, non un overriding factor.
  • Priorità I significa ispezione dovuta; Priorità II indica eleggibilità secondo i criteri applicabili.
Modulo 08

L'ispezione a bordo: tipologie e conduzione

Obiettivo del moduloDistinguere categoria, tipo e possibile estensione di un'ispezione PSC e preparare la nave in modo proporzionato.

Comprendere le diverse tipologie di ispezione e il modo in cui l'ispettore conduce la visita aiuta l'equipaggio a gestire l'evento con metodo, evitando sia l'eccesso di ansia sia la sottovalutazione.

Tipologie di ispezione

Tabella 11 — Tipologie di ispezione
TipoQuando si applica
InizialeIspezione periodica di SRS e LRS: verifica dei certificati e documenti elencati nell'Annex 10, della condizione generale e dell'igiene della nave, e della rettifica delle carenze rimaste aperte
Più dettagliataSu SRS e LRS, quando l'ispezione iniziale rivela «chiare motivazioni» (clear grounds) per approfondire aree specifiche
EspansaObbligatoria per ogni ispezione periodica di una HRS. Per SRS e LRS si applica solo se la nave è di risk ship type — chimichiera, gasiera, petroliera, NLS tanker, portarinfuse, nave passeggeri — e ha più di 12 anni
Supplementare (additional)Innescata da un overriding o da un unexpected factor, incluso un reclamo dell'equipaggio; tipo e profondità sono lasciati al giudizio professionale dell'ispettore

Tabella 8.1 — Tipologie di ispezione PSC (Paris MoU, Annex 9, Tabella 4).

Per una HRS, l'ispezione periodica è espansa

È l'errore di preparazione più comune: si prepara la nave a una visita documentale e si riceve invece un esame approfondito su tutte le aree dell'Annex 9. La regola riguarda la categoria periodica: per una High Risk Ship l'ispezione periodica è sempre espansa. Se l'ispezione è supplementare, il tipo è più dettagliato e può essere esteso a un'ispezione espansa secondo il giudizio professionale del PSCO e i criteri dell'Annex 9.

Come si svolge concretamente la visita

  • Accoglienza dell'ispettore: verifica dell'identità e comunicazione al Master dello scopo della visita.
  • Controllo documentale: certificati statutari, di classe, DOC/SMC, giornali di bordo, registri.
  • Giro ispettivo generale: condizioni apparenti di scafo, ponte, sala macchine, alloggi.
  • Approfondimenti mirati, se emergono clear grounds: prove pratiche (es. steering gear test, drill antincendio).
  • Colloquio con l'equipaggio, anche in materia di ore di riposo e condizioni MLC.
  • Debrief con il Master: comunicazione delle carenze rilevate e dei relativi codici azione.
Focus PSC — cooperare non significa subire

Il Master ha il diritto e il dovere di comprendere ogni carenza contestata, di chiedere chiarimenti sul codice azione assegnato e, se ritiene l'esito ingiusto, di attivare le procedure di ricorso previste dal regime. Cooperare con l'ispettore, fornendo accesso e documentazione senza ostacoli, è ben diverso dall'accettare passivamente ogni conclusione senza comprenderla.

In sintesi

  • Una ispezione periodica di una HRS è sempre espansa.
  • Una ispezione supplementare è più dettagliata e può diventare espansa nei casi previsti.
  • Clear grounds, rischio e giudizio professionale del PSCO determinano la profondità della visita.
Modulo 09

Carenze e codici azione

Obiettivo del moduloInterpretare una carenza, il relativo codice azione e i criteri che possono condurre alla detention.

Ogni carenza rilevata riceve un codice azione che ne determina il trattamento: alcune vanno rettificate prima della partenza, altre entro un termine, le più gravi comportano la detention. I codici non sono lasciati alla discrezione del singolo ispettore: sono standardizzati dall'istruzione del Port State Control Committee — nella versione vigente, la PSCC59/2026/03 «Detention and Action Taken» — e la stessa codifica viene letta dagli ispettori di tutta la regione e dai sistemi di due diligence dei noleggiatori. Saperli leggere significa sapere in anticipo che cosa la nave dovrà dimostrare, e quando.

Dalla carenza al codice azione: i tre esiti possibili e i codici corrispondenti (PSCC59/2026/03, Annex 1).
Dalla carenza al codice azione: i tre esiti possibili e i codici corrispondenti (PSCC59/2026/03, Annex 1).

I codici azione del Paris MoU

I codici azione non sono un'etichetta descrittiva ma un linguaggio codificato: sono raggruppati in tre famiglie — azione sulla singola carenza, azione sull'ispezione, azione di segnalazione — e determinano ciò che accade alla nave dopo la partenza. Il gruppo che interessa la gestione quotidiana è il primo.

Tabella 12 — I codici azione del Paris MoU
Cod.AzioneQuando si usa
10RettificataCarenza rettificata e verificata dal PSCO
15Da rettificare al porto successivoCarenza non rettificabile prima della partenza, di cui il PSCO richiede la chiusura allo scalo successivo
16Da rettificare entro 14 giorniCarenza che, nel giudizio professionale del PSCO, non è abbastanza grave da richiedere rettifica o verifica urgente prima della partenza. I 14 giorni sono un limite massimo: resta responsabilità del comandante rettificarla prima, appena necessario e ragionevole
17Da rettificare prima della partenzaCarenza da risolvere prima che la nave salpi, ma non tanto grave da giustificare la detention. Se la nave non è fermata, la rettifica è responsabilità del comandante e il PSCO non la verifica in quello scalo. È il codice da usare per ogni carenza da «danno accidentale»
19Audit di sicurezza dell'Amministrazione richiesto prima della partenzaSolo per carenza ISM detainable (defective item 15150): il PSCO ha stabilito un nesso tra le carenze rilevate e un fallimento grave, o una grave inefficacia, dell'attuazione dell'ISM Code
21Azione correttiva della compagnia sul sistema ISM entro 3 mesiSolo per defective item 15150, quando le carenze non giustificano la detention ma indicano comunque un fallimento o un'inefficacia dell'ISM. Si usa anche come azione finale, dopo che l'audit esterno richiesto dal codice 19 è stato effettuato
26Autorità di security competente informataSolo per carenze della serie security (1610X) per cui sono stati trovati clear grounds
46Da rettificare al cantiere di riparazione concordatoSolo per carenza detainable per cui il PSCO acconsente al trasferimento della nave a un cantiere. Dopo l'ETA dichiarata al cantiere il codice genera un unexpected factor e rende la nave eleggibile a ispezione supplementare
47Come da condition of class concordataCarenza non pienamente rettificata ma coperta da una condizione di classe. Non utilizzabile per requisiti statutari: solo per elementi di esclusiva competenza strutturale, meccanica ed elettrica della società di classificazione, e solo per navi impostate dal 1° luglio 1998
48Come da flag State condition concordataCarenza non rettificabile prima della partenza, coperta da un documento con condizione emesso dalla bandiera o da un RO per suo conto. Si usa anche per i danni accidentali non rettificati
49Come da piano d'azione concordatoSolo per carenze detainable MLC 2006. Il piano è proposto da comandante e armatore, trasmesso alla bandiera, allegato alla notifica di rilascio dal fermo e caricato in THETIS
55Amministrazione di bandiera consultataQuando la bandiera viene consultata su una carenza
65Operazione sospesaIl PSCO ordina la sospensione di un'operazione o attività osservata durante l'ispezione
80Sostituzione temporaneaCarenza risolta con la sostituzione temporanea di un'apparecchiatura o con un'organizzazione temporanea — per esempio sala macchine presidiata mentre il rilevamento incendi non è ancora riparato
81Riparazione temporanea effettuataRiparazione solo temporanea accettata dal PSCO su proposta di nave, RO o bandiera, con obbligo di rettifica completa entro un termine definito
95 / 96Letter of warning emessa / ritirataSolo per le letter of warning previste dal Port State Control Committee
99Master instructed to…Solo quando nessun codice standard è adatto. Il PSCO deve indicare in chiaro, dopo la descrizione della carenza, che cosa il comandante è tenuto a fare e in quanto tempo. Non disponibile per il 15150 ISM né per la serie security 1610X, con la sola eccezione del 16105 (controllo accessi alla nave)

Tabella 9.1 — Codici azione sulla singola carenza (Paris MoU, PSCC59/2026/03, Annex 1).

La detention non è un codice azione: è una casella

Nel rapporto di ispezione il fermo non viene registrato con un codice numerico ma con caselle da spuntare accanto alla carenza: Grounds for detention, RO resp. quando la responsabilità è riconducibile all'organismo riconosciuto che ha emesso o vidimato il certificato, Accidental Damage e ISM related. A livello di ispezione esistono altre caselle — nave espulsa per motivi di security o per altri motivi, indagine MARPOL per violazione delle norme sugli scarichi, ispezione sospesa, esclusione o espulsione per motivi AFS — e a livello di segnalazione le caselle «Amministrazione di bandiera informata» e «Organismo riconosciuto informato».

Quando una carenza diventa motivo di detention

La decisione di fermare la nave non nasce dal conteggio delle carenze ma da una valutazione strutturata. Il PSCO verifica anzitutto due presupposti documentali e poi dodici capacità operative della nave e del suo equipaggio, riferite al viaggio che sta per iniziare.

Tabella 13 — Quando una carenza diventa motivo di detention
PresuppostiLa nave e l'equipaggio sono in grado di…
Documentazione pertinente e validanavigare in sicurezza per l'intero viaggio previsto
Equipaggio conforme al Minimum Safe Manning Document o documento equivalentemovimentare, trasportare e monitorare le condizioni del carico per l'intero viaggio
gestire la sala macchine in sicurezza per l'intero viaggio
mantenere propulsione e governo adeguati
combattere efficacemente un incendio in qualsiasi parte della nave
abbandonare la nave rapidamente e in sicurezza ed effettuare il recupero
prevenire l'inquinamento dell'ambiente
mantenere una stabilità adeguata
mantenere un'adeguata tenuta stagna
comunicare in situazioni di pericolo
garantire condizioni di vita e di lavoro sicure e salubri a bordo
fornire il massimo delle informazioni in caso di sinistro, attraverso il VDR

Tabella 9.2 — I criteri di valutazione per la detention (Paris MoU, PSCC59/2026/03, §2.3.3).

Se anche una sola di queste valutazioni dà esito negativo, tenuto conto di tutte le carenze rilevate, la nave è seriamente candidata al fermo. E vale anche il contrario di quanto si crede di solito: una combinazione di carenze singolarmente meno gravi può giustificare la detention se, nel loro insieme, compromettono una di queste capacità.

Le carenze ISM: il meccanismo dei codici 19 e 21

Le carenze ISM sono registrate sotto un unico defective item code, il 15150, e sono le uniche che producono una conseguenza automatica sulla compagnia e non soltanto sulla nave. Il PSCO le usa quando stabilisce un nesso tra le carenze tecniche o operative rilevate e l'attuazione dell'ISM Code.

  • Se quel nesso indica un fallimento o un'inefficacia dell'attuazione, ma le carenze non giustificano il fermo, la carenza ISM riceve il codice 21: la compagnia deve intraprendere un'azione correttiva sul sistema entro 3 mesi. Trascorsi i 3 mesi, la carenza ancora aperta genera un unexpected factor e la nave torna eleggibile a un'ispezione supplementare.
  • Se il nesso indica un fallimento grave, la carenza ISM è motivo di detention e riceve il codice 19: l'Amministrazione di bandiera deve svolgere un audit del sistema di gestione della sicurezza prima che la nave possa partire. A audit effettuato, la chiusura viene registrata con il codice 21.
Una carenza ISM non si chiude a bordo

È la differenza che conta: una lampada rotta si rettifica sulla nave, una carenza 15150 si chiude in ufficio. Il codice 21 impegna la compagnia, non l'equipaggio, e la scadenza dei 3 mesi non è un promemoria amministrativo ma un innesco automatico che riporta la nave nel mirino del targeting.

Quando l'ispezione viene sospesa

In circostanze eccezionali il PSCO può sospendere l'ispezione anziché concluderla. Il caso previsto è quello in cui tutti i certificati statutari risultino mancanti, scaduti o non validi. La sospensione richiede però che siano stati completati tutti questi passaggi: verifica dei certificati e documenti dell'Annex 10; verifica della condizione generale della nave e delle sue attrezzature, incluse le condizioni di vita e di lavoro dell'equipaggio; verifica della rettifica delle carenze rimaste aperte; ispezione più dettagliata nelle aree in cui esistono clear grounds; ispezione più dettagliata a campione in altre aree; controlli operativi; e accertamento di carenze detainable in più aree.

Soddisfatte tutte queste condizioni, la nave può essere fermata e l'ispezione sospesa finché le parti responsabili — bandiera e organismo riconosciuto — non abbiano garantito la conformità della nave a tutte le convenzioni applicabili. La sospensione non va confusa con l'interruzione di un'ispezione per ragioni operative o di sicurezza, per esempio durante la notte, che viene semplicemente ripresa in seguito.

Aree più frequenti di carenza

Aree ricorrenti di carenza secondo il rapporto annuale 2025 del Paris MoU.
Aree ricorrenti di carenza secondo il rapporto annuale 2025 del Paris MoU.

Le carenze di sicurezza antincendio e mezzi di salvataggio restano tra le più frequenti in valore assoluto, ma le carenze legate all'ISM Code meritano un'attenzione particolare: non segnalano un problema puntuale bensì una debolezza del sistema di gestione, e tendono a generare un'attenzione supplementare sulla compagnia, non solo sulla singola nave.

Focus PSC — distinguere il sintomo dalla causa

Una carenza isolata su un'attrezzatura specifica è normale gestione operativa. Un pattern di carenze ricorrenti nella stessa area, specialmente su più navi della stessa flotta, segnala un problema sistemico nell'SMS che va affrontato a livello di compagnia, non nave per nave.

In sintesi

  • Il codice azione stabilisce azione, termine e modalità di verifica della rettifica.
  • La detention è una decisione complessiva, non un semplice codice numerico della carenza.
  • Carenze ISM e condizioni substandard richiedono una valutazione sistemica, non soltanto riparazioni isolate.
Modulo 10

Detention e banning

Obiettivo del moduloRicostruire presupposti, durata ed escalation del refusal of access nel regime del Paris MoU.

La detention è la misura più grave che un'ispezione PSC possa comportare senza arrivare al divieto di accesso: la nave viene trattenuta in porto finché le carenze che hanno determinato il fermo non sono state rettificate e verificate.

Quando scatta la detention

Una detention viene disposta quando le carenze rilevate sono tali da rendere la nave, l'equipaggio o l'ambiente esposti a rischio se la nave dovesse partire nelle condizioni riscontrate. Non è legata a un numero minimo di carenze: anche una singola carenza gravissima (per esempio un guasto critico all'apparato di governo) può giustificare da sola una detention.

L'escalation verso il banning

La scala del refusal of access: presupposto, durate di revoca e condizioni (Paris MoU, Sezione 4.1).
La scala del refusal of access: presupposto, durate di revoca e condizioni (Paris MoU, Sezione 4.1).

Nel regime Paris MoU il refusal of access — il divieto di scalare qualsiasi porto o ancoraggio della regione — scatta quando una nave ha subito più di due detention nella regione entro una finestra che dipende dalla lista della sua bandiera: 36 mesi per le bandiere Black List, 24 mesi per le Grey List. La soglia di detention è dunque la stessa; ciò che cambia è l'ampiezza dello storico su cui si guarda indietro, ed è per questo che una bandiera Black resta esposta più a lungo. Le bandiere White List non sono soggette a banning per detention multiple nel regime del Memorandum — diverso, e più severo, è il regime dell'Unione europea (Modulo 03). Il provvedimento diventa efficace nel momento in cui la nave lascia il porto o l'ancoraggio in cui è stato emesso.

Tabella 14 — L'escalation verso il banning
ProvvedimentoQuando scattaRevoca
1° rifiuto di accessoPiù di 2 detention in 24 mesi (bandiera Grey) o in 36 mesi (bandiera Black)Non prima di 3 mesi dall'emissione, e solo se sono soddisfatte le condizioni della relativa PSCC Instruction
2° rifiuto di accessoNuova detention dopo la revoca del primoNon prima di 12 mesi
3° rifiuto di accessoQualsiasi detention successivaNon prima di 24 mesi, e solo se ricorrono tutte queste condizioni: la bandiera non figura né in Black né in Grey List; certificati statutari e di classe sono emessi da RO riconosciuti da uno o più Stati del Paris MoU; la nave è gestita da una compagnia High Performance. In mancanza anche di una sola, il divieto diventa permanente
Divieto permanenteQualsiasi detention successiva al terzo rifiuto di accessoNessuna

Tabella 10.1 — Escalation del refusal of access (Paris MoU, Sezione 4.1).

Un singolo Stato del porto può derogare al divieto solo in caso di forza maggiore, di preminenti esigenze di sicurezza o per ridurre il rischio di inquinamento, e a condizione che armatore, gestore o comandante abbiano adottato misure adeguate a garantire un ingresso sicuro.

Conseguenze commerciali e assicurative

  • Perdita immediata di giorni di noleggio (off-hire) durante il fermo.
  • Impatto diretto e duraturo sullo Ship Risk Profile, con inspection window ridotta per i successivi 36 mesi.
  • Segnalazione visibile ai sistemi di due diligence utilizzati da noleggiatori e vetting (SIRE, RightShip).
  • Possibile incremento dei premi assicurativi H&M e P&I e delle condizioni di finanziamento.
  • Nei casi più gravi, verifica supplementare della compagnia da parte della bandiera o della classe.
Focus PSC — il costo reale di una detention supera l'off-hire

La perdita commerciale diretta di una detention è spesso la componente minore del costo reale: l'impatto sullo Ship Risk Profile per tre anni, la visibilità presso i noleggiatori e l'eventuale innalzamento dei costi assicurativi pesano più a lungo e più a fondo dei giorni di fermo effettivi.

In sintesi

  • Più di due detention attivano la soglia per le bandiere Grey in 24 mesi e Black in 36 mesi.
  • Le durate minime di revoca crescono da 3 a 12 e poi a 24 mesi.
  • Dopo il terzo provvedimento, il mancato rispetto di tutte le condizioni comporta il divieto permanente.
Modulo 11

Concentrated Inspection Campaigns (CIC)

Obiettivo del moduloPreparare nave ed equipaggio a una Concentrated Inspection Campaign usando tema, questionario e finestra ufficiali.

Oltre alle ispezioni ordinarie, i regimi regionali conducono periodicamente Concentrated Inspection Campaigns: ispezioni mirate su un tema specifico, condotte in un periodo definito dell'anno, spesso in cooperazione tra più MoU.

Temi delle Concentrated Inspection Campaigns congiunte Paris MoU / Tokyo MoU, dal 2021 al 2026.
Temi delle Concentrated Inspection Campaigns congiunte Paris MoU / Tokyo MoU, dal 2021 al 2026.

Come funziona una CIC

Ogni campagna si concentra su un tema scelto in base a trend di rischio emergenti o a preoccupazioni di sicurezza recenti. Paris MoU e Tokyo MoU coordinano i propri temi e conducono campagne congiunte, con un questionario comune predefinito che il PSCO compila in aggiunta alla normale ispezione; la finestra è stabilmente 1° settembre – 30 novembre.

Tabella 15 — Come funziona una CIC
AnnoTema della campagna congiunta
2021Stabilità in generale
2022STCW e Polar Code
2023Sicurezza antincendio (fire safety)
2024Salari dell'equipaggio e Seafarers' Employment Agreements
2025Ballast Water Management
2026Rizzaggio di unità di carico e unità di trasporto (cargo securing)

Tabella 11.1 — Temi delle Concentrated Inspection Campaigns congiunte Paris MoU / Tokyo MoU.

La campagna 2026 — Cargo Securing

Paris MoU e Tokyo MoU conducono congiuntamente una campagna su Cargo Securing of Cargo Units and Cargo Transport Units, dal 1° settembre al 30 novembre 2026. L'obiettivo dichiarato è raccogliere dati di conformità sugli obblighi SOLAS in materia di caricazione, stivaggio e rizzaggio: Cargo Securing Manual approvato e coerente con l'assetto reale della nave, stato e certificazione dei mezzi di rizzaggio, registrazioni delle ispezioni periodiche sulle attrezzature, competenza dell'equipaggio nelle operazioni. I PSCO utilizzano un questionario comune predefinito dai due Memorandum.

Preparare la nave a una CIC

  • Verificare per tempo il tema della campagna annunciato dal proprio regime di riferimento.
  • Effettuare un audit interno mirato sull'area tematica, con logica analoga al pre-vetting visto nel corso Vetting.
  • Assicurarsi che la documentazione specifica del tema sia aggiornata e coerente con la pratica di bordo.
  • Formare l'equipaggio sul tema con un breve richiamo pratico, non solo teorico.
Focus PSC — le CIC anticipano i prossimi standard

I temi scelti per le campagne spesso anticipano aree che diventeranno oggetto di attenzione strutturale negli anni successivi. Un vetting/PSC officer attento tratta le CIC non solo come un adempimento stagionale, ma come un segnale precoce di dove il sistema di gestione della sicurezza dovrà rafforzarsi.

In sintesi

  • La CIC integra la normale ispezione con un questionario tematico.
  • La campagna 2026 sul cargo securing si svolge dal 1° settembre al 30 novembre.
  • Preparazione efficace significa verificare documenti, condizioni reali e competenza dell'equipaggio.
Modulo 12

Gestione post-ispezione e ricorsi

Obiettivo del moduloGestire chiusura, evidenze, costi e ricorso dopo un'ispezione o una detention.

La chiusura formale dell'ispezione non coincide con la fine del lavoro del vetting/PSC officer: la gestione post-ispezione — chiusura delle carenze, comunicazione interna, eventuale ricorso — è spesso ciò che determina l'impatto reale dell'evento sulla nave e sulla compagnia.

Il processo di chiusura delle carenze

  • Registrazione formale di ogni carenza nel sistema di gestione della compagnia, con responsabile e scadenza.
  • Azione correttiva sulla causa, non solo rettifica del sintomo (stessa logica CAPA vista nella gestione ISM).
  • Raccolta di evidenza di chiusura (foto, certificati, registrazioni aggiornate) da presentare, se richiesto, al successivo scalo o al regime.
  • Condivisione della lezione appresa con il resto della flotta, per prevenire la stessa carenza altrove.

Il costo della detention è a carico dell'armatore

Un aspetto spesso trascurato nella pianificazione: quando un'ispezione conferma o rivela carenze che giustificano il fermo, tutti i costi delle ispezioni sono a carico dell'armatore, del gestore o del suo rappresentante nello Stato del porto, e lo stesso vale per i costi delle ispezioni svolte nell'ambito delle procedure di banning. Soprattutto: la detention non viene revocata finché il pagamento non è stato effettuato per intero, o non è stata prestata una garanzia sufficiente a coprirlo. Non è quindi un onere che si regola a posteriori: è una condizione della ripartenza.

Il diritto di ricorso

L'armatore, il gestore o il suo rappresentante hanno diritto di ricorrere contro una decisione di fermo o di rifiuto di accesso, e l'Autorità è tenuta a informare il comandante di questo diritto e delle relative modalità pratiche. Ci sono però due limiti che vanno conosciuti prima di trovarsi nella situazione.

  • Il ricorso non sospende il provvedimento. Lo dicono negli stessi termini il Memorandum (§3.12) e la Direttiva 2009/16/CE (art. 20): la nave resta ferma, o esclusa, mentre il ricorso viene esaminato. La leva per ripartire è la rettifica, non l'appello.
  • L'onere della prova è di chi ricorre. In ogni contestazione di fermo o ritardo indebito la prova spetta all'armatore o al gestore. Un ricorso credibile si costruisce con evidenza tecnica raccolta durante l'ispezione, non con un disaccordo espresso a voce.

Se il ricorso è accolto e il provvedimento viene revocato o modificato, la banca dati delle ispezioni deve essere aggiornata tempestivamente e l'informazione pubblicata rettificata entro ventiquattro ore dalla decisione. È un passaggio da verificare attivamente: finché la registrazione errata resta in banca dati, continua a pesare sullo Ship Risk Profile della nave per i 36 mesi successivi.

Focus PSC — documentare tutto, in tempo reale

La qualità di un eventuale ricorso dipende quasi interamente dalla documentazione raccolta durante l'ispezione stessa: fotografie, orari, nomi degli interlocutori, copia del rapporto. Un buon Master tiene traccia sistematica di ogni ispezione PSC, indipendentemente dall'esito, proprio per essere pronto a ricostruire i fatti se necessario.

In sintesi

  • Ogni carenza deve entrare nel processo di rettifica e CAPA con evidenze verificabili.
  • Il ricorso non sospende la detention né il refusal of access.
  • La correzione del record ufficiale dopo un ricorso accolto va verificata attivamente.
Modulo 13

KPI di PSC e gestione di flotta

Obiettivo del moduloCostruire un cruscotto PSC che distingua volume, severità, recidiva e carico ispettivo futuro.

Come per il vetting, anche il Port State Control genera dati preziosi per la gestione dell'intera flotta, se raccolti e analizzati sistematicamente e non solo nave per nave.

Il cruscotto KPI essenziale

Tabella 16 — Il cruscotto KPI essenziale
KPICosa misuraNota di lettura
Carenze per ispezione, per tipo e categoriaRicorrenza delle carenze in ispezioni comparabiliSegmentare per iniziale, più dettagliata ed espansa, e per area tecnica
Detention rateQuota di ispezioni concluse con detentionLeggere con la numerosità e con il trend pluriennale
Tempo di chiusura delle carenzeVelocità del processo di rettifica e CAPASeparare la chiusura tecnica dalla chiusura formale
Recidiva a 12 e 36 mesiRipetizione della stessa carenza o della stessa causaMisura più utile della sola media grezza
Distribuzione HRS / SRS / LRSEsposizione della flotta per categoriaSono categorie: non se ne calcola una «media SRP»
Navi in Priorità I o II ai prossimi scaliCarico ispettivo imminenteBasare il dato sullo stato ufficiale e sulla rotta prevista

Tabella 13.1 — Cruscotto KPI di Port State Control per la compagnia.

Focus PSC — leggere i dati PSC insieme a quelli di vetting

I dati PSC e quelli di vetting (SIRE, CDI, RightShip) raccontano spesso la stessa storia da angolazioni diverse. Una nave con carenze PSC ricorrenti su fattori umani difficilmente avrà osservazioni SIRE brillanti sugli stessi temi. Integrare i due cruscotti in un'unica lettura dà alla compagnia una visione più completa della salute reale della flotta.

In sintesi

  • I KPI vanno segmentati per tipo di ispezione e area tecnica.
  • HRS, SRS e LRS sono categorie: non vanno trasformate in una media numerica.
  • Recidiva e stato di Priorità I o II sono più operativi della sola media delle carenze.
Modulo 14

Tendenze emergenti nel Port State Control

Obiettivo del moduloSeparare i requisiti PSC già applicabili dall'interoperabilità in evoluzione e dagli sviluppi normativi futuri.

Anche il Port State Control, come il vetting, evolve sotto la spinta della digitalizzazione, della decarbonizzazione e di una crescente armonizzazione tra regimi regionali diversi.

Requisiti già verificabili in ispezione

La documentazione relativa a EEXI, SEEMP e CII rientra già nel quadro MARPOL applicabile e può essere verificata nell'ambito PSC secondo gli strumenti in vigore. Non è una prospettiva futura: è materiale che l'ispettore può chiedere oggi, accanto ai controlli tradizionali su sicurezza e MARPOL.

Sviluppi da monitorare

Eventuali nuovi obblighi derivanti dal futuro quadro IMO Net-Zero andranno descritti soltanto dopo la loro adozione ed entrata in vigore, distinguendoli chiaramente dai requisiti attuali. Trattare come vigente ciò che è ancora in discussione è il modo più rapido per preparare la nave alla cosa sbagliata.

Interoperabilità fra i regimi

I regimi cooperano, condividono dati e conducono campagne congiunte — Paris MoU e Tokyo MoU svolgono già CIC comuni — ma i database restano distinti e i collegamenti operativi possono essere parziali o temporaneamente indisponibili. La cooperazione riduce il margine per il «port shopping», non lo elimina, e ciascun regime resta giuridicamente autonomo nelle proprie decisioni.

Focus PSC — prepararsi al PSC di domani, non solo a quello di oggi

Le compagnie più preparate non si limitano a rincorrere l'ultima campagna tematica: costruiscono un sistema di gestione che anticipa le direzioni in cui il controllo pubblico si sta muovendo, dalla decarbonizzazione alla digitalizzazione dei dati. Chi tratta il PSC come un puro adempimento da superare resta sempre un passo indietro rispetto a chi lo tratta come una fonte di miglioramento continuo.

In sintesi

  • EEXI, SEEMP e CII appartengono già al quadro MARPOL verificabile in ispezione.
  • Un futuro quadro IMO Net-Zero va indicato come sviluppo, non come requisito vigente.
  • Cooperazione tra regimi non significa database unico o sincronizzazione completa.

Errori ricorrenti

Dalla Mistake Library di SuperbaKnowledge, filtrata sugli argomenti trattati in questo corso. Questa vista seleziona e ordina contenuti pubblicati in SuperbaKnowledge; non li modifica né li sostituisce. La scheda collegata resta la versione di riferimento e i testi ufficiali restano autorevoli.

Errori ricorrenti pubblicati in SuperbaKnowledge
ArgomentoErroreConseguenza tipicaScheda
Appello contro una DetentionCorrezione delle deficiency posticipata in attesa dell'esito dell'appelloProlungamento non necessario del fermo della nave, poiché la detention non si sospende durante l'appelloVedi scheda
Black Sea MOUPreparazione basata solo su statistiche Paris MoU, senza considerare le specificità regionaliSottovalutazione del rischio reale di ispezione/detention nella regioneVedi scheda
Checklist Pre-PSCChecklist applicata solo quando l'ispezione è considerata 'probabile'Deficiency preesistenti restano non rilevate negli scali a basso rischio percepitoVedi scheda
Comunicazione Port State Control Officer (PSCO)Risposte preparate e uniformi da tutto l'equipaggio, percepite come poco genuineIl PSCO estende l'ispezione oltre il previstoVedi scheda
Concentrated Inspection Campaigns (CIC)Nessuna preparazione specifica in vista di una CIC annunciataIspezione più approfondita sul tema scoglie l'equipaggio impreparatoVedi scheda
Detention e BanningSottovalutazione dell'impatto di una detention sul Ship Risk Profile per i successivi 36 mesiIspezioni più frequenti e approfondite si protraggono ben oltre la risoluzione dell'episodioVedi scheda
Gestione DeficiencyDeficiency rettificata ma non collegata al sistema NC/CAPA del SMSLa causa radice resta irrisolta, rischio di recidivaVedi scheda
Indian Ocean MOUAmpiezza e varietà degli Stati membri sottovalutata nella pianificazione del viaggioScali in Stati membri del regime non riconosciuti come taliVedi scheda
Mediterranean MOUStatistiche e priorità Paris MoU applicate acriticamente agli scali nella regione Med MoUPreparazione non calibrata sulle specificità regionali realiVedi scheda
Ship Risk Profile e New Inspection Regime (NIR)Nessun monitoraggio dello Ship Risk Profile da parte della CompagniaSorpresa nell'apprendere il livello di rischio solo al momento della selezione per ispezioneVedi scheda
Tokyo MOUSottovalutare la rilevanza del funzionamento del BWMS in vista di ispezioni nella regione Asia-PacificoDeficiency sulla categoria più frequentemente riscontrata nelle campagne recentiVedi scheda
USCG Port State ControlPresunzione che la conformità Paris/Tokyo MOU basti anche per gli scali USASorpresa di fronte a requisiti USCG specifici non armonizzatiVedi scheda

Deficiency PSC correlate

Dalla PSC Knowledge Base di SuperbaKnowledge. Questa vista seleziona e ordina contenuti pubblicati in SuperbaKnowledge; non li modifica né li sostituisce. La scheda collegata resta la versione di riferimento e i testi ufficiali restano autorevoli.

Deficiency PSC correlate, pubblicate in SuperbaKnowledge
DeficiencyNormativaFrequenza indicativaPossibile conseguenzaScheda
Cargo Securing Manual non coerente con l'assetto nave (focus CIC 2026)SOLAS VI/5.6 e VII/5, CSS CodeDa monitorare (CIC 1 set - 30 nov 2026)Deficiency nella campagna tematicaVedi scheda
Certificato scaduto o copia a bordo non aggiornata dopo rinnovoRequisiti documentali generali PSCMediaDeficiency, aggravante se ripetutaVedi scheda

Glossario degli acronimi

Tabella 17 — Glossario degli acronimi
SiglaDefinizione
APCISAsia-Pacific Computerized Information System (Tokyo MoU)
CICConcentrated Inspection Campaign
DOCDocument of Compliance (ISM)
EMSAEuropean Maritime Safety Agency
EQUASISBanca dati pubblica sulla qualità della flotta mondiale
ETAEstimated Time of Arrival
ETDEstimated Time of Departure
HRSHigh Risk Ship
IMSASIMO Member State Audit Scheme
ISMInternational Safety Management Code
LRSLow Risk Ship
MLCMaritime Labour Convention 2006
MoUMemorandum of Understanding
NIRNew Inspection Regime (Paris MoU / Tokyo MoU)
NOVNotice of Violation (USCG)
NLSNoxious Liquid Substances (NLS tanker)
PSCPort State Control
PSCOPort State Control Officer
RORecognized Organization
SMCSafety Management Certificate (ISM)
SMSSafety Management System
SRPShip Risk Profile
SRSStandard Risk Ship
PSCCPort State Control Committee (Paris MoU)
QS21QUALSHIP 21 (programma USCG di riconoscimento della qualità)
SEASeafarers' Employment Agreement
THETISThe Hybrid European Targeting and Inspection System (Paris MoU)
USCGUnited States Coast Guard
VTSVessel Traffic Service
WGBWhite, Grey and Black list

Riferimenti e fonti

Elenco consolidato delle fonti e degli organismi citati nel corso. I riferimenti sono aggiornati ad agosto 2026; per le versioni ufficiali di criteri, liste e procedure, consultare sempre le pubblicazioni degli organismi titolari.

Tabella 18 — Riferimenti e fonti
Fonte / organismoAmbito
Paris MoU — testo consolidato del Memorandum, 46° emendamento (adottato 30 maggio 2025, in vigore dal 1° luglio 2025)Ship Risk Profile e pesi (Annex 7), schema di selezione e priorità (Annex 8), tipi di ispezione e clear grounds (Annex 9), obblighi di notifica 72/24 ore (Annex 12), refusal of access (Sezione 4)
Paris MoU — PSCC59/2026/03 «Detention and Action Taken»Criteri di detention e codici azione standard
Paris MoU — parismou.orgListe di performance annuali di bandiere e RO, temi e risultati delle CIC, rapporti annuali
Tokyo MoU — tokyo-mou.orgRegime NIR per l'Asia-Pacifico, CIC congiunte; Annual Report 2025 per lo stato dei collegamenti fra i database interregionali (APCIS–THETIS temporaneamente sospeso)
Direttiva 2009/16/CE, testo consolidato, e Direttiva (UE) 2024/3099Base giuridica del PSC nell'Unione, profilo di rischio (Allegato I), rifiuto di accesso (art. 16), ricorsi (art. 20), nuove convenzioni nell'ambito
D.Lgs. 24 marzo 2011, n. 53Recepimento italiano della direttiva
EMSA — emsa.europa.euTHETIS, THETIS-MRV, THETIS-EU e impegni ispettivi degli Stati membri
United States Coast Guard — dco.uscg.milRegime PSC autonomo statunitense; Port State Control Annual Report 2025; CVC-WI-002(2), revisione del 14 gennaio 2026, per i criteri QUALSHIP 21 ed E-Zero; CVC-WI-021(3), revisione del 14 maggio 2026, per il targeting PSC
IMO — imo.orgSOLAS, MARPOL, MLC 2006, STCW, Load Lines; risoluzione A.1206(34)Procedures for Port State Control, 2025
IACS / Società di classificazioneRegole di classe e relazione con lo status RO
Fonti da consultare per l'aggiornamento

Paris MoU e Tokyo MoU — pubblicazioni ufficiali su liste annuali, criteri SRP e temi delle CIC.

USCG — circolari e avvisi relativi al proprio regime di matrice di rischio.

Amministrazione di bandiera e società di classificazione per lo storico di performance rilevante.

Materiale divulgativo

Questo corso è materiale didattico a scopo formativo e non costituisce certificazione professionale né titolo abilitante. Leggi le avvertenze complete.